Tre a uno al Milan, tre uno al Sassuolo. Carta canta. E la Juventus è sempre lì, fra corse e rincorse, cambi e ricambi, decisivi anche questa volta: da Aaron Ramsey a Dejan Kulusevski. La partita, a scacchi per un tempo, coinvolgeva i gatti primi nel possesso gomitolo del campionato. La Juventus, una grande che cerca di giocare giovane; il Sassuolo, un giovane che cerca di giocare grande. Lavori in corso. E’ un periodo non proprio fausto per Madama, viste le assenze da covid e gli infortuni, "live", di Weston McKennie, il più vispo, e Paulo Dybala. Non che per le altre siano state, o siano, tutte rose e fiori, ma così è.

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L’equilibrio regnava talmente sovrano e ruvido che persino la claque faticava a scaldarsi. D’improvviso, al 41’, Pedro Obiang zompava su Federico Chiesa. Il rosso del "varista" Daniele Chiffi, sfuggito al buonismo di Davide Massa, offriva al placido don (Andrea Pirlo) un vantaggio cruciale. Il rigagnolo diventava fiume. Cristiano Ronaldo e la coppia Ramsey-Kulusevski sfioravano il gol. A Roberto De Zerbi mancava Domenico Berardi e Jérémie Boga, ecco, sarebbe entrato solo a metà ripresa.

Un bel Sassuolo

Che bel Sassuolo: mai prono anche in dieci, sempre propositivo attorno a Manuel Locatelli e capace di pareggiare con Grégoire Defrel, su tocco di Junior Traoré (classe 2000, come Kulusevski), il destro filante di Danilo. Pagava, la Juventus, il canonico ruttino da (di)gestione. Ma, come spesso capita, faceva pagare i tesori della sua panchina: Ramsey, autore del 2-1 su cross di Gianluca Frabotta; e Kulu, devastante. Straordinario l’assist a Cristiano, solo che l’extraterrestre di questo scorcio è poco extra e invece di stregare Andrea Consigli, si faceva stregare. Salvo riemergere agli sgoccioli, armato da un lancio di Danilo, parabola che mi ha ricordato le pennellate di Michel Platini.

Ronaldo in azione

Credit Foto Getty Images

Milan e Sassuolo sono scalpi gloriosi. A patto di leggerli fino in fondo, senza lasciarsi traviare dai risultati, che pure sono la ciccia dello sport. L’ordalia dello Stadium è stata spaccata dall’episodio di Obiang. Gli era andata bene all’Olimpico, contro la Roma, perché perseverare? Fin lì il Sassuolo aveva tenuto il campo con un’autorità non certo inferiore agli avversari. E anche dopo ha avuto momenti di bel calcio.

Dormite e gioco

Dormite omeriche (di Leonardo Bonucci su Defrel, di Vlad Chiriches e Georgios Kyriakopoulos sul gallese) hanno preso a martellate il tabellino. Se Chiesa, speronato a una caviglia, si è accomodato alle corde, il centro del ring l’ha sequestrato Kulu. Più sterza in attacco, meglio è: per lui e per la squadra. Si è rivisto Alvaro Morata, il cui ritorno - nell’ambito di una infermeria tanto ingolfata - costituisce una preziosa stampella.

Cristiano Ronaldo, Bonucci

Credit Foto Getty Images

Come gioco, la Juventus non dà quasi mai l’idea di essere irresistibile: sono i suoi giocatori che trasmettono - a turno e a sprazzi - questa sensazione. E’ la forza di Madama che, assorbito e studiato lo 0-3 «natalizio» della Fiorentina, da gennaio ha raccolto nove punti su nove recuperandone la bellezza di cinque all’Inter di Antonio Conte. E domenica sera, luci a San Siro.

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Per commentare o fare domande potete inviare una mail a roberto.beccantini@fastwebnet.it o visitare il blog di Roberto Beccantini http://www.beckisback.it.

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