Oggi sarebbero 100. Cento anni vicino alla sua Signora. Quella che ha amato più di qualsiasi altra cosa. Il 12 marzo 2021 scocca il 100esimo compleanno dell’Avvocato Giovanni "Gianni" Agnelli: l’uomo che più di ogni altro ha saputo condensare lo stile Juventus. L’intelligenza, l’arguzia, la simpatia, l’eleganza, l’educazione, il rispetto e l’amore. Mai nessuno come lui è stato in grado di vivere una spanna sopra tutti quanti. Michel Platini, uno dei suoi figliocci, lo ha fotografato nel migliore dei modi: "Forse non era nemmeno umano, anche perché viaggiava sempre in elicottero".
Proprio nel giorno del compleanno, il quotidiano torinese Tuttosport lo ha voluto celebrare con un super insertone. Tra 11 interviste esclusive, le sue frasi più celebri, una grande cronistoria e tanta dolcezza, ecco la playlist dell’Avvocato.
I più grandi giocatori che ho visto nella Juventus sono Carlo Parola e Giampiero Boniperti. Platini? No, viene da un periodo di grande successo, non voglio parlarne bene, se no si monta la testa.
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"Boniperti ne sa più di me, ma di sciocchezze ne ha fatte eccome. Quella più clamorosa? Lo chiamo e gli dico: "Mi hanno segnalato un certo Maradona". Lui rispose: "Ma per carità, con quel nome che sembra una bestemmia". Lo incalzai: "Guardi che dev’essere qualcuno". E lui: "Se fosse qualcuno lo saprei". Ecco, diciamo che si era sbagliato".
"Platini è stato il migliore 10 della Juventus. Giocava meglio di te (rivolto a Sivori, che lo stava intervistando). Naturalmente se fosse qui Platini, direi che giocavi meglio te".
"La Juventus più forte è stata quella di Boniperti ragazzino, Praest e Hansen. Ma anche quella del 1983 con i campioni del Mondo, Boniek e Platini che stranamente non vinse".

Football Serie A Alessandro Del Piero and Avvocato Gianni Agnelli

Credit Foto LaPresse

Evelina Christillin, ex Ufficio Stampa Fiat, racconta alcune serate di Champions

"Ero con lui all’Heysel. Ci dissero di tornare a Torino. Partimmo, ma prima si raccomandò di non giocare. Poi capì che fu necessario disputare la gara, ma non considerò mai quella Coppa".
"Se la Juve giocava male si arrabbiava di più di quando perdeva. Non vide i rigori della finale di Roma nel ’96: troppo teso, ma fu la sua gioia più grande insieme alle Olimpiadi per Torino".
"Boniperti lasciava sempre lo stadio a fine primo tempo. Quando la partita stava per finire, l’Avvocato voleva andare a comunicargli il risultato. Spesso gli diceva quello sbagliato. Era particolarmente perfido nei derby, quelli che Boniperti soffriva di più. Se la Juventus aveva vinto, simulava una faccia contrita dicendo: "Bruttissima sconfitta".
"Amava Torino e la conquista delle Olimpiadi fu il suo trionfo. È un dolore che non le abbia vissute, nel 2001 mi disse: chiedimi quello che ti serve, perché non so quanto vivrò".

Gianni Agnelli

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Dalla Christillin a Platini, il suo giocatore preferito

"Quando arrivai a Torino mi disse: "Benvenuto. Sappia che voglio vincere la Coppa dei Campioni". Boeuff, risposi, ci provo".
"Un giorno eravamo a Villar Perosa. Tacconi aveva da poco rilasciato un’intervista in cui aveva detto che "gli mancava molto Zoff". L’Avvocato arrivò al campo e disse: "Tacconi, ho letto che le manca Zoff. Sapesse quanto manca a noi...". Sempre pungente e fulminante".
"Per i suoi 70 anni invitò i suoi più cari amici da Maxim’s a Parigi. C’ero anche io, forse l’unico del calcio. Ricordo Kissinger e la figlia di Picasso. Gli regalai il mio Pallone d’Oro con un bigliettino: "Questa è l’unica cosa che Lei non potrà mai avere". È tutto d’oro davvero? No, gli dissi, se fosse stato tutto d’oro non glielo avrei regalato".

Marco Tardelli

"Sono d’accordo con Cabrini, non esisterà mai più un personaggio come lui. Mi viene ancora da ridere se ripenso alla discussione dei contratti con Boniperti. Mi diceva: "Tardelli, lo faccia soffrire..". Al funerale di Scirea pianse come non mai, ed era raro vedere le sue emozioni. Quando andai all’Inter, dopo un decennio in bianconero, mi chiamò e mi disse: "Tardelli, la ringrazio per tutto quello che ha fatto per noi e io per lei ci sarò sempre". Oggi avrebbe un debole per Cristiano Ronaldo, anche se forse il suo preferito sarebbe Leo Messi".

Zibì Boniek

"Spesso ripenso alle sue telefonate alle 6 del mattino. Mi chiedeva dei giocatori stranieri. Una volta era a pranzo con Kissinger e presentò Michel come il "bello di giorno" e io come il "bello di notte". Sono rimasto affezionato a quel soprannome".
"Trovava sempre un modo per stupirti. Come quando Platini, Rossi e io gli dicemmo: "Veniamo alla partita tra vecchie glorie a New York soltanto se ci fa trovare ad ognuno di noi una colazione tipica della nostra Nazione". La mattina, quando ci svegliammo, c’era un menù polacco, uno francese e uno italiano".

Antonio Cabrini

"Se fosse ancora qui penso che stravederebbe per Cristiano Ronaldo. E sono altrettanto certo che sveglierebbe anche il portoghese con le sue chiamate alle 6 del mattino".

Sergio Brio

"Un giorno mi domandò. "Come va?" E io: "Avvocato, va male, a 34 anni e con tutti questi infortuni.." Da lì cominciò un botta e risposta: "Ma anche Paolo Rossi sta smettendo", "Però lui ha avuto meno botte di me", "Eh, però tu le hai prese e anche date, lui le ha soltanto prese..."

Gianni Agnelli

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Franco Causio

"Boniperti mi vide e subito chiese ad Agnelli: "Avvocato, faccia tagliare i baffi al Barone (come lui mi chiamava). E poi ha anche i capelli lunghi". E lui: "Giampiero, lascialo stare, fin quando mi diverte va bene così. Lascialo tranquillo".
"Un giorno ero a cena con lui insieme ad Haller e Altafini. Voleva comprare Cruijff, era innamorato dei grandi giocatori".

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