La Juve si è presa il terzo posto in classifica scavalcando la Roma, sconfitta all'Allianz Stadium: 2-0 il punteggio finale con gran gol di Cristiano Ronaldo nel primo tempo e autorete di Ibanez nella ripresa. Terza vittoria consecutiva per Pirlo in campionato, la quarta considerando anche il successo in Coppa Italia contro l'Inter. Vediamo ora le cinque verità che ci ha lasciato la sfida tra bianconeri e giallorossi.

Juve pragmatica e solida

Ci sono momenti in cui semplificare le cose è la mossa più saggia ed efficace. La Juve uscita da San Siro il 17 gennaio, con il 2-0 subito a casa Conte, ha costretto Pirlo a ripartire dal basso. Dalle fondamenta: in Coppa Italia e contro la Roma si è vista una squadra compatta, pragmatica, più attenta a coprire che a riversarsi in toto nella metà campo avversaria. Pirlo ha ridato certezze ai suoi con due prestazioni solide, fatte di un calcio semplice ma efficace e che si appoggia sulle giocate dei singoli. Due partite, quelle con l’Inter in coppa e con la Roma, per certi versi "allegriane". È presto per parlare di inversione di rotta, si tratta per ora di una piccola deviazione per ritrovare le sicurezze perdute sul percorso verso il decimo scudetto. Che con queste premesse, diventa sicuramente meno utopico.
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Chiellini e Bonucci, coppia insuperabile

La solidità ritrovata ha un nome e cognome ben precisi, che non hanno bisogno di presentazioni: Giorgio Chiellini. Altra partita sontuosa da parte del capitano bianconero, tornato come se nulla fosse su livelli spaventosi dopo l’infortunio di inizio stagione. Il 36enne e Bonucci sono stati semplicemente perfetti contro la Roma, sia nel gioco aereo che negli uno contro uno. Il centrocampo ha dato un’ottima protezione al centro, spingendo i giallorossi sulle fasce per evitare le imbucate. Ma il potenziale offensivo degli uomini di Fonseca ha messo alla prova la tenuta di Bonucci e Chiellini: esame superato senza fronzoli, badando poco alla forma ma dominando dall’inizio alla fine. Pirlo gongola, Mancini sorride.

Cristiano Ronaldo - Juventus-Roma Serie A 2020-21

Credit Foto Getty Images

CR7 fa sognare Pirlo

E poi c’è lui, CR7. Le tre partite senza gol in Serie A iniziavano a pesare, la doppietta in Coppa Italia contro l’Inter ha riattivato il motore. Con la Roma è arrivata una prova da campione: gol da applausi e di una difficoltà elevatissima, non valorizzata dalle immagini. Poi la traversa e una conclusione pericolosa dalle parti di Pau Lopez, tutto nel primo tempo. L’autogol di Ibanez ha impedito al portoghese di tornare a casa con una doppietta, ma la sostanza non cambia: Ronaldo c’è e ha intenzioni bellicose. Se la difesa funziona e CR7 continua a essere un fattore di questo tipo, per le altre iniziano davvero i dolori.

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Roma, ennesimo flop con una big

Capitolo Roma. Non si può dire che i giallorossi abbiano steccato contro la Juve. Per larghi tratti del match gli uomini di Fonseca hanno avuto il pallone tra i piedi, si è giocato soprattutto nella metà campo bianconera. Il gioco c’è, le idee sono interessanti. Ma ancora una volta, per l’ennesima volta in questa stagione, la Roma non porta a casa punti contro una big: pareggi contro Inter, Milan e Juve all’andata, poi solamente sconfitte (e qualcuna anche rovinosa). Ancora zero vittorie in uno scontro diretto: i punti con le medio-piccole sono preziosi, ma non possono bastare per ambire a traguardi importanti. La formazione di Fonseca sembra peccare di poca personalità, oltre a dover gestire i problemi legati agli infortuni e di spogliatoio.

Dzeko, caso da risolvere

Le dinamiche di spogliatoio ci catapultano nel caso Dzeko. L’ormai ex capitano non si è mosso da Roma nella finestra invernale di calciomercato ed è un giocatore a tutti gli effetti a disposizione di Fonseca, come dimostra l’ingresso in campo nella ripresa. Ma tra essere una pedina schierabile e tornare trascinatore, anche senza fascia al braccio, c’è di mezzo un mondo. Dzeko deve tornare focalizzato sulla Roma, Fonseca deve rimettere Edin al centro del progetto. Una convivenza forzata, figlia di soluzioni non trovate, sarebbe deleteria per i giallorossi visto il peso del bosniaco, soprattutto a livello mediatico. Dal punto di vista tecnico, il vero Dzeko serve come il pane: Mayoral, convincente in questo periodo, non può reggere da solo il peso dell’attacco della Roma da qui a fine stagione.
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