La Lazio trionfa nel derby: 3-0 contro la Roma all'Olimpico grazie al gol di Immobile e alla doppietta di Luis Alberto. Una partita controllata dall'inizio alla fine da parte degli uomini di Inzaghi, che trovano così la terza vittoria consecutiva. Si ferma invece la corsa di Fonseca dopo dieci punti in quattro giornate. Ecco le cinque verità che ci ha lasciato la stracittadina della capitale.

Lazio con un’identità precisa

La Lazio ha vinto il derby… da Lazio. Con una prova tatticamente ineccepibile, sfruttando le debolezze altrui e colpendo negli spazi, esaltando al meglio le caratteristiche dei propri interpreti. Centrocampo denso, aggressività sulla palla, immediata ricerca della profondità sfruttando la gamba di un Lazzari sontuoso e le caratteristiche di Immobile, bravo a buttarsi negli spazi. I regali della Roma hanno aiutato e hanno contribuito a indirizzare la sfida sui binari preferiti della banda Inzaghi, che si è potuta chiudere per poi ripartire con una velocità impressionante. Come già successo in altre partite delicate in questa stagione (nel doppio confronto con il Dortmund, contro il Napoli e a tratti con Inter, Juve e Milan), la Lazio non si snatura ed esalta quelle che sono le proprie caratteristiche: l’identità c’è, è chiara ed è figlia di un lavoro che dura da anni.
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Luis Alberto

Credit Foto Getty Images

Roma, manca ancora lo step

La Roma resta ancora a secco in un big match in questa stagione, ma la sconfitta contro la Lazio non è una semplice battuta di arresto: Fonseca si deve interrogare sulla caratura dei suoi, che soprattutto mentalmente continuano a dimostrarsi troppo fragili e ancora non pronti per palcoscenici di alto livello. Anche in una stagione fino a questo momento positiva (il terzo posto in classifica è lì a dimostrarlo), i giallorossi hanno subito brusche frenate sul loro percorso che inevitabilmente generano dubbi sulle ambizioni di una squadra talentuosa ma fumantina e, contro le big, spesso in balia degli avversari. Dopo le batoste contro Atalanta (4-1) e Napoli (4-0), ne arriva un’altra nella sfida più importante: se tre indizi fanno una prova, a Trigoria devono iniziare a scattare gli allarmi.

Luis Alberto, Immobile, Lazzari: Inzaghi trascinato dagli uomini chiave

C’è una teoria nel mondo del calcio, che trova tanti sostenitori, secondo cui una squadra ambiziosa debba necessariamente basarsi su una spina dorsale forte e affidabile che parta dal portiere e arrivi all'attaccante. Quella della Lazio è di totale affidamento ed è stata uno dei segreti del trionfo nel derby: Reina è stato attento quando chiamato in causa, Acerbi perfetto, Luis Alberto letale e Immobile sempre ispirato. Se a loro si aggiungono il solito dominante Milinkovic-Savic e lo scatenato Lazzari sulla destra, il migliore in campo, tutti i nodi vengono al pettine: con gli uomini chiave tutti al 100% e in grado di fornire contemporaneamente prestazioni di questo tipo, Inzaghi può sognare in grande. Il classico esempio del collettivo che esalta il singolo e del singolo che esalta il collettivo: contro la Roma tutto ha funzionato alla grande.

Fonseca: "Non è mai bello giocare senza pubblico"

Roma, la difesa è un problema

Abbiamo già detto delle batoste subite dalla Roma contro Napoli, Atalanta e, appunto, Lazio: 11 gol in tre partite. A cui si aggiungono i tre contro il Milan, i due contro l’Inter, i due dal Cagliari, i due dal Benevento: le reti incassate sono 26 in 17 partite (le partite giocate sono 18 e gol subiti “ufficialmente” sono 29, ma conta il 3-0 a tavolino nella prima giornata contro il Verona). I giallorossi sono la squadra che ha subito più gol tra le prime sette della classifica e contro la Lazio hanno rischiato anche di subire un passivo più pesante, con Pau Lopez protagonista in positivo nonostante i tre palloni che si è visto passare alle spalle ed entrare in porta: Fonseca deve al più presto trovare un equilibrio diverso.

Pubblico, quanto manchi

Ci si sta tristemente abituando all’assenza di pubblico: ormai sembra quasi la normalità. Quasi, appunto: partite come il derby di Roma in un Olimpico vuoto ci ricordano che no, di normale non c’è niente. E che il pubblico allo stadio è una componente necessaria per aumentare i battiti e trasmettere ancora più emozioni di quelle che lo sport riesce a dare. Il derby è sempre il derby, il calcio è sempre il calcio e lo sport ci incanta comunque. Ma un po’ di tristezza è lecita e condivisibile: Lazio-Roma ce l’ha ricordato, nonostante ormai sembri tutto normale.
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