Si va verso un calcio sempre più spettacolare e con più gol. Spingono in questa direzione i lavori dell'ultima assemblea generale dell'IFAB, la 135esima della storia, svoltasi venerdì a Zurigo. In agenda, l'eterno tema del fallo di mano in attacco, da precisare dopo fraintendimenti ed esasperazioni dell'ultima versione (in sostanza si torna indietro), la VAR "leggera" e un nuovo fuorigioco allo studio, con vista sul 2023. Se approvato, sarebbe una rivoluzione storica. La regola del fallo di mano l'abbiamo già analizzata. Gianni Infantino, presidente FIFA, ha ricordato come "il mani sia contro lo spirito del calcio, ma forse si era andati oltre". Dal 1° luglio, giorno di entrata in vigore, dovrebbe essere tutto più semplice. I tornei che cominciano prima del 1° luglio, e finiscono dopo, come l’Europeo, possono anticipare i tempi.

Il fuorigioco

Qui, invece, c'è aria di rivoluzione. Infantino ha rivelato che è allo studio un nuovo fuorigioco "che può rappresentare la terza rivoluzione dopo la nascita nel 1866, con tre giocatori tra attaccante e porta, e la modifica del 1925 con due difensori". Per essere espliciti: se l’attaccante non sarà decisamente "separato" dal penultimo difensore, cioè se avrà una parte in linea (regolare) e una oltre (irregolare), non sarà più off-side. Più semplicemente: piede in linea e testa avanti (o viceversa), oggi è fuorigioco, ma domani potrebbe essere regolare. Proposta da studiare e sperimentare, virus permettendo, per capire come cambia il gioco. Da una statistica della Premier si vede come la metà dei gol annullati diventerebbe regolare. Sarebbe un cambiamento di enorme portata: da tre giocatori a due a uno...e mezzo. Sempre sull'off-side è allo studio un fuorigioco semi-automatico - se ne era già parlato - grazie a un sistema di rilevamento continuo (e non sul momento) dei giocatori così da sapere in tempo reale se la posizione è regolare o meno. All’ultimo Mondiale per club è stato sperimentato con buoni risultati in due partite, ma c’è da insistere.
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Il parere di Casarin

Dalle colonne del Corriere della Sera, l'ex arbitro Casarin fornisce il suo punto di vista sull'ipotesi rimbalzata nelle ultime ore che venga ritoccata la regola sul fuorigioco: "L'attaccante è in fuorigioco se parte della testa, corpo o piedi sono più vicini alla porta avversaria, rispetto al pallone e al penultimo avversario - si legge -. Va bene: di quanto? Qualche centimetro. Determinato da una tecnologia incompleta, che ha bisogno dell'uomo per individuare il momento del passaggio verso l'attaccante". Piuttosto categorica l'osservazione con la quale Casarin chiosa il suo intervento: "Minuti di ricerca e poi, prevalentemente, decisione a favore del difensore. Mi sembra il guardalinee che nel dubbio alza la bandierina. Il calcio dei centimetri capovolge il risultato. Perché l'incertezza di partenza del lancio non equivale, quanto a centimetri, a quella finale? Vogliamo fare un nuovo gioco? Certamente stiamo spaccando in due quello storico".

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VAR più leggera, VAR per tutti

L’obiettivo è una VAR per tutti. Da tempo è allo studio una versione "light", leggera, che possano permettersi sia i campionati più poveri sia i tornei minori dei campionati più ricchi. Come? Con meno arbitri Var (1, al massimo 2, invece dei 3 del Mondiale) e con meno telecamere (massimo 8, minimo 2). Infantino ha aggiunto: "Un calcio senza VAR oggi non è più immaginabile. Ha portato più giustizia nel calcio".

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