Un bottino di 21 punti nelle prime 16 giornate, frutto di 6 vittorie, 3 pareggi e 7 sconfitte. Il decimo posto, con il bonus psicologico di occupare la parte sinistra della classifica, una squadra orgogliosa che è stata capace di imporre il pari a Juventus e Lazio, e di vincere per la prima volta nella sua storia due partite consecutive in trasferta in Serie A. Sono questi alcuni dei numeri del Benevento, senza ombra di dubbio la squadra più sorprendente di questa prima parte di stagione in riferimento al valore complessivo della rosa e - soprattutto - alle griglie di partenza formulate a settembre. In tanti, infatti, davano il Benevento come squadra a forte rischio retrocessione e dall'organico inadatto alla massima serie. Il campo, invece, sta dicendo il contrario. E l'uomo simbolo dei giallorossi sta seduto in panchina: è Filippo Inzaghi.

La rivincita di Pippo Inzaghi

Serie A
Cagliari-Benevento 1-2, pagelle: Schiattarella show, Nandez da 4
06/01/2021 A 14:42
Uscito con le ossa rotte dalle sue prime esperienze alla guida di club di Serie A con il Milan e con il Bologna, culminate entrambe con un esonero (a fine stagione con i rossoneri, a campionato in corso con gli emiliani), Pippo Inzaghi aveva iniziato questa stagione con la scomoda etichetta di allenatore inadatto alla massima serie: le promozioni centrate con Venezia e Benevento (dalla Lega Pro alla B con i veneti, dalla B alla A con i campani) lasciavano intuire il profilo di un tecnico più adatto alle categorie minori. L'avventura di Benevento, invece, ha letteralmente rovesciato le carte in tavola e capovolto il mondo di Inzaghi: la sua squadra esprime un gioco propositivo e coraggioso, i risultati stanno arrivando anche al di là di ogni più rosea previsione e SuperPippo si è guadagnato, con il lavoro e l'umiltà di saper ripartire da zero, un nuovo status nel calcio che conta. In fondo è a soli 4 punti di distanza da suo fratello Simone, che a differenza sua ha tra le mani la Lazio, una delle big del nostro campionato.
La strada per la salvezza è ancora lunga, ma ci siamo guadagnati il rispetto di tutte le formazioni [Filippo Inzaghi @La Gazzetta dello Sport]

Filippo Inzaghi

Credit Foto Getty Images

La svolta: il colpaccio di Firenze

Per comprendere la portata del lavoro di Inzaghi basta scorrere la rosa del Benevento, un gruppo composto da numerosi debuttanti in Serie A con pochi ma preziosi punti di riferimento. Ne scegliamo tre, uno per reparto: Glik, Schiattarella e Lapadula. La bravura di SuperPippo è stata multipla: ha saputo dare continuità alla cavalcata da record dello scorso anno in Serie B mantenendo una struttura di gioco ben definita, ha creato un bel feeling all'interno dello spogliatoio ed è stato intelligente nel non dare eccessiva importanza ad alcune pesanti sconfitte rimediate a inizio campionato (i 5-2 contro Inter e Roma, e soprattutto lo 0-3 casalingo contro lo Spezia) e all'eliminazione al terzo turno di Coppa Italia contro una squadra di Serie B, l'Empoli. Dalla vittoria di Firenze (1-0 con gol di Improta, era il 15 novembre) è scattata la classica molla che ha fatto svoltare la stagione dei giallorossi, che da allora hanno perso solo due partite (senza sfigurare, anzi) contro Sassuolo e Milan. In palio ci sono una salvezza storica da conquistare e tanti scettici da portare sul carro: l'Inzaghi visto finora è in grado di centrare entrambi gli obiettivi.
Io raccomandato? L’avranno pensato in tanti e lo capisco. Io ho dato l'anima su ogni panchina perché amo follemente questo lavoro [Filippo Inzaghi @La Gazzetta dello Sport]

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