Lautaro Martinez è un uomo felice. Questo 2021 gli ha portato in dote l’adorata figlia Nina e il primo grande trofeo da calciatore, lo Scudetto vinto con l’Inter. Un trionfo arrivato dopo un cammino irto di difficoltà e in cui il Toro ha ricoperto certamente un ruolo determinante: segnando gol pesantissimi in coppia con Lukaku e guadagnandosi un posto importante nel cuore dei tifosi interisti. Anche se, come ha confessato in una lunga intervista al quotidiano La Nacion, i primi mesi a Milano non sono stati per nulla semplici e tra i pensieri che gli sono passati nella testa c’è stato anche quello di cambiare aria da subito.
Sapevo che mi sarei dovuto adattare ma non pensavo sarebbe stata così dura. Dopo tre mesi già avevo detto che volevo andarmene, che non ce la facevo più. A volte prendevo l'auto e andavo in giro da solo, ero come impazzito. Poi Icardi mi ha dato una gigantesca mano e le cose hanno iniziato a migliorare. Nel secondo anno ho giocato di più, in questo molto di più e vinto lo scudetto: sono arrivato in Argentina (per la Coppa America) soddisfatto e felice”.

Lautaro Martinez

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La 10 di Baggio e Ronaldo e l’importanza di diventare padre

Quando è arrivata l'Inter, il direttore sportivo Ausilio è venuto a trovarmi a Buenos Aires. In quei colloqui, gli ho chiesto se la maglia numero 10 fosse libera. Ha detto 'bene, bene, vediamo'. Quando sono andato a Milano per firmare il contratto, me lo hanno chiesto di nuovo e io ho insistito che volevo la 10. Mi hanno detto: 'Guarda, il 10 è stato sulle spalle di Ronaldo, Baggio, Sneijder’. Ho detto loro che ne ero consapevole ma che amavo quella sfida. Lo scudetto? È il mio primo titolo da professionista, ed è arrivato tre mesi dopo la nascita di Nina. Ha un altro sapore questa vittoria perché diventare padre mi ha cambiato la vita. Ho cambiato il mio modo di vivere le cose, non solo a casa. Mi ha fatto maturare. Penso a ogni cosa due o tre volte, sono molto più calmo. Anche in campo: prima saltavo le partite perché mi ammonivano facilmente, per aver protestato. Nina mi dà tranquillità. Sento di essere maturato molto”.

L'Inter è campione d'Italia. Scudetto n° 19, 11 anni dopo

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