Sulla Continassa si staglia sempre più l'ombra di Massimiliano Allegri. Il ritorno a Torino dell'allenatore livornese, esonerato da Andrea Agnelli nell'estate del 2019 e poi sostituito da Maurizio Sarri, sarebbe la più classica delle minestre riscaldate, un'espressione che di tanto in tanto fa capolino anche nel mondo del calcio. Mentre il tifo bianconero si divide tra chi è favorevole ad un Allegri-bis, chi darebbe un'altra chance ad Andrea Pirlo e chi vuole guardare avanti, diamo un'occhiata alle "seconde avventure" più famose sulle panchine italiane.

Juve, l'eccezione che conferma la regola

Raramente il ritorno di fiamma dà gli effetti sperati. In casa Juve, però, ci sono ben tre esempi positivi: il Lippi-bis del 2001-04 in cui arrivano due Scudetti, il Trapattoni-bis del 1991-94 in cui la Vecchia Signora conquista la Coppa Uefa e il Parola-bis del 1974. Il tecnico torinese, famoso per la rovesciata iconica dell'album Panini, dopo aver accettato la proposta di Boniperti riconquista la Serie A, ben 16 anni dopo il primo trionfo.
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Fabio Capello e Silvio Berlusconi a Milanello nel 1997

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Milan, ritorni fallimentari

Molto meno bene è andata al Milan: nel secondo matrimonio con due pezzi da novanta come Fabio Capello e Arrigo Sacchi ha racimolato solo flop. Dopo il ciclo di successi 1991-96, Galliani e Berlusconi richiamano Don Fabio dopo una stagione da incubo, la 1997-98, inaugurata da Oscar Tabarez e proseguita in maniera altrettanto disastrosa dallo stesso Sacchi. Morale? Finale di Coppa Italia persa contro la Lazio, decimo posto in campionato e niente coppe europee.

Sampdoria Boskov

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Gli altri flop

Stesso destino, con il denominatore comune del fallimento, è toccato al Zeman-bis del 2012-13 (nessun trofeo con la Roma come, del resto, alla fine degli anni Novanta), al Bianchi-bis del 1992/93 (dopo aver portato il Napoli di Maradona al double del 1986-87 - Scudetto e Coppa Italia - e alla Coppa Uefa 1988-89 in quattro anni storici per il club di Ferlaino, tornerà sulla panchina del San Paolo sfiorando solo la qualificazione in Uefa) e al Boskov-bis del 1997-98 (dopo lo Scudetto con la Sampdoria di Vialli-Mancini nel 1990/91, condito da due Coppe Italia, una Coppa delle Coppe e la finale di Coppa dei Campioni persa contro il Barcellona, torna a Genova con un anonimo nono posto).

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