Juventus-Napoli è la partita il cui ritorno è stato disputato prima dell’andata. E’ l’ordalia che, il 4 ottobre scorso, non si giocò perché le Asl campane avevano bloccato il Napoli per la positività (al covid) di Piotr Zielinski ed Elijf Elmas. E’ il 3-0 a tavolino, con un punto di penalizzazione, che il Coni spogliò e annullò. E’ il duello tra la tiranna che, dopo nove scudetti fugge travestita da guardia del corpo, e il congiurato che intende smascherarla. E’ uno spareggio per il quarto posto, l’ultimo con vista Champions, l’unico obiettivo che può ancora dare un senso al bilancio, e ai bilanci, delle rispettive stagioni. E’ tante cose, Juventus-Napoli di mercoledì, 56 punti a testa. Troppe.

Insigne - Juventus-Napoli - Supercoppa italiana 2020/2021 - Getty Images

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I precedenti invitano alla cautela: a Reggio Emilia, nella finale secca di Supercoppa, s’impose Madama: 2-0. Era il 20 gennaio. Al Diego Armando Maradona decise Lorenzo Insigne, su rigore. Era il 13 febbraio. L’attualità va di fretta: Napoli. L'aspetto buffo, ammesso che "buffo" sia corretto, è che viene da quattro vittorie, è in silenzio stampa e ha già deciso, a giugno, di licenziare Rino Gattuso: comunque. Una follia.
La Juventus, da parte sua, si aggrappa ad Andrea Pirlo come un’attrice del melodramma alla tenda. Fu la scelta, spiazzante, di Andrea Agnelli. E allora, finché sarà possibile, avanti con il "post-destinato": anche se a Forte dei Marmi il padrone si è imbattuto, "casualmente", in Massimiliano Allegri: sarebbe il colmo se puntini puntini.

Massimiliano Allegri

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Ringhio ha recuperato i titolarissimi e se è vero che con il Crotone la squadra si è distratta fino alla paranoia, è vero, altresì, che aveva liquidato in bellezza il Milan a San Siro e la Roma all’Olimpico. L’ultima Juventus, viceversa, è lo specchio di un’annata altalenante e kafkiana, nel corso della quale gli orrori e i processi hanno oscurato i rari bagliori. Dejan Kulusevski, classe 2000, è un talento: nessun dubbio su questo. Così sbadato, però, da bissare nel derby la gaffe commessa con la Lazio: pressato, tocco timido nel vuoto, verso un predatore in agguato scambiato per un sodale a presidio. Mancava il colpo di grazia: ci ha pensato Wojciech Szczesny.

Juve, i problemi restano

L’esame farsa di Luis Suarez e i tre sospesi per "cene eleganti" (Weston McKennie, Arthur, Paulo Dybala) indicano come la società fatichi a governare quel delirio di onnipotenza che periodicamente la frastorna. In condizioni normali, Juventus-Napoli avrebbe decorato la terza giornata. L’emergenza l’ha inserita fra la 29a. e la 30a, in piena volata. Cristiano capo-cannoniere e Federico Chiesa capo-arrembaggio sono la punta di un iceberg che, oggi, non farebbe il solletico a una scialuppa, figuriamoci a un bastimento.

Federico Chiesa esulta per il gol del vantaggio in Torino-Juventus - Serie A 2020/2021 - Getty Images

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Calcolando i confronti diretti, l’1-0 casalingo offre a Gattuso la stampella del pareggio. Pirlo, lui, non ha spazio di manovra. Un punto fra Benevento e Toro riassume le catene della crisi. E’ in mano ai giocatori, il cui orgoglio proprio una corazza non sembra. Che ne sarà della triade "bandita"? E del centrocampo? Perché i problemi restano sempre, e soprattutto, lì.

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