Impulsivo, disordinato, urlante e casinista: l'Antonio Cassano descritto nella serie TV targata Sky dedicata a Francesco Totti non è proprio andato giù al diretto interessato, che si è sfogato nell'ultima puntata di BoboTV.
"La convivenza in casa? Io ringrazierò per sempre il padre e la madre di Francesco perché mi hanno trattato sempre come un figlio. Ma l’invadenza che è stata fatta passare non c’è mai stata. Il film è bello perché l’hanno fatto su un mio amico. Però mi hanno fatto passare in modo non bello che non mi è piaciuto. Quando avevo 19-20 anni, Bobo mi aveva invitato a Milano e io non mi sono mai azzardato a bere un bicchiere d’acqua senza chiedere. Io poi sono esuberante, sono un pazzo scatenato e faccio quello che mi pare, però rispetto la gente che mi ospita e gli amici. Mi hanno fatto passare come quello che urlava, faceva casino, mangiava quello e quell’altro. Dopo che Francesco mi ha lanciato nella Roma e a Roma, mi ha lasciato camminare. Sai come mi soprannominava? Il metronotte".
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