Una settimana per ricaricare le pile e godersi il ritorno a casa: nell’elite del calcio europeo, in quella Champions League che per decenni è stata il giardino di casa per il Milan ma che nelle ultime sette stagioni era diventata una terra promessa. Stefano Pioli e i suoi ragazzi, con la vittoria pesantissima nell’ultima giornata a Bergamo, hanno però rimesso il Milan in Coppa Campioni e il tecnico in un’intervista a La Repubblica non nasconde la propria soddisfazione per questo traguardo.
"Sarà la mia prima Champions. È una crescita continua: la passione mi permette di essere curioso, voglioso di migliorare. Mi sento completo. Ma ho voglia di cimentarmi contro i più grandi allenatori. Mi sento fortunato a lavorare in questo club e con questo gruppo. Mi sarebbe piaciuto ripercorrere il Giro del mio idolo Bugno, in rosa dalla prima all'ultima tappa. Ma il calo era normale. Non abbiamo mai avuto dubbi sui principi di gioco, lavorando sui particolari. Prima dell'Atalanta ho chiesto ai ragazzi: volete ancora giocare col Rio Ave o è ora di Bayern, City e PSG? Trovo un po’ strano che i vicecampioni di Serie A siano relegati in quarta fascia. Ma vogliamo crescere: affrontare le più forti aiuta, dovrà essere l'anno della nostra conferma".

"Rinnovo contratto non è priorità, voglio giocatori intelligenti e capacità di accelerare"

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"Rinnovo del mio contratto? Non è la priorità, con Maldini e Massara si parlerà soprattutto di come migliorare la squadra in vista della Champions League. Qualunque sarà il budget, il nome Milan continua a essere un richiamo. L'importante è avere costruito una base di 10-12 giocatori da squadra di vertice, come Theo Hernandez, Tomori, Kjaer, Kessié, Calabria, Calhanoglu, Ibrahimovic. Ora dobbiamo migliorare il gruppo: la conferma è la cosa più difficile. Nomi maturi o linea giovane? Se nei 5 campionati principali siamo la squadra più giovane tra le prime, è perché abbiamo dimostrato maturità. Che non è questione di età, ma di atteggiamento. Nel calcio moderno servono giocatori con due doti: intelligenza e capacità di accelerare. Prima il Milan era monopasso, oggi bisogna reggere l'uno contro uno a campo aperto”.

Pioli, Kessié - Cagliari-Milan - Serie A 2020/2021 - Getty Images

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"Donnarumma esemplare, rigori ne meritavamo anche di più"

L’addio di Donnarumma. Professionista esemplare, concentrato sul campo. Poi una trattativa può funzionare oppure no. Ci siamo sentiti e ringraziati a vicenda, è un rapporto sincero. Gli ho fatto gli auguri per l'Europeo. Le accuse per i 20 rigori a favore? Non mi toccano: ne avremmo meritati di più. Il Var torni alle origini: intervento in caso di errore evidente dell'arbitro. E poi basta fidarsi del fermo immagine: sullo slancio, un contatto in foto lo vedi sempre, ma il calcio non è mica statico. Mi permetto anche un consiglio al designatore Rizzoli, che stimo: coppie fisse arbitro-Var, che si alternino nei due ruoli per affinare uno stesso modo di arbitrare. Oggi cambiano di continuo: spesso si nota scarsa simbiosi”.

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"Ibra, la Superlega, lo Scudetto vi dico tutto..."

Perché Zlatan ha giocato solo metà delle gare? Mi dispiace per gli infortuni di Mandzukic, scelto per alternarsi con lui senza che calasse il livello. Zlatan non potrà giocarle tutte. Sa quando forzare: il rapporto è sincero. La Champions è meno pesante dell'Europa League il giovedì. Ma ci vuole il quarto attaccante. La Superlega? La meritocrazia è alla base dello sport, però Uefa e Fifa devono chiedersi perché club così importanti hanno pensato alla scissione. Significa che il sistema ha fallito. Barcellona, Real Madrid e Juventus rischiano la Champions? A me sembra inevitabile un tavolo tra le componenti del calcio europeo, per sviluppare il prodotto: servono confronti e cambiamenti. Il Milan deve tornare sul tetto d'Europa. Si dice che le italiane non abbiano ritmo e intensità, ma noi in Europa non siamo mai andati in difficoltà. Però da qui a pensare di potersela giocare con Chelsea, Bayern, City, c'è un percorso di crescita, fatto di anni in Champions. Scudetto più vicino? Un passo per volta. L'Inter ci ha messo anni e investimenti, la Juventus sarà di nuovo tra le favorite.Noi non dobbiamo perdere determinazione ed entusiasmo. La nostra proprietà ci sostiene e ci tutela. La differenza di rendimento tra casa e trasferta? Non siamo mai mancati nel controllo del gioco, ma in casa abbiamo dati molto negativi nell'uno contro uno offensivo: non abbiamo tanti giocatori che saltano l'avversario”.

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