Altra clamorosa svolta sulla panchina del Napoli: si registra infatti una fumata nera per Sergio Conceiçao, che sembrava sul punto di prendere il posto di Gennaro Gattuso. Come scrive il Corriere dello Sport, le distanze tra la proposta del club partenopeo e le richieste del 46enne tecnico portoghese sarebbero diventate incolmabili. Il dietrofront, a questo punto, appare definitivo. Lo scenario, secondo quanto precisato dal quotidiano romano, sarebbe improvvisamente cambiato nel corso della notte.
De Laurentiis, a fronte delle divergenze dal punto di vista contrattuale, avrebbe infatti deciso di prendersi una pausa di riflessione preparando così un nuovo e imminente cambio di rotta. Sul tavolo rimangono valide le opzioni che portano a Christophe Galtier (il tecnico del Lille neo campione di Francia), Luciano Spalletti e Simone Inzaghi (il cui rinnovo con la Lazio sembra in salita).
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Il cammino di Conceiçao con il Porto

Nei suoi 4 anni sulla panchina del Porto, dal 2017 a oggi, Conceiçao ha messo in bacheca due titoli nazionali, una Coppa e due Supercoppe del Portogallo. Il campionato vinto nel 2017-18, in particolare, ha interrotto un dominio del Benfica che durava da 4 stagioni. Quest'anno in Champions League si è tolto la soddisfazione di eliminare la Juventus agli ottavi di finale (contro tutti i pronostici) e di andare a vincere in casa del Chelsea nel quarto di finale di ritorno.

Sergio Conceiçao sulla panchina del Porto - Stagione 2020-21

Credit Foto Getty Images

Da Militao a Sergio Oliveira: i giocatori valorizzati

Il lavoro di Conceiçao è apprezzato al Porto non solo per i risultati ottenuti sul campo, ma anche per i benefici portati alle casse societarie. Bottega tradizionalmente molto cara, il club lusitano negli ultimi anni ha infatti valorizzato non pochi giocatori grazie al lavoro del tecnico. Eder Militao, ad esempio, venduto per 50 milioni di euro al Real Madrid nell'estate 2019 dopo una stagione di alto livello. O Sergio Oliveira, l'uomo di fiducia di Conceiçao che l'ha avuto con sé prima al Nantes nel 2016-17 e poi al Porto e che, proprio grazie al lavoro dell'allenatore, è diventato un centrocampista completo e di livello. Senza contare i vari Luis Diaz, Jesus Corona, Otavio e persino Pepe, rivitalizzato a 38 anni. Un allenatore ancora giovane, insomma, in grado di allestire rose competitive senza chiedere sforzi titanici sul mercato. Un profilo che sembrava calzare a pennello per il Napoli della gestione De Laurentiis: ma improvvisamente è arrivata la fumata nera.

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