Una delle critiche più feroci che vengono rivolte ad Antonio Conte quando si mettono in evidenza i risultati poco entusiasmanti dell'Inter in questo primo scorcio di stagione e un gioco che stenta a decollare, riguarda l'assetto difensivo. Indipendentemente dall'avversario che si trova di fronte, il tecnico nerazzurro non si schioda dal suo dogma della difesa a 3. Con risultati non sempre brillanti anche perché gli interpreti, da Skriniar a Kolarov solo per citare i due esempi più emblematici, non sembrano trovarsi a proprio agio con quell'assetto. Avendo imparato a conoscere la determinazione (alias, l'ostinazione) di Conte per le sue idee, appare francamente difficile immaginare che l'Inter possa improvvisamente virare verso una difesa a 4. Eppure, soprattutto alla luce di quanto visto durante la pausa per le Nazionali e con il bollettino Covid con cui purtroppo non si può non fare i conti, la sfida di San Siro contro il Torino alla ripresa del campionato potrebbe essere l'occasione giusta per provare qualcosa di diverso.

Antonio Conte

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Da Bastoni a De Vrij: cos'è successo in Nazionale?

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Gli impegni delle Nazionali, tra gli spareggi per Euro 2020 e la Nations League hanno offerto almeno 3 esempi lampanti della considerazione fatta sopra, ovvero che l'habitat della maggioranza dei difensori dell'Inter è la linea a 4. Alessandro Bastoni, ad esempio, contro la Polonia è stato uno dei migliori in campo annullando un attaccante del calibro di Robert Lewandowski. Stesso discorso per Stefan De Vrij, centrale al fianco di Blind nel 3-1 dell'Olanda sulla Bosnia che tiene ancora viva la speranza degli Orange di accedere alle Final Four. E per Milan Skriniar, forse il più penalizzato dal passaggio alla difesa a 3 introdotto con l'arrivo di Conte, che con la sua Slovacchia gioca a 4.

Alessandro Bastoni, alla seconda partita da titolare con la Nazionale Maggiore, non ha affatto disdegnato contro Robert Lewandowski uno dei centravanti più letali d'Europa, Getty Images

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E poi c'è Eriksen...

Il tema dello scarso feeling tra Christian Eriksen e Antonio Conte è stato sviscerato più volte, inutile tornarci sopra. Ci limitiamo a una considerazione statistica: nelle ultime 5 partite con la maglia della Danimarca l'ex Tottenham e Ajax è andato a segno 5 volte. Domenica sera contro l'Islanda ha firmato una doppietta su rigore trasformando anche il penalty nei minuti di recupero che ha dato il successo alla sua Nazionale tenendola ancora in corsa per la qualificazione alle Final Four di Nations League, poi svanita con il ko contro il Belgio di Lukaku che nel post gara ha speso parole di grande sostegno per l'ex numero 10 degli Spurs.
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Centrocampo in difficoltà: è il momento del 4-3-1-2?

Sommati i due elementi e complici anche i dubbi circa le condizioni di Brozovic (positivo al Covid-19) e Hakimi (uscito malconcio dall'impegno con il suo Marocco ma dato in recupero) contro il Torino alla ripresa del campionato Antonio Conte avrebbe davvero la chance concreta di sperimentare la difesa a 4, arretrando Barella sulla linea mediana e affidando a Eriksen le chiavi della trequarti. Lo farà? Molto difficilmente. Ma è la classica situazione da adesso o mai più.

Così gioca Barella, il trequartista mascherato

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