Nelle ultime settimane i giornalisti più informati parlano con insistenza di un probabile ritorno di Massimiliano Allegri in bianconero. Secondo quello che scrivono Ansa e Corriere della Sera, il mister dei 5 scudetti sarebbe infatti pronto a tornare in sella dopo due stagioni vissute come uno scapolo che non ha troppa voglia di complicarsi la vita in un’altra relazione, e il sacrificato su questo altare dell’amore sarebbe proprio Andrea Pirlo: il fu "Maestro" della panchina.
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Non c’è ancora niente di sicuro in questo ritorno di fiamma, ma le possibilità di un ritorno al 4-3-3 sono in notevole rialzo. Il silenzio del nativo di Livorno comunica poco, ma le parole di Giovanni Galeone (padre putativo del toscano) sembrano confermare questo nuovo matrimonio tosco-piemontese. "Allegri? Credo che tornerà alla Juventus". Mettendo nero su bianco tutte queste informazioni, e analizzando il momento del club torinese - lontano parente di quello molto intelligente e intrigante vista ad inizio anni ’10 - ci siamo chiesti una cosa. Come potrebbe cambiare la Juventus?
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Tattica

Ritornare alla Juventus per Allegri sarebbe come dimostrare a tutto il mondo che, come per la Ducati quando c’era Stoner, in fondo in fondo, questa squadra la può allenare solo lui. Da quando è andato via, infatti, sia Sarri che Pirlo hanno avuto parecchi problemi: il primo l’ha definita "inallenabile", mentre il secondo sta vivendo un incubo ad occhi aperti. Riprendere il discorso dove l’aveva lasciato non sarebbe un problema per Max, ma più che altro sarebbe interessante sapere se proverà a forzare la mano come nel triennio 2015-2017 oppure ripiegherà su un calcio più scheletrico come quello visto tra 2018 e 2019.
In generale, credo che il primo obiettivo sia quello di registrare la fase di non possesso, garantendo quella solidità che ha caratterizzato il suo quinquennio d’oro. Allegri non chiedeva alla sua squadra di pressare, e mantenendo un blocco medio-basso faceva un utilizzo smodato della difesa posizionale: un sistema che permetteva a Chiellini e Bonucci, con l’aiuto del centrocampo, di esaltarsi e trovare prestazioni assolutamente leggendarie (vedi contro il Manchester United nel 2018-2019). Oggi la Serie A sta provando ad evolversi verso uno stile più europeo, e sarebbe interessante capire se Allegri potrebbe essere intenzionato ad implementare questo tipo di difesa utilizzando pressing e gegenpressing. Nel breve sono sicuro che non lo farà, ma nel lungo periodo potrebbe anche esserci un’apertura.
Nella fase di possesso, invece, prendendo in prestito l’intervista al Club di Sky Sport, l’allenatore toscano si è detto favorevole alla costruzione dal basso - identificando i momenti della partita in cui farla -, e con questa Juventus troverebbe un terreno molto fertile per implementarla. Cuadrado, Dybala, Arthur, Danilo, de Ligt, Bonucci, Ramsey sarebbero elementi molto utili per consolidare la risalita del campo palla a terra con tanti passaggi e un sapiente scambio di posizioni, ma anche in questo caso, nel breve periodo, credo che vedremo qualcosa di più diretto e veloce, utilizzando le corse di Rabiot e Chiesa e la presenza a centro area di McKennie.

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Giocatori

Parlando di giocatori, invece, per ipotizzare gli interpreti della Juve di Allegri dobbiamo scartare tutto quello che ancora non conosciamo con precisione (mercato e qualificazione alla UCL). Tenendo in considerazione i concetti che ho espresso prima, ad oggi viene quasi sistematico disegnare un 4-3-3 di questo tipo. Szczęsny in porta, Cuadrado e Danilo (o Alex Sandro) terzini, de Ligt e Chiellini come coppia centrale. Centrocampo a tre con Arthur, Bentancur e Rabiot (o McKennie/Ramsey), e un tridente composto Cristiano Ronaldo, Morata e Chiesa.
L’escluso di lusso sarebbe Paulo Dybala, che in caso di un ritorno di Allegri penso che verrà sacrificato per far posto ad un centravanti come Mauro Icardi - sempre seguendo i fili del mercato. Tolto questo, non credo che vedremo altri grandi movimenti di mercato. La condizione economica dei bianconeri è quella che è, e pensare ad un colpo fuori budget mi pare oggettivamente impossibile. Inoltre, Allegri ha sempre dato l’idea di essere un uomo esigente, ma di saper costruire anche con quello che ha. Questa Juve non è esattamente quella perfetta per ricreare un ciclo vincente, ma considerando i tanti giovani nel roster sembra quella giusta per intraprendere un percorso di valorizzazione del materiale umano.
Se dovessimo recitare il ruolo di quelli cinici diremmo che il toscano non sembra l’uomo più adatto per creare valore da una rosa di ragazzini inesperti come Kulusevski, McKennie, Fagioli e Dragusin - anzi, ricordando le sue ultime stagioni in panchina verrebbe da pensare che con Icardi e una fase difensiva più solida potrebbe addirittura tornare in corsa per vincere il campionato 2021/22 - però, questo periodo lontano dal campo potrebbe anche averlo cambiato. Ad oggi, sempre seguendo l'intervista a Sky, sappiamo che creare valore gli interessa, e ovviamente interessa anche alla Juve, ma purtroppo non abbiamo la controprova per conoscere se in quella frase c’era un fondo di verità oppure era solo un modo auto promuoversi in favore della telecamera. Come sempre, nell'attesa di conoscere la parte finale della trattativa, solo il tempo saprà dirci di più.
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