La vicenda che riguarda Juventus-Napoli sta assumendo le tinte di una spy story che va ad alimentare fuori dal campo una rivalità già forte quando si parla di calcio giocato. Ci sono infatti dei retroscena che dipingono a tinte fosche un quadro poco chiaro e decisamente lacunoso e contraddittorio per quanto riguarda le normative e chi deve prendere le decisioni. Si va infatti dalla Lega che non accetta la decisione del Napoli di non partire per Torino, all'ASL di Napoli che emette una circolare presa dal club come obbligo di isolamento, alla FIGC, che in ultima battuta ipotizza che invece, anziché la sconfitta a tavolino degli azzurri, si va verso il rinvio della gara.

I fatti in breve

Domenica, ore 20:45: in programma all’Allianz Stadium la sfida Juventus-Napoli. Nei giorni antecedenti, però, dal lato azzurro viene certificata la positività al Covid-19 di Sebastian Zielinski. Sabato, poco prima della partenza per Torino, il arriva anche la notizia della positività di Eljif Elmas. A questo punto il Napoli non parte più per il Piemonte e si susseguono una serie di notizie che alla fine portano a un’unica conclusione: Juventus-Napoli non si disputerò. Il Napoli infatti comunica di aver messo la squadra in quarantena su indicazione dell’ASL di Napoli, ma la Lega Calcio ribatte che le indicazioni dell’ASL sono state interpretate male e che ai giocatori professionisti è comunque consentito giocare e che quindi non è previsto nessun annullamento della partita. La Juventus rincara la dose annunciando che scenderà regolarmente in campo.
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La rivelazione del Corriere della Sera: pressioni del Napoli sull’ASL

Mentre da SkySport confermano che il Napoli non partirà in ogni caso, per il Corriere della Sera la situazione si complica, perché a quanto pare non è proprio chiara l’interpretazione della comunicazione dell’ASL, su cui però la società partenopea avrebbe fatto pressioni perché predisponesse la quarantena per la squadra.
Ecco quanto scrive il quotidiano milanese:
Secondo la Lega il Napoli ha fatto indebite pressione all’autorità sanitaria per ottenere il provvedimento o comunque ha interpretato in senso lato la circolare che si limita a intimare ai giocatori entrati in contatto con i contagiati di osservare il periodo di isolamento fiduciario.
"Dalla Lega si obietta che l’Asl non può sovrastare il regolamento disposto e redatto con Cts e Ministero della Salute. Dunque o il Napoli partirà stamattina o sarà 3-0 a tavolino. Ci sono domande anche sulla presunta partenza di Arek Milik per la Polonia: come mai non è stato impedito? I protocolli Asl saranno prioritari solo in caso di contagi pari a 10 o più giocatori”.

L’avvocato di parte: Partire era un reato penale

A perorare la causa del club ci pensa l’avvocato Mattia Grassani, legale del Napoli, che alla Gazzetta dello Sport spiega la propria versione dei fatti:
C’è stato un lungo carteggio, ci sono più comunicazioni di Asl e Regione Campania in una stessa direzione, ovvero quella di impedire ai giocatori in contatto stretto con i positivi di abbandonare i propri domicili, e c’è il divieto di uscire dai confini italiani per i nazionali. Questi documenti tagliano la testa al toro rispetto a ciò che è il rapporto tra ordinamento sportivo e norme dello Stato. In tempo reale abbiamo informato Giudice sportivo di A, Lega, Figc e Juventus che la squadra non poteva partire per Torino, a meno che si volessero commettere reati penalmente rilevanti giocando la partita. Abbiamo allegato tutta la corrispondenza con la Asl e la Regione: il calcio può aspettare. La legge dello Stato è superiore a quella sportiva. Ci sarà l’isolamento di 14 giorni. La soluzione naturale è che i giocatori scelgano come domicilio temporaneo Castel Volturno per continuare ad allenarsi e poi fare soltanto la spola tra casa e lavoro”.
C’è però un’incongruenza tra le parole dell'avvocato e il programma del Napoli, perché sempre SkySport ha rivelato che, nell’intenzione di non disputare la partita, la squadra nei prossimi giorni ha fissato degli allenamenti non a Castel Volturno, ma allo Stadio San Paolo.

La Juventus, il rischio di 3-0 a tavolino e il caso Milik

La Juventus, nel frattempo, è in isolamento fiduciario dopo la positività di due elementi all’interno dello staff; questo dunque, secondo le norme della Lega, non impedisce alla squadra di giocare: il protocollo, infatti, come ricorda il Corriere dello Sport, la disposizione della circolare dell’ASL è quella applicata per i comuni cittadini, ma che per il calcio il protocollo è diverso e che se si hanno meno di 10 giocatori positivi si deve giocare e chi si rifiuta di scendere in campo va incontro alla perdita della partita. Il Napoli rischia quindi davvero la sconfitta a tavolino.
Inoltre, come già sottolineava il Corriere della Sera, a sollevare dei dubbi sulla linearità delle azioni intraprese in queste ultime ore c’è la partenza di Arek Milik per la Polonia, fatto che ora, scoppiata questa “bomba batteriologica” metaforica, complica la cessione del giocatore a poco più di 24 ore dalla chiusura del mercato. Se effettivamente il Napoli si preoccupa di non diffondere i contagi (ed evitare così un nuovo caso-Genoa), solleva qualche dubbio il fatto che il polacco sia partito per rispondere alla convocazione della sua Nazionale in vista della Nations League, nonostante almeno il contagio di Zielinski fosse già noto.

La FIGC: "Decisione dell'ASL legittima, la gara sarà rinviata"

In tutto questo putiferio, a creare ulteriori dubbi si inserisce la FIGC nella persona del consigliere Pietro Lo Monaco, che intervenuto a Radio Kiss Kiss fa l'Alessandro Borghese della situazione e ribalta il verdetto, ipotizzando il rinvio della partita:
Si va verso questa strada, Juventus-Napoli sarà rinviata a data da destinarsi. La circolare del 2 ottobre della Lega Calcio parla chiaro. Il provvedimento dell’Asl è legittimo, la norma è chiara.
Bisognerà quindi attendere o comunicazioni ufficiali da parte della Lega nell'arco del pomeriggio oppure all'epilogo nella serata, fino alle 21:30, termine ultimo per il Napoli per presentarsi in campo, per assistere alla non-disputa della partita. Arriverà poi la decisione del Giudice sportivo, cui probabilmente seguiranno ricorsi e altre polemiche.

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