Zlatan Ibrahimovic a 360° in una lunga e ricca intervista ai colleghi della Uefa (rilasciata anche su Discovery+ Svezia) a poche ore dalla sfida di ritorno dei sedicesimi di finale di Europa League contro la Stella Rossa. Il centravanti svedese ha fatto un po' il suo punto su questa sua seconda esperienza, e seconda vita, al Milan ponendo l'accento sulla differenza di generazione, sul rapporto con Pioli e coi compagni. Ma non solo, perché Ibra ha parlato anche di altro, molto altro...

Giovane, vecchio? In campo siamo tutti uguali

Hai detto che il Milan ha una squadra giovane, come tratti i giovani, con qualche differenza con quelli più adulti? "Quando giochi a questi livelli, a livelli così alti, c'è sempre la stessa pressione a prescindere di chi sei. Se sei qui, sei qui perchè lo meriti, sei qui perchè sei bravo abbastanza. Non sei qui perchè qualcuno ti deve aspettare, sei qui per fare giocartela. Non mi frega se sei giovane o no, non posso pensare al fatto che sei giovane e arriverà il tuo tempo. Quando giochi nel Milan non c'è tempo, devi fare bene adesso. Se io non gioco bene, al prossimo mercato il Milan comprera un altro attaccante che giochera meglio di me, per questolo devo giocare bene e questo vale per tutti. Tutti dobbiamo essere all'altezza a prescindere se siamo giovani o maturi. Fuori dal campo ovviamente è diverso, se sei Rafael Leao ti parlo e tratto in un altra maniera. Se sei Simon Kjaer, sei più maturo, hai figli, ovviamente è diverso. Ma sul campo sono tutti uguali."
Serie A
Ibrahimovic a Sanremo: duetto con Mihajlovic all'Ariston?
19/02/2021 A 09:38
Pioli è arrivato in un Milan dove l'ambiente era difficile. Quando ha preso la squadra non era dove siamo ora. Dove la squadra sta adesso è grazie a lui e il lavoro che ha svolto. Grazie al modo in cui lavora

Ho Zlatanizzato Pioli

Da fuori l'allenatore Pioli come persona è molto diverso da te, cosa pensi di lui? "Sei sicuro??? (risata, ndr). Forse l'ho Zlatanizzato. Forse è diventato come me. Pioli lo conoscevo già perchè ci ho giocato contro in Italia. Le squadre che ha avuto sono andate molto su e giu, da squadre top a squadre piccole. E' arrivato in un Milan dove l'ambiente era difficile. Quando ha preso la squadra non era dove siamo ora. Se siamo dove siamo adesso è grazie a lui e il lavoro che ha svolto. Grazie al modo in cui lavora, alla sua mentalita. Mette tanto pressione alla squadra, pretende molto, anche se è una squadre di giovani. Forse ha più pazienza di me, ma ovviamente è piu maturo e ha piu esperienza di me.

Pioli: "Ibra a Sanremo? Trarrà ancora più motivazioni"

E' abituato a lavorare sotto pressione ed è stato in situazioni dove gli ultimi due tre mesi ha dovuto lottare per restare in Serie A. E questo ovviamente è diverso da quando devi lottare per vincere, ma allo stesso tempo c'è tanta pressione perchè hai una squadra che non è al livello dei primi cinque dove lotti per il titolo. Invece lotti per non retrocedere e giocare in Serie A. E' diverso come pressione ma è molto stressante e hai giocatori con meno qualita delle grandi squadre. In quelle situazioni devi dare qualcos'altro di quello che dai nelle grandi squadre. Questo non è facile, pero ha l'esperienza e tutto quello che ha portato da quando è arrivato si è visto poi coi risultati che abbiamo raggiunto. Mister Pioli è venuto qui e ha dimostrato con il lavoro di essere un grande allenatore. Adesso non c'è piu discussione se sia il più adatto a questo lavoro".
Oggi la nuova generazione gioca cinque minuti e li vedono come grandi giocatori. Sono contento di venire dalla vecchia scuola

Quando ero giovane io...

Ti piacerebbe avere uno giocatore come Zlatan giovane vicino a te ora al Milan? "Non lo so. Quando ero giovane i giocatori vicini a me erano fantastici. Quando sono venuto in Italia per la prima volta avevo giocatori accanto che mi vedevano come il ragazzino giovane che portava tanta energia e adrenalina. Tutti erano grandi giocatori, avevano vinto titoli importanti, erano stelle e stavano giocando ad alti livelli. All'epoca se eri considerato un grande giocatore, eri veramente un grande giocatore e per diventarlo dovevi giocare bene e metterti in mostra per molto tempo. Oggi la nuova generazione gioca cinque minuti e li vedono come grandi giocatori. Sono contento di venire dalla vecchia scuola. I social hanno cambiato tutto, oggi grazie ai social i giocatori sono visti come campioni pur avendo fatto poco magari. Prima non era cosi. Prima dovevi realizzare grandi cose, per tanto tempo, per essere visto come un grande giocatore. Oggi è diverso. Mi piace piu la vecchia scuola. Per essere riconosciuto come grande, dovevi mostrarlo e mostrare piu.

Ronaldo il Fenomeno il più forte di tutti

"Non ho bisogno di descrivere Ronaldo "Il Fenomeno". Dico sempre a tutti quelli che giocano con me, questo Ronaldo è il gioco del calcio. Per me quel Ronaldo è il calcio. Quando lo vedevi giocare, tutti volevano giocare come lui e diventare come lui. Il modo in cui si muoveva, il modo in cui faceva i suoi famosi doppi passi, le sue serpentine.... Il modo in cui si muoveva, per me è il più grande giocatore della storia, senza dubbio "

Quella stoccata a LeBron James...

Ti piace il basket? "Si si mi piace molto. Quello che fa lui (LeBron) è fenomenale, però non mi piace quando le persone con qualche tipo di 'status' parlano di politica. Fai quello in cui sei bravo. Fai quello che fai. Io gioco a calcio perchè sono il migliore nel giocare a calcio. Non faccio politica. Se fossi stato un politico, avrei fatto politica. Questo è il primo errore che le persone famose fanno quando si sentono arrivate. Per me meglio tenersi lontano da questi argomenti, e fare quello in cui si è bravi, altrimenti rischi di non farci una bella figura.

Milan-Inter, la costruzione dal basso paga

Europa League
Stella Rossa-Milan, pagelle: Theo-Tonali ok, male Romagnoli
18/02/2021 A 20:20
Calciomercato 2020-2021
Ballo-Touré si presenta: "Milan? All'inizio non ci credevo"
22/07/2021 A 13:39