Ogni post giornata, analizziamo tutto quello che è successo e proviamo a stilare un Pagellone della partite appena andate in archivio. Chi è stato il protagonista principale? Quale squadra si è confermata con un trend positivo? E chi invece ha tradito qualche difficoltà e ha deluso le aspettative? Oppure chi l'ha combinata grossa, mettendo in difficoltà la propria squadra? Ecco il meglio e il peggio di ciò che ha prodotto la 34a giornata di Serie A.

Voto 10… a Cristiano Ronaldo, che salva la Juventus

Non valutando l’Inter campione, che ha già un pagellone appositamente dedicato (LEGGI QUI), la copertina se la prende Cristiano Ronaldo dos Santos Aveiro. Dopo essere stato pressoché un fantasma alla Dacia Arena per 80 minuti, il portoghese si è trasformato nel finale: rigore e colpo di testa, da 1-0 per l’Udinese a 1-2 per la Juventus. Due reti fondamentali visto lo stato d’animo della squadra bianconera e le enormi difficoltà riscontrate anche a Udine. I campioni, però, servono proprio a questo. 27 reti in questo campionato, 99 con la Juventus, che può prepararsi allo scontro diretto con il Milan con più entusiasmo. Ronaldo c’è sempre, la Juve vedremo.
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Voto 9…alla Lazio, che accorcia su Napoli e Atalanta

Pirotecnico 4-3, molto più equilibrato nella forma che nella sostanza. Sí, perché la Lazio ha proseguito nel suo ottimo momento di forma, ha messo sotto sin dall’inizio il Genoa e, trascinata dal trio Correa-Immobile-Luis Alberto, ha messo a referto la settima vittoria nelle ultime otto giornate. Tre punti che riducono il gap con la zona Champions, visto che Atalanta e Napoli hanno pareggiato, e che continuano a tenere vive le ambizioni biancocelesti. Fiorentina, Parma, derby, recupero con il Torino e Sassuolo: con almeno quattro vittorie la Lazio potrebbe chiudere tra le prime quattro.
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Voto 8…a Rodrigo Palacio, una tripletta davvero speciale

Domenica “El Trenza” Rodrigo Palacio (39 anni e 86 giorni) è diventato il giocatore più anziano ad aver segnato una tripletta nella storia della Serie A. Tre perle “anziane” contro la Fiorentina, in un 3-3 ricco di gioventù (doppietta di Vlahovic e tre assist di Vignato), per mettere fine a un digiuno che durava addittura dalla seconda giornata di campionato. L’argentino, sempre dedito al bene della squadra e spesso lodato da Mihajlovic nonostante la scarsa vena realizzativa, ha confermato una inattaccabile e comprovata verità: la classe non è acqua e non ha età.
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Voto 7…al Cagliari e al suo punto fondamentale

Dopo tre vittorie, un pareggio cruciale. Il Cagliari di Semplici mette la testa fuori dalla zona retrocessione grazie alla firma di Nandez al 94’. Freddato il Napoli di Gattuso al Diego Armando Maradona, dopo una partita combattutissima e tenuta in equilibrio dalle troppe occasioni sprecate dagli azzurri e dalle grandi parate di Meret. Per i sardi quarto risultato utile consecutivo e un morale decisamente alto in vista dello scontro diretto con il Benevento. La salvezza è ormai lì, molto vicina.
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Voto 6…allo Spezia, che ringrazia Saponara

A proposito di pareggi vitali. Lo Spezia non poteva permettersi altri passi falsi e al Bentegodi, contro il vacanziero Hellas di Juric, ha tirato fuori l’orgoglio del gruppo e la scaltrezza di Saponara, che ha rimesso in piedi una gara indirizzata dalla firma di Salcedo. 1-1 e un mezzo sorriso per Italiano, che porta a +3 il margine sul Benevento terz’ultimo. Napoli, Sampdoria, Torino e Roma: il calendario può spaventare, ma i liguri sono motivati a dovere per centrare l’impresa.
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Voto 5…al Napoli, che perde punti pesanti

A proposito di Napoli, ecco una delle grandi deluse di giornata. La squadra di Gattuso getta nel cestino due punti pesantissimi nella corsa a un piazzamento Champions, facendosi rimontare proprio all’ulimo respiro dal Cagliari. Osimhen ha segnato un bel gol e sbagliato tanto, Lozano, Insigne, Zielinski non sono stati concreti. Un pareggio che continua a ripresentare i problemi che spesso riscontra la squadra campana con le cosiddette “piccole”. E nelle ultime quattro giornate di grandi non ce ne sono più.
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Voto 4…agli errori di Gollini e Muriel, che rallentano l’Atalanta

L’1-1 del Mapei Stadium, oltre a certificare il matematico Scudetto dell’Inter con quattro giornate di anticipo, penalizza il cammino della Dea verso il secondo posto e toglie i due punti di vantaggio su Juventus e Milan. Un pareggio quasi inatteso, considerando i precedenti e lo stato di forma dei bergamaschi. Contro l’ottimo Sassuolo, però, sono stati decisivi ai fini del risultato anche gli errori di Gollini (espulso nel primo tempo per un fallo sciocco su Boga) e di Muriel (rigore parato da Consigli). La prossima è una trasferta a Parma, nella quale non dovrebbero esserci ulteriori passi falsi.
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Voto 3…alle polemiche di Marino

"Sono arrabbiato perché la squadra ha fatto una grandissima partita, sono a tutela di quel che la squadra ha fatto. La punizione di Ronaldo che ha determinato il rigore era a nostro favore. Io sono un veterano del calcio ma ci si aggrappa al recupero mancato del primo tempo per condizionare Chiffi. E poi succede che ti danno un rigore per una punizione che non c'era. Cuadrado fa fallo su Stryger Larsen, non accade l'inverso”. Le durissime parole del dirigente Pierpaolo Marino non trovano però riscontro nella realtà. Il fallo per la punizione di Ronaldo c’è, così come il rigore. L’Udinese ha fatto una splendida partita e sicuramente non meritava la sconfitta, ma aggrapparsi ad accuse infamanti e prendersela con l’arbitraggio per una sfida serena e senza particolari episodi su cui discutere pare davvero fuori luogo. Non era necessario.
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Voto 2…alla difesa del Genoa

Tra Radovanovic e Masiello, la fiera dell’horror. Mister Ballardini, da sempre attento alla fase difensiva, avrà sicuramente modo di rivedere come i suoi difensori si sono opposti agli attaccanti della Lazio. O meglio come non si sono opposti. Un Genoa fin troppo distratto e spensierato che ha cinque punti di vantaggio sulla zona retrocessione, ma non un calendario così morbido. In campana, non è ancora il momento di andare in vacanza.
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Voto 1…al Benevento, che inizia a tremare

Lo psicodramma che vi raccontiamo da settimane si sta concretizzando. Il Benevento di Filippo Inzaghi si è totalmente perso e, anche nella trasferta di San Siro, ha incassato i colpi del Milan senza nemmeno dare l’impressione di poter far tanto meglio. Un 2-0 senza alibi, che mette le “Streghe” in una pessima situazione. Il terz’ultimo posto è realtà e a quattro dalla fine il calendario recita: scontro diretto con il Cagliari, poi Atalanta, poi il Crotone e infine il Torino. Se non arrivano almeno due vittorie, sarà retrocessione in Serie B.
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Voto 0…alla Roma, totalmente uscita dal campionato

La Roma ha fatto una scelta precisa circa un mese e mezzo fa: tutto sull’Europa League. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Tre sconfitte nelle ultime quattro giornate, un girone di ritorno semi disastroso, con alcune figuracce e altre partite perse senza lottare. Il 2-0 subito a Genova dalla Samp mette i giallorossi in una pessima posizione, visto che il Sassuolo è a soli due punti e il posto nella prossima “Conference League” non è ancora certo. La Roma ha mollato e ora non sarà facile riassestarsi. Fonseca rischia di chiudere in pessimo modo un’avventura finita da tempo.
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