Totti non è romano. È di Roma. Come il Colosseo, il Circo Massimo e la pajata. Arriva questo al cuore dopo aver visto ‘Mi chiamo Francesco Totti’, il documentario sulla vita del Capitano giallorosso diretto da Alex Infascelli e prodotto da The Apartment e Wildside.
Aveva avuto un impatto già clamoroso nella sua uscita al cinema, dal 19 al 21 ottobre: nel momento storico più difficile dell’industria cinematografica a causa del coronavirus, la pellicola ha incassato 600mila euro in tre giorni, scatenando le richieste degli esercenti che avevano addirittura ottenuto la permanenza in programmazione. La chiusura delle sale, a causa della stretta per arginare la pandemia, ha fermato l’ascesa del Pupone sul grande schermo, così Amazon Prime e Sky Italia hanno rilasciato on demand il documentario sulle proprie piattaforme a partire dal 16 novembre.
Serie A
Napoli-Atalanta 2-3, 5 verità: Gasp e Dea da sogno, Mertens magnifico
UN GIORNO FA
Se ci pensiamo, a un calciatore italiano non era mai stata dedicata un’opera filmica eppure gli spunti non mancano di certo. Con Totti poi l’impresa non è semplice, lui è il campione che ha fatto strada senza spostarsi da casa. Nessuna parabola, nessuna rinascita per l'uomo che ha fatto della città eterna il quartiere di tutti e il centro del mondo allo stesso tempo.
Per questo il film trova la sua essenza raccontando Totti attraverso Roma e Roma attraverso Totti, come se fosse stato aggiunto un capitolo al mito della fondazione di Romolo e Remo, come se Francesco fosse il capostipite moderno di un popolo...più dei vari Sordi e Proietti, totem della romanità in Italia e nel mondo.
Non vi aspettate immagini inedite – non sono molte, solo alcune clip di momenti intimi in famiglia – oppure scoop sulla sua carriera o vita privata, non troverete tutto questo. Il 10 giallorosso racconta in prima persona ogni singolo frammento video, in alcuni casi chiedendo di ‘tornare indietro’ per analizzare un particolare – come alcune sue azioni ai tempi dei pulcini della Roma – oppure per sottolineare la presenza di Vito Scala in tutti i momenti decisivi della sua carriera, quella è una delle parti più belle di tutto il documentario. Totti ci apre l’album dei ricordi della sua vita o, per essere al passo dei tempi, scorre la sua timeline di Instagram ad alta voce.

LA RISERVATEZZA DEL CAPITANO

“Ci sarà mai un giorno nella vita mia in cui nessuno me ferma e non firmo manco n’autografo? Prima che moro una volta potrò mai uscire senza che nessuno me dice niente? Secondo me no…”
C’è un solo momento di intimità in tutto il film: gli istanti che precedono il suo ingresso all’Olimpico per l’ultimo saluto ai suoi tifosi di quell’indimenticabile 28 maggio 2017. Siamo nella pancia dello stadio, ma anche un po’ nella sua. Baglioni canta ‘Solo’ in sottofondo non a caso.
Quel momento il Campione del Mondo lo ricerca nel corso di tutto lo svolgimento della storia, quella riservatezza che tante volte ha invidiato alle persone comuni a discapito di una esposizione stratosferica, nella sua città in particolare, che ha impedito a lui e alla sua famiglia di vivere Roma e la normalità dal momento in cui è diventato la bandiera dei capitolini.
https://i.eurosport.com/2016/03/09/1811451.jpg

L’ENNESIMO ROUND CON SPALLETTI

"È stata una cattiveria. Mi hanno cacciato da Trigoria, da casa mia".
Ha commentato così l’episodio dello ‘scandalo’, ovvero la mancata convocazione prima del match contro il Palermo. C’è una parte corposa dedicata al litigio con Spalletti, che ha scandito gli ultimi ricordi del capitano con la sua amata maglia. Il rancore è quasi tangibile, nelle immagini, nelle parole per quegli scampoli di partita concessi. I gol allo scadere contro Atalanta e Torino che tolgono le castagne dal fuoco al tecnico toscano e la vicinanza di Ilary hanno tenuto la fiammella della passione ancora accesa per arrivare ad un finale più dignitoso possibile, all’altezza della storia di Francesco.
Adesso dopo il libro e il film tocca alla serie tv, prodotto originale Sky che vedrà la luce nel 2021. La trilogia sta per chiudersi, però nonostante siano passati tre anni in molti si sono emozionati ancora. Questa è cosa delle grandi storie che troveranno sempre casa nei cuori rubati da dimostrazioni d’amore vero, le ultime di questo mondo.

Serie A
Spalletti: "Non sopporto la squalifica, ma pagherò una multa alla squadra"
03/12/2021 A 14:12
Serie A
Spalletti squalificato per due giornate: salta Atalanta e Empoli
02/12/2021 A 12:20