"In settimana informo Galliani: mi chiede per tre volte se sto scherzando. Io ho deciso, non ne ho mai fatto una questione di età. In quel momento vedevo negli occhi di Donnarumma lo stesso futuro di Totti. Sabato Berlusconi viene a Milanello e io taglio corto: Presidente, ci sono solo due possibilità. Lei mi esonera e allora gioca Lopez. Lei non mi esonera e allora gioca Donnarumma. Non volevo mancare di rispetto a Berlusconi, ma le scelte finali spettavano a me". ("La partita della vita", Mihajlovic)
È il 25 ottobre del 2015 quando un oggetto non meglio identificato di nome Gianluigi Donnarumma sbarca sul pianeta Serie A. Ha il corpo di un pallanotista ma la faccia di un bambino. La maglietta del Milan gli sta quasi grossa, come se fosse di una taglia sbagliata. Nessuno sa realmente chi sia. Mihajlovic è un uomo che non ha più niente da perdere. In settimana è andato da Berlusconi per un aut-aut di quelli epocali. O ci lanciamo nell'ignoto scegliendo Donnarumma o rimaniamo sul seminato con Diego Lopez. Silvio dice sì e Gianluigi fa il suo esordio in campionato.
Ci sono dei momenti nella vita in cui tutto fila per il verso giusto. Come se ci fosse un disegno dietro. Vai all-in con tutto ciò che ti rimane e ogni casella del puzzle si posiziona nel posto giusto. Succede di rado, ma quando succede... mamma mia che soddisfazione.
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"Ero emozionato e un po' teso, com'è giusto che sia. Era un momento particolare, mi ricordo quando me lo disse Sinisa il giorno prima, avevo voglia di chiamare subito la mia famiglia. È stato fantastico. Mihajlovic mi chiese se avevo paura di giocare, io risposi di no perché ero pronto, mi allenavo bene. Ero molto motivato". (Donnarumma a DAZN)
Quando l'allenatore del Milan - nativo di Vukovar - fa la scelta di "Donnarumma titolare", si prende un rischio che nemmeno "Inter-Cagliari 2 fisso". Al più banale degli errori, anche una scivolata sul rinvio, il teenager potrebbe conoscere le fiamme dell'inferno. Ma come vi abbiamo detto in precedenza, ci sono dei momenti nella vita in cui tutto fila liscio. Quel 25 ottobre del 2015 il Milan vince, Donnarumma subisce solo un gol (da Berardi) e il mondo intero fa la conoscenza del nativo di Castellamare di Stabia.

Donnarumma è tra i 5 migliori portieri al mondo?

"Donnarumma è la più grande forza della natura che abbia mai visto tra i pali. Dico sempre che ha un talento incredibile. A sedici anni aveva già un fisico impressionante. Non è un caso che stia battendo record di precocità uno dopo l’altro. Quando Sinisa decise di dargli fiducia, confermandolo nelle partite successive, viste le qualità di Gigio, per me divenne tutto più difficile", Diego Lopez ad AS.
233 (+22 in Nazionale maggiore) presenze dopo, siamo abbastanza sicuri nel dire che Donnarumma ce l'avrebbe fatta anche senza Mihajlovic. L'attuale tecnico del Bologna possiede le chiavi della scoperta, ma senza la conoscenza e l'abilità (mentale, fisica e calcistica) per sopportare tutto quanto, ti sciogli come neve al sole. Ve lo ricordate Scuffett? In questo 2020-21 ha messo insieme 0 presenze. Nel calcio non basta essere forti o saper bruciare le tappe. Nel calcio bisogna anche portare pazienza e avere un pizzico di fortuna.
Donnarumma ha (e ha avuto) tutto ciò, ed oggi che compie 22 anni ci obbliga ad una riflessione: è già tra i migliori del mondo?
Se prendiamo in considerazione l'anno di nascita (1999), il portiere del Milan è testa e spalle su tutto il mondo. Premesso ciò, sicuramente Marc-André ter Stegen (1992) è uno dei principali artisti del ruolo. Alla sua ruota c'è Jan Oblak (1993), armadio sloveno in forza all'Atletico di Diego Simeone e poco dietro Thibaut Courtois (1992), slenderman del Real Madrid. Spostandoci in Premier, troviamo Alisson (1992) ed Ederson (1993) - i due migliori esponenti della scuola brasiliana - e Hugo LLoris (1986): il campione del mondo in carica. Ultimo, ma non meno importante, uno dei più rivoluzionari: Manuel Neuer (1986).
Cos'hanno tutti questi ragazzi in più di SuperGigio? L'esperienza e i trofei. Il palmares di Donnarumma è ancora molto scarno per mandare la propria candidatura al concorso Best in the World. La Supercoppa Italiana del 2016 è sola soletta di fronte alle Champions, alle coppe del Mondo e ai campionati nazionali che fanno bella mostra nei salotti dei sopracitati. Tutto normale: Donnarumma ha 6 anni di vantaggio su tutti - e sono pochi i portieri ad aver vinto in giovane età - però tra qualche anno la storia verrà a chiedere il conto e bisognerà farsi trovare preparati.

Donnarumma riuscirà a vincere con il Milan o dovrà emigrare?

Donnarumma farà la storia con il Milan? Oltre ad Hakan Calhanoglu, che va in scadenza di contratto a giugno 2021, anche il contratto del portierone va rinnovato.
Il prodotto del settore giovanile rossonero, nella "cantera" dal 2013, ha più volte manifestato la volontà di rimanere. Sapere che intende restare, e non andarsene a parametro zero, è un fattore che aiuta la dirigenza a negoziare, però con Mino Raiola non basta. La trattativa vive una fase di stallo. Al momento c’è distanza sia per quanto riguarda la cifra dell’ingaggio di Donnarumma che per quanto concerne la durata del nuovo contratto. L’accordo è tutt’altro che vicino e sarà fondamentale che le parti si vengano incontro affinché si possa arrivare alle firme.
Oggi, la Gazzetta dello Sport spiega che Raiola spinge per un’intesa valida solamente fino al giugno 2022 (o al massimo fino al giugno 2023). Una richiesta inaccettabile per il Milan, che ovviamente vuole blindare Gigio per più tempo e non ritrovarsi tra poco a dover nuovamente trattare un nuovo prolungamento contrattuale. La società rossonera è disposta a fare uno sforzo economico per trattenere il portiere, che già guadagna uno stipendio altissimo da ben 6 milioni di euro netti a stagione, però non ci sta a rimanere sotto scacco dell’agente.

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