Roma-Inter, match della 17a giornata della Serie A 2020-2021 andato in scena allo stadio Olimpico di Roma si è concluso col punteggio di 2-2. L'Inter di Antonio Conte in virtù di questo risultato è costretto a vedere i cugini del Milan allungare a +3, mentre la Roma di mister Paulo Fonseca sale a quota 34 punti. Di seguito le cinque verità che ci ha lasciato la sfida tra giallorossi e nerazzurri.

1) Inter e Roma, problema comune: la difesa. Ma c'è differenza

Serie A
Roma-Inter, pagelle: Hakimi e Villar top, male Conte
10/01/2021 A 13:53

Ancora una volta, l’Inter deve leccarsi le ferite a causa dei troppi gol subiti, aspetto che sta tarpando le ali a una formazione che ha l’obiettivo dichiarato di vincere lo scudetto. Anche Fonseca deve registrare diversi problemi dietro: 26 reti incassate sono oggettivamente troppe, per una squadra ambiziosa come la Roma. Due gol subiti da Inter e Juve, tre dal Milan, quattro dal Napoli e dall’Atalanta: soprattutto nei big match, i giallorossi sono troppo vulnerabili. La fase difensiva è dunque un punto debole in comune tra la seconda e la terza forza del nostro campionato, ma i motivi di questa fragilità vanno cercati in motivazioni diverse. La Roma subisce tanto, con un problema che sembra strutturale: contro l’Inter è servito un super Pau Lopez per restare in partita. I nerazzurri subiscono meno, ma spesso vengono puniti alle prime occasioni: Handanovic, in questo senso, sta diventando sempre più un'incognita. Lo sloveno è stato decisivo solo contro il Napoli, ma sono più le volte in cui rimane fermo guardando il pallone entrare rispetto agli interventi decisivi. Contro i giallorossi è successo in entrambi i gol, scatenando l’ironia (o la rabbia) sui social.

2) Inter devastante, ma solo a tratti

Nei primi venti minuti del secondo tempo, con il risultato ribaltato da 1-0 per la Roma a 1-2 con Skriniar e Hakimi, l’Inter ha messo in mostra tutto il suo potenziale. Spinta costante, intensità, voglia di chiudere gli avversari nella loro trequarti: quella uscita dagli spogliatori era una squadra potenzialmente devastante, con la garra della passata stagione unita a molta più qualità. Il problema di questo inizio di stagione è che i nerazzurri usano la propria forza solamente a tratti e spesso dopo essere andati sotto nel punteggio, mettendo a rischio la possibilità di portare a casa il bottino pieno: con il Torino (4-2 in rimonta) è andata bene, contro la Sampdoria no, all’Olimpico è arrivato un solo punto. Sembra quasi che la formazione di Conte debba trovarsi spalle al muro per sguinzagliarsi ed esprimersi ai massimi livelli: anche contro i giallorossi, l’Inter ha praticamente regalato un tempo agli avversari.

Antonio Conte - Inter - Serie A 2020-2021

Credit Foto Getty Images

3) Conte e il problema dei cambi

Nell’analizzare il 2-2 tra Roma e Inter non si può non fare riferimento ai cambi di Conte: qualche sostituzione del tecnico ha fatto storcere il naso. L’ingresso di Perisic al posto di Lautaro ha abbassato la squadra, Kolarov per Hakimi è un cambio poco spiegabile, considerando che il marocchino aveva appena detto all’allenatore di avere ancora energie e che il serbo non vedeva il campo dal 31 ottobre, se non per una manciata di minuti nel finale nel 6-2 contro il Crotone. Il risultato è stato un abbassamento repentino del baricentro, con la conseguenza che la Roma ha potuto riversarsi in massa nella trequarti avversaria: il gol del pareggio di Mancini, in questo senso, è emblematico. E anche dopo il 2-2 sono stati i giallorossi a spingere per cercare i tre punti, l’Inter non aveva più la fisionomia per sperare di trovare il terzo gol.

Conte: "Cambi? Volevo mettere fisicità"

4) La Roma c’è: ora serve l'ultimo step

Fonseca deve rimandare la prima vittoria in uno scontro diretto in questo campionato. L’occasione si ripresenterà venerdì, nella sfida più importante per i tifosi contro la Lazio. Quello contro l’Inter è stato il terzo pareggio contro una big dopo quelli contro Milan e Juve, mentre contro Napoli e Atalanta sono arrivate due batoste. I giallorossi devono compiere questo step per ambire a traguardi importanti, ma contro i nerazzurri hanno dimostrato di essere una squadra ostica e che sta bene di testa: dopo il 2-1 e con gli avversari ancora in spinta, era complicato ripartire. Gli uomini di Fonseca hanno saputo soffrire e hanno reagito alla grandissima, legittimando il pareggio con un finale arrembante e spingendo anche dopo il gol di Mancini.

L'esultanza di Hakimi e Lautaro Martinez - Roma-Inter Serie A 2020-21

Credit Foto Getty Images

5) Villar e Hakimi, i terribili del ’98 che fanno sognare Roma e Inter

In due formazioni ricche di veterani in tutti i reparti, si stanno facendo sempre più strada due talenti che sono ormai imprescindibili per Fonseca e Conte: Villar e Hakimi, accomunati dalla carta d’identità (entrambi classe ’98). Anche contro l’Inter lo spagnolo si è imposto e ha messo in mostra tutto il suo talento, regalando a Mancini il pallone del 2-2: sempre titolare nelle ultime quattro, con dieci punti conquistati dalla Roma. In campo solo nel finale nella disfatta contro l’Atalanta: sarà un caso? Su Hakimi c’è poco da dire, i numeri parlano chiaro: sei gol e quattro assist in 17 presenze in Serie sono un bottino ricchissimo. In una rosa con pochi solisti in grado di puntare e saltare l’uomo, il marocchino sta diventando sempre più un imprescindibile: una freccia devastante nell’arco di Conte. Con Villar e Hakimi, Roma e Inter hanno trovato due gemme per il futuro ma già splendenti nel presente.

Fonseca: "Villar? Mi piace perché gioca con coraggio"

Serie A
La Roma acciuffa l’Inter con Mancini: 2-2, il Milan allunga
10/01/2021 A 13:27
Serie A
Pirlo vs Conte, questa volta è davvero allievo contro maestro
8 ORE FA