Cinque anni stupendi, di crescita, di miglioramenti economici e sportivi. Cinque anni in cui tutta la progettualità dell’Atalanta è emersa nel suo splendore e in cui il lavoro di Gian Piero Gasperini ha dato risultati inimmaginabili sino a qualche stagione fa. La Dea è diventata una “grande” in Serie A e ha iniziato a raccogliere risultati stupefacenti anche in Champions League, dove ha dimostrato di potersela giocare alla pari anche con top-club tipo PSG, Liverpool o Real Madrid. Il merito di questa continua evoluzione progressista va sicuramente a una politica lungimirante, attenta al settore giovanile (tanti prodotti doc esportati nel tempo) e resa possibile anche dalle onerose cessioni a quelle che sono oggi le principali rivali dell’Atalanta in campionato: Inter, Milan e Juventus.
Le cessioni record della Dea dal 2016/17
GiocatoreMilioniSquadra
Kulusevski35Juventus
Kessie32Milan
Bastoni31Inter
Conti24Milan
Cristante22Roma
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160 milioni in cinque anni dalle traditrici

Dal 2016/17 ad oggi, infatti, la Dea ha ricevuto ben 164 milioni di euro dalle tre squadre più titolare d’Italia. Kessié (32 milioni) e Conti al Milan, Caldara e Kulusevski alla Juventus, Bastoni e Gagliardini all’Inter (fonte Transfermarkt). Tutti ottimi giocatori, che Gasp ha saputo sapientemente valotizzare e che hanno permesso, tramite le loro cessioni, all’Atalanta di progettare, di migliorare la propria rosa, di rifare lo stadio, di diventare sempre più competitiva a livello sportivo. In realtà quelle che lo stesso Gasperini ha additato come squadre che “volevano togliere un sogno alla città di Bergamo” fanno parte di quel sistema strettamente collegato che ha anche contribuito alla società nerazzurra si raccogliere i frutti del proprio fantastico lavoro.
Le cessioni dal 2016/17 ad oggi dell'Atalanta
SocietáMilioni incassati
Milan56
Juventus54
Inter54
Roma48
SPAL32

Con la Roma tanti affari, ora occhio alla Premier

L’altra grande squadra italiana con cui la Dea ha fatto affari nell’era gasperiniana è la Roma: Cristante, Mancini e Ibanez sono costati quasi 50 milioni di euro al club capitolino, che ha trovato un’evidente sinergia con l’Atalanta. E ultimamente, visti gli affari con il Leicester (Castagne) e Amad Diallo (Manchester United), anche la Premier League ha iniziato ad interessarsi ai gioielli del club bergamasco. La Superlega, quindi, così come era stata pensata magari avrebbe al tempo stesso frenato le ambizioni della Dea e magari arricchito ancora di più le casse atalantine, con giocatori pagati cifre sempre più alte. È palese, a prescindere da ogni retorica, che l’organizzazione nerazzurra per funzionare, oltre dai risultati sportivi (arrivare in Champions porta circa 70/80 milioni di euro freschi), abbia bisogno anche dei milioni di club più ricchi, pronti a pagare profumatamente ogni gioiello di casa, generando plusvalenze vitali per tenere in attivo il controllato bilancio bergamasco.

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