Solo 250 persone circa possono partecipare al funerale all'interno del Duomo di Vicenza ma idealmente sono milioni gli italiani che ricordano Paolo Rossi. Dopo le grandissime testimonianze di affetto dimostrate da chi lo ha conosciuto ma anche da chi lo ha solamente ammirato all'opera con la maglia dell'Italia e con tutte quelle che ha avuto la possibilità di indossare nella sua carriera, è il momento di salutare Pablito, scomparso a soli 64 anni per colpa di un brutto male.

I compagni del 1982 portano il feretro

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11/12/2020 A 10:25

A portare il feretro all'interno del Duomo di Vicenza sono stati proprio i suoi ex compagni, quelli dell'Italia campione del Mondo del 1982: davanti Cabrini e Tardelli, dietro tutti gli altri. "Paolo, Paolo..." il coro che si è sentito all'esterno della chiesa. Sulla bara di Paolo Rossi c’è anche la maglia azzurra.

Paolo Rossi, i funerali: feretro portato dai compagni del 1982

Credit Foto Getty Images

Giuseppe Bergomi: "Paolo simbolo di un gruppo"

"Di quel gruppo vincente Paolo era un simbolo, non solo per quanto è riuscito a fare in campo ma anche fuori. Le sue più grandi doti sono state l'umanità e la disponibilità verso tutti, ma anche la capacità di sorridere. Con lui ho condiviso l'esperienza da commentatori tv nel mondiale 2006, anche qui era un esempio per la moderazione nei commenti".

Antonio Cabrini: "Mi manchi, meraviglioso amico"

"Non ho perso solo un compagno di squadra, ma un amico e un fratello. Insieme abbiamo combattuto, vinto e a volte perso, sempre rialzandoci anche davanti alle delusioni. Siamo stati parte di un gruppo, quel gruppo, il nostro gruppo. Non pensavo ti saresti allontanato così presto, ma che avremmo camminato ancora tanto insieme. Già mi manchi, le tue parole di conforto, le tue battute e i tuoi stupidi scherzi. Le tue improvvisate e il tuo sorriso. Mi manca proprio tutto di te, oggi voglio ringraziarti perché se sono quello che sono lo devo anche al meraviglioso amico che sei stato. Io non ti lascerò mai, ma tu stai vicino a tutti noi, come io starò vicino a Federica e ai tuoi figli. Ma tu resta vicino a me”.

Alessandro Altobelli: "Avrei voluto tenergli la mano"

Noi abbiamo una chat dove ci sentiamo tutti i giorni. Parliamo e discutiamo. Era da un po’ che non lo sentivamo e ho scritto qualcosa per farlo intervenire ma nemmeno in quel caso rispose. È in quel momento che abbiamo avuto conferma della notizia della malattia. Avevamo sentito voci e speravamo che non fossero vere. La moglie ci ha raccontato dei suoi ultimi momenti. Ci ha detto che gli ha stretto la mano e la invidio perché volevo essere lì con lei"

Paolo Maldini: "Tanti ricordi legati a lui"

"Non mi aspettavo della malattia, i ricordi sono tanti, sono legati alla mia infanzia, ero un quattordicenne quando ci ha fatto vincere il Mondiale, è stato un mio compagno quando avevo 17anni, mi ha accompagnato tante volte anche a casa, perché non avevo la patente e mi portava a casa dandomi un sacco di consigli".

La moglie Federica: "Grazie per l'affetto"

"Questo grande affetto per Paolo che ho percepito è la dimostrazione di quanto fosse amato da tutte il mondo. Era la persona di tutti, ben disposto a darsi, era un generoso. Mi ha fatto piacere che ci sia stato questo grande ritorno. Paolo era grande nella quotidianità fatto anche di cose semplici, di grandi valori e insegnamenti. Una persona che amava la famiglia, la casa".

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