Non si vede in panchina ormai da due anni, ma anche in tv non si era fatto sentire nell'ultimo periodo. Massimiliano Allegri è tornato e, ospite di Sky Calcio Club, nel suo solito stile, ha toccato vari argomenti con particolare attenzione alla rottura con la Juventus al termine della stagione 2018-2019. Ma non solo, ha parlato del famoso accordo con il Real Madrid, del suo futuro, del debutto di Pirlo e della Juventus di Champions.

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Galeone: “Allegri ha rifiutato Real, PSG, Chelsea e Arsenal”
10/03/2021 ALLE 08:12

Quando torni in panchina?

Non so ancora niente. Mi fa piacere essere qui per fare una chiacchierata. È un po’ che non chiacchiero. Ho visto poche partite, quando non alleno ne vedo poche, non mi diverto. Ora ne ho viste per cercare di capire le sostituzioni, ma non ne indovinavo una

"Il calcio italiano si deve rimboccare le maniche"

Ho visto Tottenham-Bayern l’anno scorso e il Bayern mi fece una buona impressione. Ho fatto delle riflessioni, penso che per il calcio italiano dobbiamo rimboccarci tutte le maniche. Credo che le eliminazioni delle italiane debbano farci riflettere. Spesso si parlava di me in contrapposizione ai ‘giochisti’. Io sono cresciuto con allenatori vecchio stile e credo che non sia tutto da buttare né questo né quello. Il calcio è roba seria, serve equilibrio. Bisogna mettere al centro di nuovo il giocatore e lavorarci. La tattica serve, ma poi in Europa affronti giocatori che passano la palla a 100 all’ora. Dobbiamo farci delle domande, riprendere a lavorare sui settori giovanili e sulla tecnica individuale. A me dispiace dirlo, ma i giocatori sono diventati uno strumento per dimostrare che gli allenatori sono bravi. Io sono stato innamorato perso dei miei giocatori, ieri ho visto con mio figlio un servizio su Ronaldinho e mi sono emozionato. Non si può mettere al centro la tattica se non hai i giocatori giusti

I giocatori di Porto e Borussia sono più bravi di Inter e Juve?

Non so se hanno giocatori più bravi di Juve e Inter, ma bisogna fare un passo indietro e tornare a lavorare dall’ABC. Chi è che non fa la costruzione dal basso? La Juventus è stata sfortunata, forse avrebbe anche meritato di passare, ma io ne faccio un discorso globale. I giocatori bravi tecnicamente è un piacere vederli e bisogna curare questo aspetto soprattutto nelle giovanili. Bisogna avere dieci giocatori che si passano bene la palla, se no diventa un problema

È questo che ha portato la divisione tra te e la Juve?

Io alla Juventus sono stato cinque anni benissimo, la chiusura è arrivata in modo naturale. Mi dispiace che la Juventus abbia perso, ma dobbiamo dare meriti al Benevento. Non guardiamo sempre le cose negative, il Benevento oggi ha fatto una partita per cui ha meritato di vincere, ha preparato bene la gara. Parliamo anche di chi fa le cose per bene e non solo di chi le fa male

Cosa ti ha detto Andrea Agnelli?

C’è stata una diversità di vedute. Alla Juventus devi vincere. Se sapevo di Sarri? No, assolutamente. Non ce ne siamo nemmeno resi conto, è stata una chiusura naturale. La scelta è stata del Presidente ovviamente, ma con lui sono rimasto in ottimi rapporti. Cono stati cinque anni fantastici e irripetibili, c’era tanta positività, sono state fatte delle scelte di mercato importanti

Difficile rimanere dopo tanti anni? Torneresti alla Juve?

Credo di sì e anche per questo credo che sia arrivata la decisione di Paratici e Nedved di cambiarmi. Avevamo fatto tanti punti, vinto lo Scudetto in 30 giornate, poi è arrivata la chiusura naturale dopo la sconfitta contro l’Ajax. Sono molto legato alla Juventus, a livello personale mi lego molto, sono rimasto legato anche al Milan e al Cagliari. Sono uno passionale Torneresti alla Juve? Ora è impossibile dirlo, poi c’è Andrea Pirlo che secondo me sta facendo bene

Come è stata la stagione di Pirlo fin qui?

Come si fa a spiegare come si fa l’allenatore? Ci sono due allenatori: quello dal lunedì al sabato che fa un mestiere, la domenica poi ne fai un altro, sono tante situazioni, imprevisti. Che ne sai se dopo 5 minuti ti buttano fuori uno? Sono cose che non ci sono mica scritte sui libri. Per questo io mi battevo e mi batto ancora sul fatto che la gestione delle risorse umane è fondamentale. L’allenatore vive di sensazioni, quando sei in campo è un’altra cosa. Secondo me ci sono delle cose come la comunicazione, la gestione delle risorse umane dentro e fuori dal campo, che non sono scritte su nessun libro

Cambia per la gestione con giocatori come Ronaldo?

Cambia sicuramente. Se si cambia di categoria cambiano le cose, altrimenti non esisterebbero le categorie. Io ho avuto Ronaldinho, Ibrahimovic, Ronaldo, Tevez, Chiellini. È sicuramente più facile la gestione. La cosa fondamentale è il rispetto che devi avere di loro e che loro devono avere di te. Ma sicuramente davanti hai delle aziende. I social imperversano, io non sono molto social, ma mi rendo conto che anche questo è cambiato, la tecnologia è andata avanti. Per loro devi essere un punto di riferimento e la gestione, indipendentemente dalla tecnica e dalla tattica, delle risorse umane fa la differenza

"Ho rifiutato il Real Madrid"

L’unica che tre anni fa mi cercò fu il Real Madrid, ma ero ancora in parola con la Juventus. Sicuramente a giugno voglio rientrare. Mi manca godere delle gesta dei miei calciatori, io ho imparato anche molto da loro. Ad esempio contro il Barcellona misi Dani Alves su Neymar, ai giocatori piace fare l’uomo contro uomo, dimostrare di essere più forti dell’altro

Tutti difendono a zona?

Bisogna trovare sempre un equilibrio, per me non c’è un dogma. La partita è sempre diversa, alle tre è una partita, alle tre e mezza è un’altra e così via, altrimenti finirebbero tutte 0-0. Una volta ho sentito l’allenamento di Messina che disse che le grandi sfide si vincono con le grandi difese. La finale contro il Real Madrid noi l’abbiamo persa perché abbiamo difeso peggio di loro

Cosa manca alla Juve per tornare in finale di Champions?

Non so cosa manca. Una cosa che mi ha insegnato Fabio Capello è che vedendo i giocatori dall’esterno forse li avrei mandati via, mentre allenandoli poi è un’altra cosa. Come faccio a dire cosa manca? Io dico che la Juventus ha lavorato bene, è in finale di Coppa Italia, sta lottando per entrare nei primi quattro posti in campionato. Poi non dimentichiamoci che il Covid ha stravolto tutti gli equilibri

Riforma dei campionati e squadre B

Bisogna lavorare di più sui settori giovanili. Forse bisognerebbe fare una riforma dei campionati, c’era la cosa delle squadre B, ma alla fine solo la Juventus l’ha fatta. Dovresti fare dei campionati per far giocare i giovani, ma al momento solo la Juve ha fatto la seconda squadra

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Vorresti partecipare di più alle campagne acquisti?

Soprattutto post Covid io credo che l’allenatore debba avere una visione diversa e lavorare più dentro la società. Sicuramente devi restare più a lungo per poter lavorare e portare le tue idee. Lavorare a lungo vuol dire portare anche valore e quindi vantaggi alla società a livello di introito. Se non si possono prendere la prima o la seconda scelta in un ruolo, si prenderà il terzo

Saresti stato contento della rosa della Juve?

La rosa della Juventus è un’ottima rosa. Io credo che l’Inter vedendola dall’esterno, soprattutto dopo l’uscita dalla Coppa, è una squadra che può giocarsi un quarto di finale o una semifinale di Champions League. Barella e Bastoni sono cresciuti molto. Al momento l’Inter è più consolidata, è già dall’anno scorso che Conte sta facendo un gran lavoro, secondo me ha la possibilità di fare l’anno prossimo una grande Champions. Eriksen? Secondo me Antonio è stato molto bravo ad aspettarlo e a portarlo alla fine a giocare in quel ruolo. In Italia c’è più tattica, sicuramente se lo abbassi di 10 metri mette la palla dove vuole

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