"Io non lavoro per convincere le persone, ma per far vincere la Roma, questo è importante. Poi è normale: quando si vince abbiamo più persone dalla nostra parte e quando si perde di più contro. Io lo capisco bene questo, succede con tutti gli allenatori". Così Paulo Fonseca, in conferenza stampa alla vigilia della trasferta sul campo del Torino, commenta le voci secondo le quali potrebbe non essere più l'allenatore della Roma a fine stagione. Il tecnico portoghese difende il suo lavoro: "Questa è una stagione particolare, posso fare molti esempi di squadre che hanno difficoltà in campionato e questo vale per tutte le squadre che vanno avanti in Europa. Si gioca ogni tre giorni e ci sono meno giocatori disponibili".

Sull'atteggiamento visto con l'Ajax

"Per ogni partita abbiamo una strategia. In quasi tutta la stagione si è detto che la Roma è stata una delle squadre che giocava meglio, in modo più offensivo. Stavolta abbiamo avuto una strategia diversa, contro una grande squadra come l'Ajax, specialmente nella gara di ritorno. Abbiamo la nostra identità, non è questo che caratterizza la nostra squadra, ma quando c'è bisogno di fare una strategia diversa non c'è problema. Ma non cambiamo la nostra identità, vogliamo tornare a essere la squadra offensiva già dal match con il Torino".
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Sulle condizioni di Smalling e Pastore

"Stiamo valutando tutti i giorni la situazione di Smalling, ha iniziato a lavorare in campo e quando avrà fiducia per tornare, ritornerà. Ma penso che stia molto meglio. Pastore titolare? Bisogna aspettare per saperlo".

Fonseca: "Crediamo nella finale. Mio futuro? Conta la Roma"

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