"Questo è un derby diverso rispetto a quelli degli anni passati proprio perché riguarda l'alta classifica. Parliamo di due squadre quasi appaiate in testa. Penso sia una bella soddisfazione per Milano avere questo tipo di partite con questa posta in palio. Sappiamo benissimo che il derby devi vincerlo per un discorso di campanilismo e per ragioni di classifica". Con queste parole Antonio Conte inquadra l'attesissima stracittadina contro il Milan in programma domenica pomeriggio a San Siro: "Giochiamo contro una squadra forte, servirà una grande gara. La formazione? Ho ancora 3 dubbi". Poi una risposta ironica a chi gli chiede se se la sentirebbe di mandare Lukaku a Sanremo: "C'è da cantare domani (domenica, ndr) a San Siro".

Il ricordo di Bellugi

"Purtroppo mentre eravamo in campo (per l'allenamento, ndr) è arrivata la triste notizia della scomparsa di Mauro Bellugi. Dispiace veramente tanto e ci uniamo al dolore della famiglia".
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Il vantaggio di essere primi in classifica

"Parto dal presupposto che bisogna sempre lavorare con la giusta forza e determinazione. Quando hai una classifica che ti sorride devi essere ancora più carico, avere ancora più entusiasmo e più voglia di far bene".

Sul pericolo Ibrahimovic

"Stiamo parlando di un giocatore forte, che sta dando tantissimo al Milan. Ci ha fatto gol nelle partite precedenti, non è detto lo faccia stavolta, ma al di là che segni lui o no ci interessa di dare il massimo e vincere il derby".

Una settimana per preparare il derby: un vantaggio?

"Finora abbiamo giocato ogni tre giorni, abbiamo fatto una semifinale di Coppa Italia contro la Juventus e due giorni dopo abbiamo giocato a Firenze. Sulla carta si può parlare di vantaggi e svantaggi ma poi c'è il campo. Dobbiamo essere bravi e concentrati su ciò che stiamo facendo".

Su Eriksen

"Non ho deciso niente, abbiamo visto dei miglioramenti in lui e stiamo cercando di lavorare. Ha fatto dei progressi, ci è venuto molto incontro e questo è buono per noi, per l'Inter e per me".

Sulla classifica

"Mancano 16 partite alla fine del campionato. Non dimentico che tanti si chiedevano prima della gara con la Fiorentina a quanti punti di distacco saremmo arrivati dal Milan, visto che loro avevano Crotone e Spezia. Ci arriviamo con un punto in più e questa è la dimostrazione della difficoltà in assoluto del campionato dove ogni partita la devi giocare.

Sul momento di Skriniar

"Se andiamo a ritroso in tanti dovevano lasciare l’Inter. I calciatori sanno benissimo qual è la verità e qual è il mio pensiero. Sono sempre stato chiaro con loro su chi rientrava nei programmi e chi no. Penso che i nostri 6 difensori abbiano trovato un buon affiatamento, non dimentichiamo Ranocchia, D'Ambrosio e Kolarov che hanno sempre risposto bene. Sentirsi tutti importanti è la nostra forza. Skriniar sa che se molla altri potrebbero prendere il suo posto. La competizione leale ha portato alla crescita di tutti".

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