Sono giorni di dolci ricordi per i tifosi dell’Inter e per gli eroi del Triplete, che festeggiano – pur a distanza, causa pandemia da Covid-19 – il decennale di quella storica impresa. Da Zanetti a Milito, da Moratti a Julio Cesar sono tanti i protagonisti di quella gloriosa formazione che stanno condivendo i loro ricordi e ricordando gustosi aneddoti. Alla lista si aggiunge anche Marco Materazzi, che nell’ormai consueto appuntamento in videochat con Bobo Vieri ha ricordato la sua parentesi in nerazzurro, la gioia provata nella notte di Madrid e ovviamente non ha risparmiato una puntura alla Juventus “che a differenza dell’Inter, le finali le perde sempre”.
Cosa sarebbe successo nel 2010 in caso di tre sconfitte a Siena, in Coppa Italia e a Madrid? Io mi sarei ammazzato. Quando non vinci e arrivi secondo… Lo sai meglio di me. È già difficile arrivarci, la Juve arriva sempre lì e poi perde le finali. Ma è difficile arrivarci. Io ho perso il 5 maggio e qualche finale di Coppa Italia, ci vuole fortuna. La Champions vale due campionati: finisce a dicembre e a febbraio è un’altra cosa

"Il 5 maggio, quello scudetto sarebbe stato quello più bello..."

Calcio
Materazzi sulla testata di Zidane ai Mondiali: "Gli dissi che preferivo altro alla sua maglietta"
02/05/2020 A 21:47
“Io lo dico sempre, non me ne vogliano i tifosi della Juve, ma quello del 5 maggio sarebbe stato lo scudetto più bello, perché inaspettato. Perché arrivavi da degli anni ancora peggiori. Poi piano piano avevamo costruito, erano arrivati tanti giocatori. Poi purtroppo è andata come è andata, merito a chi l'ha vinto e pace per loro. Però era il più bello, eravamo forti, c'erano tanti italiani che non guasta mai. C'erano tanti stranieri ma c'era una colonna vertebrale italiana che fa sempre tanto, non a caso la Juve è così forte perché ci sono stati tanti italiani”.

"Mourinho fenomeno, Milito ed Eto’o incredibili"

Mourinho era un fenomeno. Al suo primo allenamento, è arrivato in Pinetina, tutti stavamo in silenzio, non volava una mosca e lui ci ha detto: 'Oh potete anche ridere con me eh'. Da lì si è sciolto l'ambiente e poi è stato uno spasso. Da fuori sembra un sergente cattivo ma con noi era un fratello, un padre e un figlio di p.....a allucinante, ti ammazzava. Ti diceva di quelle cose... Però ha creato quell'empatia che nessuno si azzardava a dire o a pensare diversamente da quello che lui ci. Una volta ad Adriano disse che non lo avrebbe fatto più giocare perché era stato a far serata, domenica sera derby lui e Ibra in attacco, tre giorni dopo. E fece una partita incredibile perché lui sapeva le corde che doveva toccare. Lui era così. Milito, eroe del Triplete? Diego penso che abbia perso tempo. Con tutto il rispetto per tutte le squadre in cui ha militato, però era un giocatore che poteva giocare tantissimi anni in grandi squadre perché era intelligente, forte, molto molto umile, e faceva sempre gol. Eto’o aveva fatto il Triplete l'anno prima, stimolarlo non era facile. José sai quanti messaggini gli avrà mandato per dirgli 'ti hanno scambiato pensando di migliorare, mandandoti qui che non abbiamo vinto', poi è arrivato qui e ci ha fatto vincere il Triplete. Penso che quell'anno lui era disposto a tutto. Lui ha vinto due triplete di fila, cose che forse non capitano a nessuno. Lui c'è riuscito con due squadre diverse. Cose di altra categoria.

"L’espulsione di Motta al Camp Nou e la frase di Mou"

Quando a Barcellona è stato espulso Thiago Motta ci disse: 'Ragazzi noi ci alleniamo 7 contro 5, 9 contro 5... Qui siamo 11 contro 10, non pensiamo di partire dal portiere, diamola lì, lunga da Julio e difendiamoci 11 contro 10' e infatti ce l'abbiamo fatta ma perché eravamo organizzati. Eravamo forti, avevamo cambiato molto, avevamo preso Eto'o, Lucio, Milito, Snejider. Vincevano uno scudetto da soli. La differenza comunque la fanno gli allenamenti, perché se ogni allenamento lo fai fino alla morte... Mourinho fa degli allenamenti, che io ho scoperto per fortuna a fine carriera, perché l'avessi scoperto prima sarei morto. Quella metodologia di due contro tre, due contro due, tutto a pressione. Lui diceva se vi allenate un'ora e mezzo con me, giocate novanta di partita tranquillamente. Io con lui non giocavo, ero legato a lui perché avevo un rapporto tale che sapevo che avrei potuto giocare tutte le partite o nessuna ma sapevo il ruolo che avevo. Avevo un'età in cui mi sarei dovuto gestire per essere a disposizione del gruppo. Andavo in allenamento che era una guerra, ti alza il livello, fa la differenza perché poi arrivi alle partite che sei motivatissimo e come qualità gli altri sono sicuramente inferiori a te e noi eravamo devastanti. C'erano Samuel, Lucio, Cordoba, Chivu...”.

Mourinho and Materazzi after win in Champions League 2009/2010

Credit Foto Imago

"La Juve è ancora superiore ma l’Inter arriverà presto lì..."

L’Inter quest’anno è migliorata, ha fatto tanto ma la Juve è ancora superiore. Bisogna dirlo, altrimenti sembriamo quelli che fanno i grossi dietro la tastiera. Loro hanno lavorato bene negli anni, ma sono sicuro che arriveremo anche noi. Quest'anno è mancato qualcosa negli scontri diretti, ma se ricomincia il campionato non è detto niente, eh. A porte chiuse poi, è un altro campionato. Vedremo. Poi che vinca il migliore”.

10 anni fa l'Inter alzava la Champions, che fine hanno fatto gli eroi del Triplete?

Serie A
Napoli, Spalletti: "Insigne è il nostro riferimento"
08/08/2021 A 20:06
Serie A
Spalletti: "Ho visto un Napoli ordinato, consapevole e sereno"
31/07/2021 A 20:33