Non è finita finché non è finita: anche quando non comincia. Il fantasma di Juventus-Napoli è uscito dalle lavagne per scendere nella giungla delle circolari, delle deroghe, dei cavilli. Troverete, fra le righe della norma che fissa la soglia minima di contagiati per poter garantire, comunque, la prestazione sportiva, e di cui avevo accennato nell’ultima analisi (con un esubero di sintesi che mi si è ritorto contro); troverete, dicevo, il passaggio chiave che libera tutti: "Fatti salvi i provvedimenti delle autorità statali e locali".Per gli avvocati, un invito a nozze.
La salute è una cosa seria. Se i patti erano (o almeno sembravano) diversi; e se il Milan nonostante la positività di Zlatan Ibrahimovic e Léo Duarte, due di numero come Piotr Zielinski ed Eljif Elmas, ha giocato serenamente in Portogallo, con il Rio Ave, non si può non riesumare il maxi-focolaio del Genoa, ultimo rivale del Napoli. Volò di domenica, addirittura, e ne beccò sei.
Serie A
Napoli, striscioni contro la Juve. Il legale: "Non c'era scelta"
05/10/2020 A 09:32
Sorrido allo slogan di Andrea Agnelli ("La Juventus rispetta i regolamenti"), sorrido dell’asse Vincenzo De Luca-Aurelio De Laurentiis, mai così vicini, così sodali, così aumm aumm. De Laurentiis, detto en passant, irruppe senza mascherina a un’assemblea di Lega con sintomi "riconducibili" al Covid. La situazione, per dirla con Ennio Flaiano, è "grave ma non seria". E il dossier di Juventus-Napoli molto intrigante. Molto italiano.

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D’ora in poi, ebbene sì, ogni Asl potrà intervenire e interferire in barba al protocollo sancito mesi fa dal ministero dello Sport e dal dicastero della Salute seguendo le indicazioni del Comitato tecnico scientifico. Informata dei contagiati, e del loro isolamento, quella lombarda aveva dato via libera al Milan. Il fatto che sia coinvolta la Juventus offre al Napoli la sponda di mezza Italia. E il dettaglio che la squadra di Andrea Pirlo si sia presentata, "a prescindere", in uno stadio vuoto anche dell’avversario, ha contribuito a rendere la situazione ancora più kafkiana.

Allianz Stadium

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Il problema restano i dirigenti sportivi, i politici: soprattutto, per come trascrivono ciò che, in determinate emergenze, si deve o non si deve fare. Il 3-0 a tavolino e il punto di penalizzazione verranno impugnati dall’avvocato Mattia Grassani; e, probabilmente, rovesciati. I ministri, famelici, non vedono l’ora di metterci mano. E’ un boccone troppo grosso, per lasciarselo scappare.
Le Asl invasive, per la cronaca, esistono anche all’estero. Perfino in Germania: la scorsa stagione, in serie B, la Dinamo Dresda fu bloccata due volte dalla sua "mutua", e non più tardi di ieri, sempre fra i cadetti, l’Erzgebirge di Aue è stata richiamata da Amburgo dove stava per scendere in campo.
Se si parla più di calcio che di scuola, lo dobbiamo in primis proprio ai politici, sensibili alla sua cassa di risonanza. Il circo del pallone non deve godere di corsie preferenziali, ha troppo peccato per meritarsi una bava di indulgenza: ecco perché un po’ di serietà in coloro che lo manovrano non guasterebbe. Per non arrivare a domandarsi chi pilotò chi fra il Napoli, che non mise subito in bolla Zielinski, e l’Asl campana, che vietò la trasferta.

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