Allacciatevi le cinture perché sulla rotta di Juventus-Inter, in programma domani allo Stadium, le hostess annunciano forti turbolenze. Non sarà solo un passaggio di consegne. Sarà un dente del giudizio, per la Tiranna dei nove scudetti che proprio Antonio Conte, il tecnico che ne inaugurò il ciclo, potrebbe sbattere fuori dalla Champions. Con buona "guerra" di Aleksander Ceferin.
1) Era il 9 febbraio, quando Juventus e Inter pareggiarono 0-0 (dopo il 2-1 ronaldesco di San Siro) nel ritorno delle semifinali di Coppa Italia. Passò alla storia, la partita, per un "simpatico" siparietto fra Andrea Agnelli e lo stesso Conte. Dal vaffa del boss al dito medio del mister. Galatei di tutto il mondo, unitevi. Se la giurarono: ci siamo. A voi.

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14/05/2021 A 09:17
2) Il 17 gennaio, in campionato, era stato un massacro: 2-0, gol di Arturo Vidal (dura l’ex sed l’ex) e Nicolò Barella. La differenza, schiacciante, liberò l’Inter e azzoppò Madama.
3) Tiene banco la notte cosiddetta brava di Romelu Lukaku, Achraf Hakimi, Ivan Perisic e Ashley Young. Cena in hotel, per il 28° compleanno del belga, e violazione del coprifuoco. In questi casi, ci si scaglia contro i privilegi della casta, si esigono sanzioni esemplari, si parte dalla morale per scivolare sul moralismo. Eccetera eccetera. Ne sa qualcosa la Juventus: prima dell’ultimo derby, in piena zona rossa, Weston McKennie, Arthur e Paulo Dybala vennero pizzicati a una festa nella villa del texano. Non tutti fisicamente al massimo, tutti "squalificati" per il Toro. Finì 2-2. Mettiamo che l’Inter avesse sospeso il quartetto della cena elegante. Apriti cielo: l’avrebbero tacciata di lesa imparzialità. Te lo do io il "pasillo de honor". L’Italia è fatta così: a volte un dramma, spesso una farsa.

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4) Non credo che Conte, chiunque schieri, farà "ammuina", come dicono (e temono) a Napoli. Se in Europa ha ancora molto da imparare, in Italia ha sempre molto da insegnare. Per esempio, il modo in cui si tratta, "live", un titolare del calibro di Lau-toro Martinez se fa, appunto, il "fenomeno": lo si toglie, anche se era subentrato. E se fa addirittura l’isterico, lo si manda a quel paese. Corre, la memoria, a Juventus-Atalanta 0-0 del 12 gennaio 1997: al 24’, Marcello Lippi sostituisce Alen Boksic con Bobo Vieri che poi sostituisce, con Nicola Amoruso, già al 1’ della ripresa. Dovettero separarli, negli spogliatoi, Lippi e Vieri.
5) Se il futuro dell’Inter cinese è una foresta di nuvole nere - dagli stipendi ai debiti, dai fondi al mercato - il presente della Juventus è un uragano in marcia. Non capita sovente che sia in discussione una società in blocco: presidente, direttore sportivo (Fabio Paratici), allenatore (Andrea Pirlo), vecchia guardia e persino Cristiano Ronaldo. Il 3-1 di Reggio non penso che abbia cementato la speranza: ha, se mai, moltiplicato i rimorsi.

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Credit Foto Getty Images

6) Determinanti con il Sassuolo, Gigi Buffon, a 43 anni, e Cristiano Ronaldo, a 36, incarnano la risposta alla svolta giovanilista. Sono contrario, perché cresciuto alla scuola del Novecento, alla staffetta dei portieri. L’ultimissimo Wojciech Szczesny proprio tranquillo non era. Ma ormai è andata.
Pronostico: Inter favorita. Tutto il resto, polvere da sparo.
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