Dalla Superlega a Euro2020, dal Napoli a Maradona, dal silenzio stampa, al rapporto ondivago coi giornalisti passando per il cinema e la politica: Aurelio De Laurentiis, ospite del Passepartout Festival, torna a parlare e come al solito non è banale nelle sue uscite che sono destinate a far rumore a cominciare ovviamente dalla querelle Ceferin-Agnelli, Florentino Perez per la Superleague.
"Sono riuscito a smascherare Blatter alla Fifa, Platini quando era all’Uefa. Ora non ho ancora ancora il tempo di dedicarmi al risanamento del calcio a livello mondiale. Le istituzioni del calcio pensano di poter fare gli istituzionalisti con i nostri soldi. Mi dite che interesse hanno il Real Madrid, la Juventus o il Napoli ad investire 200/300 milioni di euro per partecipare alla Champions League e fatturare appena 100 milioni in più? C’è qualcosa che non quadra. Io, facendo parte dell’Eca, ho sempre detto ad Agnelli che stava sbagliando con la Superlega, loro hanno voluto fare i padroni mentre è importante la democrazia e lasciare la porta aperta a tutti. Agnelli, Perez e gli altri hanno sbagliato ma non a dichiarare che il calcio è diventato fallimentare per colpa delle istituzioni. Dobbiamo stabilire un’altra competizione togliendola alla Uefa, tenendo la Uefa come segretariato generale, dando noi a loro un tot % sulle revenues e non facendoci pagare noi dalla Uefa. Io adesso ho 18 calciatori del Napoli in giro per i campionati europei: se qualcuno si rompe e non mi torna sano per sei mesi, chi mi ripiana quei 100 o 50 milioni? La Uefa? No, e io perché ho dovuto prestare il mio calciatore? Per prendere degli spiccioli? Tu fatturi 3 miliardi e mezzo in 15 giorni? Allora ti devi sedere a tavolino e dobbiamo rivedere la situazione. Gravina, persona rispettabilissima, ha annunciato grandi cambiamenti, ma come mai sono due anni e mezzo che sta lì e non ha fatto abolire la legge 91 che è di 40 anni fa? Perché non ha fatto abolire la legge Bossi-Fini sulla libera circolazione degli extracomunitari che costerebbero di meno e agevolerebbero le squadre meno importanti, che è del 2001? Perché non ha dato un calcio alla legge Melandri? Il calcio cambia, va modificato di anno in anno, è questo che non si vuol capire. Loro rispondono da istituzionalisti. Le loro risposte sono sempre sì, no, va bene vediamo, ci pensiamo”.

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La scorta a Napoli e Insigne e Di Lorenzo protagonisti all’Europeo

"Io ho la scorta quando vado alla partita, ma quando sono a Napoli da solo mi rifiuto di avere la scorta, perché mi sento un uomo libero anche se qualcuno mi scrive ti uccidiamo, sei una m***a perché magari l’ho fatto arrestare. Loro sanno che con me il compromesso non esisterà mai perché quando vado a dormire spengo la luce e non mi devo portare dietro i problemi, infatti mi addormento subito. Se muoio domani, non ho problemi di coscienza da portarmi dietro. I napoletani in Nazionale? Mi hanno rincuorato, se continuano così mi chiederanno l’aumento. Il silenzio stampa e il rapporto pessimo coi giornalisti? Non sono contro i giornalisti, il giornalismo è in decadenza. Se leggi Corriere dello Sport, Gazzetta e l'altro di Torino, scrivono la stessa cosa, è possibile? Ma pure il giornalismo in tv, è possibile che mentre sono concentrati nello spogliatoio, baciano i santini o sono nudi, arrivano quelli con le telecamere rivendicando un contratto con tizio, perciò il calcio non funziona. Sky all'inizio era una signora televione, fortissima, ora Rai e Mediaset sono diventate migliori”.

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Maradona e la serie tv sul Napoli in stile The Last Dance

"Maradona è stato unico ed irripetibile, la fortuna e sfortuna e che ce l'hanno avuto i napoletani. La sfortuna è che con un calcio malato delle istituzioni non si può sempre vincere lo Scudetto, Maradona gli ha portato due scudetti perchè veniva veramente da altrove. Mio figlio ci sta facendo una fiction. Faremo 3 stagioni, sarà tipo come la serie su Jordan con interviste, 150 personaggi: da prima della nascita del 1926, quando il simbolo era il cavallo che poi per i disastri divenne asino, il famoso 'ciuccio", fino al 1984, poi dal 1984 con Maradona al 2001, e poi la mia gestione”.

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"Commisso è un potere da annientare"

"Avete mai parlato con le sovrintendenze? Alcuni sono straordinari, ma sento che a Firenze ad uno come Commisso, che ha buttato già più di 350 milioni nella Fiorentina, vuole fare lo stadio e gli viene detto “quello non si può toccare perché un monumento”. La burocrazia è politicizzata, è contro Commisso in quanto americano. Per loro Commisso è un potere da annientare".

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