Tutto rientrato, almeno per il momento. Il progetto “Super Lega” è stato sospeso: i club dissidenti hanno deciso di abbandonare il loro propositi, annunciando che rivedranno il progetto nella loro interezza. Nelle 48 ore di autentica “bufera calcistica”, le squadre “dissidenti” hanno preso atto della situazione, decidendo di tendere la mano e di interloquire con UEFA e FIFA, che avevano già annunciato pesanti sanzioni nei confronti delle società che si erano impegnate in questa “crociata”.
Tra le personalità coinvolte anche il presidente della FIGC Gabriele Gravina. Ieri, il n.1 della Federcalcio è entrato nell’Esecutivo UEFA con 53 voti su 55. Il primo punto da chiarire sarà quello posto proprio dalla Super Lega: “Mi piacerebbe che questa vicenda si ricomponesse, perché il calcio non può essere un rifugio per ricchi ma deve essere un godimento e una gioia per tutti“, le parole di Gravina.
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L’idea del presidente della FIGC è molto chiara: i campionati sono importanti per i club più della Champions League. Partendo da questo principio, l’intenzione è quella di porre un punto fermo: chi si iscrive ai campionati deve impegnarsi a giocare le coppe Uefa, altrimenti è fuori dai giochi. In altre parole, non si può essere in Serie A e in Super Lega.
Una battuta d’arresto dunque per Andrea Agnelli e chi ha sostenuto una certa idea? Vedremo nei prossimi giorni, anche quando il Consiglio federale si riunirà (lunedì). Da capire a questo punto gli sviluppi.

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