Dopo mesi di incertezza e suggestioni, Steven Zhang ha trovato la soluzione per i problemi finanziari dell’Inter: è in dirittura d’arrivo il finanziamento da 250 milioni di euro da parte di Bain Capital, il fondo d'investimenti americano che permetterà al club nerazzurro non di tamponare la situazione, ma addirittura di rilanciarsi. Lo sbarco del presidente a Milano giovedì, dopo oltre sette mesi di assenza, servirà a definire le ultime pratiche in questa direzione.

La struttura dell'operazione

Come riporta la Gazzetta dello Sport, la novità per l’Inter è nella struttura dell’operazione. Di fatto il prestito sarebbe a carico della Great Horizon sarl, ovvero il veicolo lussemburghese attraverso il quale Suning controlla (per il 68,55%) il club nerazzurro. Questo significa che, di fatto, sarebbe Suning a costruire un’operazione di debito e non direttamente l’Inter. A fronte del prestito, la Great Horizon (dunque Suning) darebbe sì in pegno una parte delle azioni del club, ma la futura operazione di rimborso con i relativi interessi sarebbe a carico di Suning e non della società. Ecco perchè (per ora) Bain Capital non sarà da considerare socio dell'Inter.
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L'identikit del fondo

Bain Capital è una nota società d’investimento con sede a Boston, negli Stati Uniti, ma ormai attiva in tutto il mondo, principalmente con attività di private equity. Fondata nel 1984, ha investito attivamente in importanti aziende internazionali, come Burger King, Domino’s Pizza, Dunkin’ Donuts e Warner Music Groups, e ha inoltre un forte legame con la politica americana, visto che tra i suoi fondatori c’è uno dei più noti rappresentanti del Partito Repubblicano, Mitt Romney. Nel 1989 ha aperto un ufficio a Milano (ed è per questo che Zhang ha pianificato il ritorno anticipato in Italia): nel gennaio 2020 ha portato avanti un’importante operazione, acquisendo ben 13 asset immobiliari nel nostro Paese, e successivamente ha iniziato a interessarsi al mondo del calcio offrendo nel giugno 2020 tre miliardi per il 25% delle quote di la nuova media company fortemente voluta dalla Lega Serie A per gestire diritti tv e quelli commerciali. Operazione non andata a buon fine e assegnata al consorzio rivale CVC-Advent-FSI.

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