"Questa è la maxi-storia di come la mia vita cambiata, capovolta, sottosopra sia finita", cantava Will Smith quando recitava i panni di Willy il principe di Bel-Air all’inizio degli anni ‘90. Un motivetto che, ripensato oggi, potrebbe essere l'istantanea della trasformazione avvenuta al centrocampo della Juventus: cambiato, capovolto e finito. Dai fasti del quadrilatero magico con Pogba, Pirlo, Vidal e Marchisio, alla mediocrità degli interpreti moderni. La Juve fatica in mezzo, e di conseguenza fatica tutta la squadra.

2011-2016

Eppure, all’inizio del ciclo Agnelliano non era così. La squadra di Conte prima, e di Allegri poi, faceva grande affidamento sulla trazione a quattro ruote motrici della propria mediana. La sapienza di Pirlo, l’onnipresenza di Marchisio e Vidal, la classe di Pogba: il divario tra la Juve e le sue rivali nacque proprio lì. Per quanto la BBBC sia stata giustamente decantata e incensata, non è un segreto che gran parte dei successi del club nacque proprio grazie ai 4 moschettieri.
Serie A
Juventus-Inter: probabili formazioni e statistiche
14/05/2021 A 09:17
Nel periodo che va dal primo scudetto di Conte alla stagione 2015-2016 - l’ultima con la presenza di almeno due membri della rockband - in tutte le serate di gala della Juventus c’è stato lo zampino di uno di quei quattro. Dalla vittoria in campionato nel 2012, con Vidal e Marchisio capaci di produrre 17 gol stagionali in due, alla cavalcata europea targata 2014-2015, dove tutti e quattro giocarono su livelli strastoferici.
Anche dopo il restyling del 2015 l’impatto fu invariato, con Marchisio spostato davanti alla difesa e Khedira a equilibrare tutti i movimenti. Il campionato fu il teatro di una delle rimonte più clamorose di sempre, culminata nel sorpasso sul Napoli grazie al missile di Zaza, mentre la Champions vide una squadra senza Chiellini, Dybala, Mandzukic e Marchisio andare ad un soffio dall’eliminare il Bayern Monaco di Pep Guardiola con una prestazione sontuosa di Paul Pogba. Furono anni incredibili per la mediana del club: assolutamente padrona del tempo e dello spazio.
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Passaggio di consegne

Dopo 9 anni di dominio, il 2020-21 ci ha consegnato un’altra squadra al vertice della Serie A: l’Inter di Antonio Conte. La società nerazzurra, guarda caso, per riprendersi la leadership domestica, ha iniziato a rinforzare proprio il centro del campo. Dalla nuova centralità di Brozovic - anche se quello è un merito di Spalletti - agli acquisti di Vidal, Eriksen e Barella. In sole due stagione i meneghini sono riusciti a cambiare gli equilibri del nostro campionato, e le ragioni di questo stravolgimento sono essenzialmente due: il progressivo miglioramento degli interpreti in maglia nerazzurra e il progressivo peggioramento di quelli in maglia bianconera.

Eriksen, dal quasi addio a uomo scudetto Inter

Il centrocampo è un reparto abbastanza dogmatico nel suo incidere sulle stagioni dei club: un buon rendimento equivale quasi sempre ad una buon piazzamento - per quanto non sia una regola -, mentre un cattivo rendimento porta con sé annate veramente difficili. In estrema sintesi, la stagione 2020-21 di Inter e Juve è tutta qua. I bianconeri, oltre a non aver mai trovato i titolari e la continuità di rendimento, sono inciampati in una serie di risultati che rischiano di compromettere la qualificazione in Champions League. I nerazzurri, invece, cavalcando lo sviluppo di Barella, la conferma di Brozovic e l’inserimento di Eriksen, hanno assestato il colpo decisivo trionfando in Serie A con 4 giornate d’anticipo.
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Reparto decisivo

Sabato pomeriggio alle 18:00 all’Allianz Stadium di Torino andrà in onda la 37a giornata di Serie A. L’Inter è già campione d’Italia e ha pochi obiettivi, mentre la Juve è alla disperata ricerca di un posto tra le prime quattro. Le probabili formazioni parlano di Bentancur e Rabiot da una parte contro il trio Barella, Brozovic, Eriksen dall'altra. Ovviamente, per tutto quello che abbiamo visto da settembre ad oggi, all’interno della sfida nella sfida, la mediana dei nerazzurri parte nettamente favorita.
Come ci ricorda anche il match l’andata, il centrocampo dell’Inter si è divorato quello bianconero. Con Barella frontman, Vidal e Brozovic costruttori e finalizzatori, la squadra di Conte dominò quella sfida terminata 2-0. Per tenere viva la lotta Champions, e prendersi una rabbiosa rivincita, i bianconeri dovranno sfoggiare il loro vestito della festa. Quello che si è visto poco, ma che nell’armadio dei ricordi potrebbe ancora esserci. Difficile ma non impossibile.

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