Condannato ad un anno. E’ arrivata in mattinata la sentenza nel processo che vedeva come unico indagato per la morte di Davide Astori il professor Giorgio Galanti, l’ex direttore di Medicina Sportiva dell’ospedale fiorentino di Careggi che nel luglio del 2017 effettuò la visita per l’abilitazione agonistica dell'ex capitano viola. La richiesta del pm era stata di 18 mesi. A Galanti, direttore sanitario del Centro di medicina dello sport dell'Azienda ospedaliero universitaria di Careggi, veniva contestato il rilascio di due certificati di idoneità per Davide Astori - datati 2016 e 2017 - che sarebbero stati emessi anche se nelle prove da sforzo erano state rilevate delle aritmie.

Presenti in aula sia la compagna di Astori, che l'avvocato della Fiorentina

Presente in aula la compagna di Davide Astori Francesca Fioretti, così come l'avvocato della Fiorentina Nino D'Avirro ("Abbiamo seguito tutto nel rispetto della figura di Astori. Ma la Fiorentina non è stata parte in questo processo, la società si limita a prendere atto della decisione del giudice” il suo commento rilasciato a Gazzetta,it) mentre era assente l’imputato, rappresentato dall'avvocato Sigfrido Fenyes, che ha espresso stupore per la condanna di colpevolezza: "E’ stata emessa questa sentenza di affermazione penale di responsabilità. Debbo dire che dalle risultanze processuali, compresa la super perizia voluta dal gup, l’esito a nostro avviso doveva essere diverso. Quindi attendiamo con ansia di leggere le motivazioni della sentenza per capire il percorso del giudice e poi per impugnarla. La giustizia ha tre gradi di giudizio, ci rivolgeremo al giudice d’appello. Ho comunicato al mio assistito telefonicamente la sentenza, è rimasto sconcertato".
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Davide Astori

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La vicenda

Dopo la morte del calciatore, tre anni fa, a seguito dall'autopsia, venne ipotizzata una responsabilità medica in ordine alle visite medico-sportive effettuate dal professionista. I pm toscani affidarono una consulenza a Domenico Corrado (specialista di Padova) e, sulla base di quel parere, iscrissero sul registro degli indagati l'ultimo medico che aveva firmato l'idoneità di Astori: Giorgio Galanti.
Secondo i consulenti della procura i risultati delle prove sotto sforzo a cui era stato sottoposto Astori sette mesi prima della sua morte avrebbero dovuto suggerire ulteriori accertamenti, che avrebbero potuto far scoprire la cardiomiopatia aritmogena di cui Astori soffriva. Ma dopo la consulenza di Padova, la difesa del professor Galanti ha ribaltato le conclusioni dell'accusa. Per questo motivo, il giudice ha disposto una terza perizia nel corso del procedimento con il rito abbreviato a cui ha deciso di aderire l'imputato, accusato di omicidio colposo.

A firmare la terza perizia il professor Gaita e il dottor Bruno

"L'holter Ecg indicato all'interno delle linee guida cocis non è stato eseguito. Avrebbe potuto, ma non con alta probabilità (vista la variabilità delle aritmie) identificare aritmie maggiori che, se documentate, avrebbero indirizzato ad ulteriori indagini di terzo livello".
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