Juventus-Milan di domenica sera è l'ennesimo dentro o fuori in chiave Champions, ultimo "Recovery" milionario. A quattro turni dal termine - dietro all'Inter campione e, dunque, già qualificata - in lizza per tre posti rimangono le solite cinque: Atalanta, Juventus e Milan 69, Napoli 67, Lazio 64 (con un Toro in meno, il 18 maggio). Con le classifiche avulse e le differenze reti avvoltoi in agguato.
A San Siro, il 6 gennaio, Madama vinse 3-1. Fece tutto, o quasi, Federico Chiesa: un palo, due gol. Altri tempi. Il Milan è crollato, la Juventus non ha mai dato continuità a quel risultato, a quelle fiammate. Stefano Pioli ha liquidato il Benevento, Andrea Pirlo ha vinto la lotteria di Udine con un paio di biglietti pescati da Cristiano Ronaldo, il cui duello con Zlatan Ibrahimovic costituisce la bussola che orienterà lo spareggio. Il marziano non è in gran forma, ma bene o male riesce a coprire le proprie lune e i limiti dell'indotto. Lo svedese, appena rientrato, resta il totem attorno al quale la tribù balla e si fa coraggio. Incide anche quando non decide. Gioca male, la Juventus: il ritmo è lento e la fase difensiva offre golose brecce. Pirlo non ha trovato né quadra né squadra.

Federico Chiesa e Theo Hernandez - Milan-Juventus Serie A 2020-21

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Gioca meglio, il Milan: ma per vincere è condannato a tenere, sempre, un certo "decoro". Appena scende, diventa preda di troppi. Cristiano è il capocannoniere, Zlatan semplicemente il capo. Cierre, a 36 anni, avrebbe bisogno di una manovra più avvolgente e coinvolgente. La Juventus, di un marziano più giovane: capace di sporgersi al di là della sua mattonella. Lo svedese, a 39 anni, non ha bisogno di segnare per trascinare il branco. All'andata non c'era. Non bivacca in area, arretra per favorire i triangoli e distrarre i custodi. La stazza gli permette di rendersi utile persino da fermo: Matthijs De Ligt lo sa.
Il Milan è l'unica delle Grandi ad aver sempre perso allo Stadium. Il pari non serve a nessuno: a meno che Atalanta, Napoli e Lazio non lascino punti. Prezioso sarebbe il ritorno di Chiesa: la sua velocità è merce rara. A centrocampo si fa preferire quel Diavolo di Franck Kessié, anche se Ismael Bennacer deve ancora recuperare l'occhio e le cadenze di un girone fa. La Juventus segna un po' di più (67 gol a 62) e ne prende un po' di meno (31 a 41). Ha tenuto testa all'Atalanta, ha battuto Lazio e Napoli: ogni tanto, le scatta un moto d'orgoglio. Attenzione, però: Paulo Dybala gira in folle; e senza Alvaro Morata l'area è di un vuoto imbarazzante.

Gianluigi Donnarumma con la maglia del Milan - Stagione 2020-21

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A caccia di un episodio che scompigli la trama, la partita si profila avara, nervosa. Cristiano-Ibra non oscura il capitolo che, a sua volta, potrebbe indicare l'assassino: la sfida dei portieri. Mai così calda, mai così western. Wojciech Szczesny è una montagna russa, Gigio Donnarumma un vulcano in eruzione sul contratto. Gli ultras friggono. Potrebbe finire proprio alla Juve. Mino Raiola è un agente, non un frate. Ci mancava solo la benzina del mercato. Pronostico (vigliacco): da tripla. Borsino Champions: Atalanta e Napoli in largo vantaggio, poi Juventus (33%), Milan (33%) e Lazio (34%). Sì, la Lazio. Zitta zitta e Toro Toro.

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