23 aprile 2016. L’Inter e l’Udinese entravano nella storia della Serie A: a San Siro, per la prima volta in assoluto nel nostro campionato, scendevano in campo 22 stranieri. Un primato che fece relativo rumore, ovattato da una ben nota tradizione esterofila dalle parti della Pinetina.
Basta pensare ai successi nerazzurri degli anni duemila e agli azzurri protagonisti negli scudetti di Mancini e nel Triplete di Mourinho. È sempre toccato a Marco Materazzi rappresentare il ceppo italiano, spesso in minoranza rispetto ad altri sottoinsiemi geografici che hanno fatto poi grande l’Inter.
La chiusura ai mercati internazionali è iniziata con l’arrivo di Beppe Marotta prima e di Antonio Conte poi. Una sorta di souvenir riscosso insieme al TFR juventino, le note dell’inno di Mameli come aria d’apertura di una sinfonia vincente. Ci vorranno soltanto due anni e mezzo.
Calciomercato 2020-2021
Inter: ufficiale la rescissione con João Mario; andrà al Benfica
12/07/2021 A 20:54
https://i.eurosport.com/2019/07/07/2634168.jpg

RINASCIMENTO CONTIANO

L’Inter ha vinto lo Scudetto con 9 italiani in rosa, schierandone un massimo di 5 contemporaneamente dal primo minuto (Inter-Torino 4-2). Metà assetto titolare contro i granata, per una media di tre elementi nel corso di tutto il campionato. Rispetto alla prima stagione di Conte all’Inter, la presenza di azzurri nella formazione è leggermente calata per l’arrivo di Hakimi che ha monopolizzato la corsia di destra (prima di Candreva) e i molteplici guai fisici di Sensi, partito dal primo minuto in sole tre occasioni.
Questa Inter repubblicana ha sicuramente in Barella, Bastoni e Darmian il gli emblemi del lavoro dell’ex allenatore di Juventus e Chelsea. Giocatori di sacrificio, talento e duttilità. Un numero sempre libero per tutte le chiamate in caso d’emergenza.
https://i.eurosport.com/2021/05/04/3126009.jpg

BARELLA UNIVERSALE

“Conte ha uno dei 3 centrocampisti più forti d'Europa: Barella. Signori, Barella è tra i primi 3 d'Europa senza dubbio”
Diceva questo Fabio Capello dopo un 3-0 al Genoa. Sicuramente col centrocampista sardo Conte ha compiuto il suo capolavoro. Dopo Handanovic e Lautaro è il più presente in campionato (33), ha indossato i panni dell’incursore, rifinitore e incontrista. Nicolò Barella ha la capacità di non cadere nel luogo comune di quelli che ‘sanno fare tutto bene’ ma alla fine non sono mai i più bravi di tutti. L’ex Cagliari è stato il migliore del campionato nel suo ruolo, sbocciato definitivamente nei due anni all’Inter limando anche quella che era una delle sue più grandi pecche: i cartellini.
Nella prima stagione in nerazzurro, il classe ’97 ha collezionato 11 gialli in 27 presenze in A. Nella seconda annata, invece, solo 5 in 33 giornate restando addirittura in diffida per 11 partite. Un dato che simboleggia la maturazione assoluta di quello che si candida ad essere un pilastro della storia del club.

ALLA FINE GIOCA BASTONI

Molto spesso succede così. Come tutti i predestinati serve tempo prima che il destino – appunto – faccia i suoi giri. Non è bastato il pedigree di Godin e Kolarov, giocatori acquistati per blindare e aggiungere esperienza alla difesa, hanno dovuto lasciare il posto a un classe ’99 rivelatosi perfettamente complementare a due colossi come Skriniar e De Vrij.
Moderno, all’occorrenza terzino in fase offensiva, Bastoni ha permesso a Conte di avere un’alternativa costante nello sviluppo dell’azione a sinistra anche se l’apoteosi del suo estro è nel lancio millimetrico che libera Barella nel 2-0 alla Juventus. Che strano pensare che tutto quello che l’Inter ha cercato sul mercato l’aveva già in ‘casa’.

IL BANCO SALTA COL JOLLY DARMIAN

Pensando proprio a delle cose familiari, quello che è accaduto tra Conte e Darmian è una cosa che abbiamo già visto ma non ci stancheremo mai di ammirare. Un po’ Giaccherini nella sua prima Juventus, un po’ Eder nell’avventura con la Nazionale: Matteo è proprio la firma di Conte sullo Scudetto. L’ennesima dimostrazione che col tecnico salentino non esistono gerarchie granitiche ai blocchi di partenza della stagione. Poi è diventata quasi una formula brevettata: in ogni squadra contiana c'è sempre il jolly, l’insospettabile che nelle serate che contano ruba la scena a nomi più blasonati nonostante la loro apparente normalità.
I tre gol realizzati in campionato hanno portato in dote all’Inter ben sei punti dato che con Cagliari e Verona è stato proprio dell’esterno scuola Milan l'unico nome sul tabellino dei marcatori. Bisogna anche aggiungere a questo bottino il calcio di rigore conquistato, e poi trasformato da Lukaku, contro il Napoli. Per Conte questo Darmian è da nazionale!
https://i.eurosport.com/2021/04/11/3028163.jpg

LE ALTRE CERTEZZE (NERO)AZZURRE

Parlando sempre di gol dal peso specifico importante non si può non citare D’Ambrosio: in sole 16 partite ha realizzato 3 reti nella stagione 20/21 di cui due di vitale Importanza contro Fiorentina (4-3) e Cagliari (1-2) che hanno permesso all’Inter di riacciuffare la vittoria quasi allo scadere. Tra infortuni e Covid non ha potuto dare il suo solito contributo ma, quando è stato chiamato in causa, ha sempre risposto presente. Non si può fare lo stesso discorso per Stefano Sensi alle prese con un’altra stagione travagliata a causa dei ripetuti problemi muscolari. Forse, fino a questo momento, resta l’unico giocatore che deve compiere il vero salto di qualità tra le mani di Conte. Infine Gagliardini e Ranocchia che, nei rispettivi ruoli, hanno dovuto fronteggiare la dura concorrenza dei compagni di reparto riuscendosi però a togliere anche alcune piccole soddisfazioni ogniqualvolta le prime linee fossero ai box. Per andare d'accordo con Conte l'imperativo è soltanto uno: farsi trovare pronti.

Antonio Conte, tutto il meglio delle conferenze in 4'

Calciomercato 2020-2021
Juve, Inter o Besiktas: ecco come Dzeko può lasciare la Roma
01/07/2021 A 13:38
Euro 2020
Conte: "Lukaku tra i migliori al mondo. Questa Italia ricorda la mia"
01/07/2021 A 12:21