"Una persona che sa cos'è il coraggio", così Zlatan Ibrahimovic ha voluto presentare l'amico Sinisa Mihajlovic. Sul palco dell'Ariston è come se i due si conoscessero da una vita, fossero al bar davanti a una birra e ricordassero i bei tempi passati. Amadeus incalza, loro rispondono alle provocazioni in una sfida all'ultima battuta. "Sembro James Bond", esordisce l'allenatore del Bologna una volta scese le scale più temute d'Italia, poi l'aneddoto sulla nascita della loro "amicizia":
"La nostra amicizia è iniziata con una testata" ha detto Mihajlovic, "Era Juventus-Inter, com'era finita? Non mi ricordo... (2005, Juve-Inter 0-1 ndr.) Sono caduto nella provocazione di Sinisa", ha poi completato Ibrahimovic, ricordando come dopo l'episodio lo svedese avesse rimediato anche una squalifica. "Era talmente arrabbiato che una volta per terra mi ha dato una testata ed è stato squalificato" ha - poi - completato un sorridente Sinisa Mihajlovic.
Le strade dei due, qualche anno dopo, si sarebbero incrociate nuovamente, questa volta con entrambi addosso i colori nerazzurri: "Quando sono andato all'inter c'erano Branca e Mancini, io chiedevo come fosse Sinisa da allenatore. Si vedeva che era pronto per fare il primo allenatore" ha dichiarato lo svedese, confidando - poi - ciò che lui invidia maggiormente all'amico Sinisa: "Lui tira punizioni come gli altri tirano i rigori". La risposta del tecnico del Bologna arriva senza mezzi termini:
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"Sinisa uno dei più forti contro cui ho giocato, poi Maldini e Chiellini. Mi stimola tanto", ha poi proseguito Zlatan Ibrahimovic rispondendo alle domande di Amdeus, "Uno non basta per marcare Zlatan, forse neanche due..." ha, infine risposto Mihajlovic.

Mihajlovic e Ibrahimovic sul palco di Sanremo 2021

Credit Foto Getty Images

Sulla malattia di Sinisa

"È stata una malattia perfida arrivata all'improvviso. Non avrei mai pensato mi potesse accadere una roba del genere. Per due o tre giorni ho subito il colpo, poi ho tirato fuori tutta l'energia positiva e una volta entrato in ospedale sapevo che avrei vinto contro questa malattia. E ci sono riuscito". Ed è qui che, poi, è venuta fuori tutta l'umanita e la fragilità di Zlatan Ibrahimovic...
"Quando ho sentito la notizia di Sinisa, non avevo la forza di chiamarlo. Dopo qualche giorno l'ho chiamato e non riuscivo a parlare, era lui che al telefono dava forza a me: "Tutto andrà bene", mi diceva, mi dava speranza. Normalmente sono io che do qualcosa agli altri, questa volta è stato lui. Gli ho detto che lo avrei aiutato in tutti i modi, lui mi ha detto che gli serviva un attaccante in grado di fare gol...gli ho detto che se ne poteva parlare". Capitolo Bologna chiuso da Sinisa così: "Lui sarebbe venuto volentieri, ma capisco la sua scelta. Per la città di Bologna sarebbe un peccato avere Zlatan in campo senza pubblico, alla fine meglio così".

Sinisa e Zlatan in "Io vagabondo"

"Io sono ospite, decido io. Mi piacerebbe cantare "Io vagabondo", una canzone che accomuna anche noi due...", così Sinisa Mihajlovic ha annunciato la sua - già nota - volontà di esibirsi sul palco dell'Arsiton. E così è stato, con l'aiuto del solito Fiorello e dello stesso Amadeus che hanno accompagnato i due campioni in una performance da ricordare. Sorrisi, risate e qualche stonatura, ma poco importa. Con l'arrivo del ritornello esplode tutta la passione di Sinisa, un uomo con una voglia immensa di urlare al mondo la sua vittoria più grande.

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