Atalanta-Milan, match della 7a giornata della Serie A 2021-2022 andato in scena al Gewiss Stadium, si è concluso col punteggio di 2-3. A segno Calabria, Tonali, Leao, Zapata e Pasalic. Qui di seguito le 5 verità che ci ha lasciato il posticipo.

1) Milan, messaggio chiaro alle rivali

Questo Milan fa sul serio. Dal Gewiss Stadium arriva un messaggio forte, chiarissimo e che non ha bisogno di essere intepretato: la squadra di Pioli è tra le principali candidate alla vittoria dello scudetto. Perché è un progetto che parte ormai da lontano, perché i singoli stanno crescendo con e grazie al collettivo, perché l'atteggiamento (anche nelle piccole cose) è quello delle grandi squadre. Il Milan tiene il passo del super Napoli di Spalletti e arriva alla sosta al secondo posto, con sei vittorie e un pareggio. Ed essendosi già messa alle spalle le sfide contro Lazio, Juventus e Atalanta.
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2) Atletico già alle spalle: Milan forte (anche) nella testa

Sono bastati una trentina di secondi (tanto ci ha messo il Milan a sbloccare il match) per mettersi alle spalle la beffa contro l'Atletico Madrid. Un episodio come il rigore di Suarez e una partita dispendiosa come quella in inferiorità numerica contro i Colchoneros avrebbero potuto abbattere molti. Ma qualunque dubbio è stato spazzato dalla partenza sprint in casa di una delle rivali principali per le prime posizioni della classifica: voce alta e petto in fuori, con la voglia di riscattarsi subito e senza la depressione per quanto accaduto a San Siro poche ore prima. Il Milan c'è con la testa.

3) Theo Hernandez più centrale: la mossa che ha mandato in tilt la Dea

L'atteggiamento e la testa hanno sicuramente fatto la loro parte, ma non bastano per analizzare a fondo la vittoria del Milan sul campo dell'Atalanta. Tra gli aspetti più interessanti che il match del Gewiss Stadium ci ha regalato c'è sicuramente la posizione di Theo Hernandez, che non ha agito sempre sul binario di sinistra ma spesso in una posizione più centrale, con Leao quasi sulla linea laterale. Un'intuizione di Pioli che ha spaccato letteralmente la difesa atalantina e l'ha colta di sorpresa, come dimostra il fatto che il gol di Calabria a freddo, dopo pochi secondi, è nato proprio da una giocata del francese in mezzo al campo. Chissà che non possa essere una soluzione da utilizzare con più costanza. Ma intanto ha contribuito a portare a Milanello tre punti pesantissimi.

Leão esulta per il gol in Atalanta-Milan - Serie A 2021/2022

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4) Atalanta e Milan le squadre più europee della Serie A

Il match frenentico, elettrizante ed entusiasmanete del Gewiss Stadium ha confermato che Atalanta e Milan sono le due squadre più divertenti ed "europee" del nostro campionato. Intensità, idee chiare, sguardo proiettato sempre in avanti e poco tatticismo, con la prevalenza di duelli individuali (come dimostra il gol di Tonali): Dea e Diavolo si sono colpite a ripetizione, con un atteggiamento estremamente moderno. Lo si sapeva, anche in virtù delle prestazioni di entrambe le squadre in Champions League (al netto dei risultati negativi per i rossoneri). Il faccia a faccia ne è stata la conferma più lampante. Anche se la Dea deve crescere in costanza all'interno dei 90': come già successo troppe volte in questo avvio di stagione, anche contro l'Inter, gli uomini di Gasperini tendono ad andare a fiammate. Per la migliore Atalanta bisogna forse aspettare ancora un po'.

Saelemaekers va di testa a cercare il gol in Atalanta-Milan - Serie A 2021/2022

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5) Dea, quanto pesa l'assenza di Gosens

Gasperini ha costruito la sua spettacolare Atalanta basandosi su un'idea collettiva, su un gioco di fatto indipendente dagli interpreti e sulla capacità di cambiare le pedine senza perdere in efficacia. Ma ci sono giocatori che sono più complicati di altri da sostituire e uno di questi è, ovviamente, Robin Gosens. Il tedesco non ci sarà per un po' di tempo e per il Gasp sarà un problema non di poco conto. Contro il Milan i nerazzurri non sono riusciti a essere incisivi con gli esterni, a eccezione del solo Zappacosta ma a intermittenza nel primo tempo. Con il risultato che l'Atalanta ha attaccato quasi esclusivamente al centro, andando poi a sbattere contro le coppie Tonali-Kessié e Tomori-Kjaer. La Dea deve stringere i denti.

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