"Christian è un ragazzo positivo, si impegna tanto: abbiamo avuto l'opportunità di allenarci per una settimana e ho voluto provarlo in un ruolo dove non siamo coperti con un vice Brozovic che possa essere un regista. Avevo provato Barella, ma ha altre caratteristiche. Continueremo a lavorare e a coinvolgerlo in tutto. Mi auguro che questa partita possa servirgli per credere in sé stesso ed essere più decisivo".

A sentire le parole di Antonio Conte al termine della partita, quella di Christian Eriksen play basso in cabina di regia dell'Inter è una mezza promozione. O meglio: sicuramente non una bocciatura. E che tutto sommato la partita del danese fosse girata bene, almeno per gli occhi di Conte, lo si poteva intuire già dal minutaggio del campo: 120' più recuperi vari. Non male per chi da quando era all'Inter non aveva mai giocato 90 minuti nella sua interezza se non in 4 misere occasioni: 2 nella scorsa Europa League contro il modesto Ludogorets e 2 nello scorso campionato contro SPAL e Fiorentina. Quella di Coppa Italia al Franchi è diventata quindi, di fatto, solo la quinta uscita ufficiale in maglia nerazzurra in cui Eriksen è rimasto in campo dall'inizio alla fine. E per capire come realmente è andato, era inevitabile non partire, almeno per una volta, dalle parole in apparenza concilianti di Antonio Conte".

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Conte: "Eriksen? Sempre detto che è un ragazzo positivo"

Certo, che la situazione fosse unica e che determinate circostanze esterne abbiano influito, resta parte inevitabile da prendere in considerazione per la completezza d'analisi. Se c'è infatti un giocatore della mediana nerazzurra che presumibilmente non verrà utilizzato contro la Juventus è proprio Eriksen; e dunque se si poteva "spremere" qualcuno contro la Fiorentina, il nome era quello del danese. Al di là dell'occasione però qualcosa deve essersi smosso in casa Inter inevitabilmente anche ai piani alti. O per lo meno nella coordinazione tra tecnico e società. Registrato infatti il completo disinteresse, al momento al momento, del panorama internazionale per un giocatore che costa tanto e guadagna tanto, l'Inter sondati gli umori del mercato sta provando a correre ai riparti. E come? Con l'unica soluzione evidentemente possibile: abbassare il danese in cabina di regia e non stravolgere così un assetto tattico che Conte, per Eriksen, non ha mai in realtà avuto reale intenzione di modificare.

Eriksen, debutto in chiaroscuro

Della partita di Firenze però, nella realtà dei fatti, quello di Eriksen è stato un debutto in chiaroscuro. O meglio: più scuri, che chiari. Dai suoi piedi è infatti partito il tiro che Terracciano non ha trattenuto portando poi al rigore di Vidal. Ma al di là di questo estratto, Christian Eriksen non ha certamente brillato. Fedele alla tradizione del ‘keep it simple' quando si tratta di prime volte - non voler strafare in una posizione che si conosce poco - quello di Eriksen è stato più che altro un compitino: tanti appoggi laterali e la ricerca di un calcio semplice. Ricetta per altro non totalmente riuscita, con un paio di palloni persi piuttosto pericolosi su cui la difesa ha dovuto ripiegare con urgenza.

Play basso unica chance per trovare spazio

Al di là degli episodi però, quella di play-basso, per ora da limitarsi a ruolo di vice-Brozovic stando appunto alle parole nel post di Conte, pare davvero l'unica strada percorribile per Eriksen all'Inter. Se nessuno si presenterà in questa complicata finestra di mercato invernale con 'soldi veri' sia per lui che per l'Inter, riadattarsi in questo ruolo resterà l'unica vera possibilità per trovare spazio. Di certo Conte, dal canto suo, dovrà provare a garantirgli un po' di continuità. Pensare che Eriksen potesse risvegliarsi 'nuovo Pirlo' dall'oggi al domani, in un'Inter inizialmente farcita di innesti e dopo un mese esatto dall'ultima vera partita che possa dirsi tale - ovvero i 58 minuti del 13 dicembre giocati contro il Cagliari - più che una speranza era esercizio utopistico. Se di contro però le parole del tecnico saranno state sincere, e se Eriksen avrà il beneficio di poter giocare 2 o 3 partite intere in questo ruolo, magari a distanza ravvicinata, si potrà tirare una somma il cui risultato sarà sicuramente più attendibile. Promuovere o bocciare oggi, dopo un solo tentativo, sarebbe scorretto e svantaggioso per tutti. Insomma, alle prossime uscite il compito di dirci qualcosa in più a riguardo.

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