Una promessa è una promessa. Si potrebbe titolare così il piano di Arturo Vidal in vista della sfida contro la Juventus di domenica sera, prendendo spunto dal celebre film natalizio del 1996 con Arnold Schwarzenegger protagonista. Il rendimento del cileno fin qui è stato molto deludente per i nerazzurri, ma l'occasione di redimersi è dietro l'angolo: non c'è niente di più importante per l'universo Inter della partita contro la Vecchia Signora, la madre di tutte le avversarie. Come se non bastasse, il derby d'Italia del Meazza sarà ancora più caldo nel posticipo del 17 gennaio se consideriamo le ambizioni tricolori di entrambe e la voglia dei nerazzurri di centrare un successo che contro Madama manca dal 18 settembre 2016: c'erano De Boer in panchina e Icardi in attacco.
Vidal conosce bene quell'atmosfera e ha lanciato la provocazione: "Ne faccio uno e poi ne metto dieci", ha tuonato il cileno su Instagram dopo Roma-Inter. A Firenze, dal dischetto, Vidal ha dato una prima risposta. Quello del Franchi è stato il primo sigillo della sua esperienza milanese ma negli occhi dei tifosi c'è ancora lo scivolone dell'Olimpico. Un dato statistico allarmante dopo 20 partite con la maglia dell'Inter, fra Serie A, Champions League e Coppa Italia, e anche inconsueto per un centrocampista che in carriera ha segnato la bellezza di 106 gol in 591 partite con le maglie di Colo Colo, Bayer Leverkusen, Juventus, Bayern Monaco e Barcellona, per una media di un gol ogni 5 partite e mezza. A queste reti vanno anche aggiunte le 32 realizzate in 119 partite con la nazionale cilena (media di un gol ogni 3,7 partite).
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Vidal all'Inter

Il rinforzo a lungo inseguito da Conte per la mediana sembra un lontano parente del giocatore che fu. Gli errori, conditi da un infortunio alla coscia a dicembre, sono stati ben più delle note liete: un'espulsione pesante in Champions League rimediata contro il Real Madrid al Meazza, i rigori regalati a Crotone e Borussia Moenchengladbach e prestazioni poche volte all'altezza della sua fama con notevoli svarioni sotto porta, come quello dell'Olimpico a certificare una preoccupante involuzione nella sua una volta peculiare abilità offensiva.
PRESENZE20
GOL1
ASSIST2
AMMONIZIONI6
ESPULSIONI1
MINUTI GIOCATI1.220

Vidal alla Juventus

Eppure il meglio del suo repertorio re Artù l'ha mostrato proprio ai tempi della Juventus con Antonio Conte a guidarlo e a ritagliare per lui un perfetto ruolo da incursore e realizzatore aggiunto. La sua media di un gol ogni tre partite e mezza non fa che testimoniare l'apporto portato alla Vecchia Signora tra il 2011 e il 2015 con sette trofei alzati.
PRESENZE171
GOL48
ASSIST25
MEDIA GOL3,5

Conte: "Con Vidal uso bastone e carota"

La sfida al passato per cambiare il futuro

Numeri da Vidal per una carriera lontana dagli standard attuali. Antonio Conte ha dichiarato di usare bastone e carota con il suo centrocampista e un gol alla Juve, magari decisivo, cambierebbe di colpo il colore della sua stagione. Un gol è l'obiettivo per sfatare il tabù bianconero e dare il la a una seconda parte di annata di tutt'altro spessore, a livello individuale, rispetto alla prima. Una rete servirebbe alla squadra per rilanciarsi nella corsa Scudetto, dopo il punto raccolto con Sampdoria e Roma, e a lui stesso per togliersi l'etichetta di "juventino" che ben conosce anche il suo allenatore. Vidal si è sbloccato in Coppa Italia, ma ora gliene mancano nove... D'altronde, una promessa è una promessa.
Vidal in carriera prima dell'Inter
PRESENZE591
GOL106
ASSIST75
MEDIA GOL5,5
Vidal in nazionale
PRESENZE119
GOL32
ASSIST9
MEDIA GOL3,7

Conte: "Vidal può giocare ovunque, anche in porta"

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