Come da 20 anni a questa parte, la Juventus ha avuto bisogno di aggrapparsi al suo numero uno, Gigi Buffon, per scrollarsi di dosso la paura e rimettersi nei binari giusti, quelli della vittoria. Già perché nel 3-1 strappato sul campo del Sassuolo, ci sono i guantoni di questo meraviglioso 43enne che respingendo – sul punteggio di 0-0 – un rigore a Berardi è diventato il portiere più anziano ad aver parato un rigore in Serie A. Un traguardo che arriva 24 ore dopo l’annuncio del suo addio definitivo alla Juventus, la squadra con cui ha vinto 10 scudetti e svariati trofei e di cui resterà per sempre una leggenda. Già perché anche se ‘quel tolgo il disturbo’ ha fatto molto rumore i rapporti fra Gigi e Madama resteranno idiallici come fa intendere nel post gara a Sky e DAZN.

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Sassuolo-Juve 1-3, pagelle: eterno Buffon, CR7 si risveglia
12/05/2021 A 21:09
“Nel pre-gara cercavo in qualche modo di mettermi pressione, perchè se non riesco a fare questo e mi approccio alla gara in maniera serena, disincantata e bella superficiale, non posso più giocare a calcio. Quello è un mio modo per cercare di mettermi pressione ed entrare in partita. Più che altro perchè sapevo che per noi era una partita importante, poi ultimamente non essendoci il pubblico qualcosa ti devi inventare dopo quasi 700 partite per stare nella gara e starci dal primo minuto con lo spirito giusto. Tolgo il disturbo cosa significa? L'ho detto in un modo umile e cercando di far capire che anche se sono 20 anni alla Juve, ho sempre servito la Juve, la società, i suoi tifosi e i miei compagni come se fossi l'ultima ruota del carro. Perchè molte volte quando un giocatore sta tanto tempo in una società, magari qualcuno pensa che desideri e abbia una smania particolare di voler rimanere, di non uscire, invece io ho il mio orgoglio, sono Gigi Buffon, mio padre è Adriano. Mio padre già quando comincia ad avere i suoi migliori amici che stanno più di tre giorni in casa, incomincia a soffrire, quindi da lui ho capito che lo stare il giusto e non risultare pesanti va bene. Quindi è un mio modo di intendere la vita e di vivere il calcio. Ma come ho detto io alla Juve ho dato tutto, ho ricevuto anche di più e amo tutti. Se sono ancora qua, è merito mio, ma anche per la Juve e per quello che mi ha insegnato”.
Pirlo è come mio fratello, mi sono speso per lui come per gli altri compagni. Vedete voi se abbiamo provato ad aiutarlo in ogni modo possibile

"Addio comunicato a fine gennaio, Pirlo come un fratello"

"Non ho segreti e l’ho già detto prima. Sono arrivato alla Juve 20 anni fa ed ero un ragazzo che ogni tanto perdeva la bussola. Ora esco da uomo felice e la cosa più bella che mi ha regalato la Juve è il mondo Juve. Vado via senza polemiche e cose stupide. Ho comunicato questa cosa a tutti ad inizio gennaio. Ad agosto ho avuto una proposta che mi ha fatto traballare perché mi piaceva ed era stimolante. Poi la società e il presidente mi hanno convinto con un nuovo contratto e si sono comportati in maniera divina. Poi stava arrivando Pirlo ed io non volevo rappresentare nessun tipo di problema. Devo rappresentare sempre una persona affidabile per la Juve. Pirlo è stato aiutato a sufficienza? Con qualche punto in più, sicuramente l’avremmo aiutato di più. I risultati si fanno con i punti. Con 6-7 punti in più non mi avreste fatto questa domanda. Pirlo è come mio fratello, mi sono speso per lui come per gli altri compagni”.

"Futuro? Fra 20-25 giorni saprete cosa farò..."

“Lo dico in maniera serena e tranquilla, senza niente da nascondere. Io sono arrivato alla Juve che ero un ragazzo con tantissimo entusiasmo e meno equilibrio. Vado via da uomo felice. Per il mio futuro mi prendo 20-25 giorni, ho ricevuto un po’ di offerte e voglio vedere se ho entusiasmo, come si sedimenta la voglia. La guerra da solo non puoi farla. Io ho sempre dato entusiasmo e grinta, se qualcuno riesce a darla anche a me l’accoglierei volentieri”.

Buffon, Sassuolo-Juventus | Serie A 20-21

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Pirlo: "Lite con Buffon? Gossip, che non merita commento..."

Col Sassuolo abbiamo preparato una partita d'attesa. Dovevamo essere bravi a recuperare palla e a ripartire. E l'abbiamo fatto bene. Siamo ancora qui e siamo vivi. Lotteremo fino alla fine. Non ho date le sollecitazioni giuste alla squadra durante la settimana? L'ultima cosa uscita è che avevamo litigato io e Gigi, robe da gossip che non voglio neanche commentare. Buffon? Era una decisione che sapevo da qualche mese, pensava già dall'inizio della stagione, è una cosa che aveva in testa già da tempo, l'aveva detta 15 giorni fa. Non sono cose di cui mi piace parlare, vorrei parlare solo delle cose che succedono in campo. Juve-Inter? Dobbiamo solo vincere, per sperare nel quarto posto. Ci prepareremo bene a questa gara”.

Buffon, addio Juve: una storia d'amore lunga 20 anni

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