Difficile scomporre la vittoria dell’Inter a Cagliari, quarta consecutiva in campionato. Alessio Cragno, che le aveva tolto tantissimo nel primo tempo, non poco le ha restituito nel secondo: uscita amletica su Danilo D’Ambrosio, appena entrato; fuga pazza su un corner, quando mancavano ancora due minuti abbondanti, e mar Rosso aperto al 3-1 di Romelu Lukaku.

Eriksen ha fatto il suo

Al momento della splendida volée di Riccardo Sottil, il risultato corretto sarebbe stato 3-0 per l’Inter. E invece 0-1, con Leonardo Pavoletti vicino, addirittura, al raddoppio. Antonio Conte aveva schierato titolare Christian Eriksen. Tenuto in campo per un’oretta, il prence danese ha fatto il suo, sia in fase di impostazione sia sotto porta: l’ha fatto però, more solito, senza scomporsi, la qual cosa contribuisce a renderlo più freddo (o più scarso) di quello che è.
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Cagliari-Inter - Serie A 2020-2021

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Ecco il piano B

Veniva, l’Inter, dallo "smacco matto" di San Siro, con lo Shakhtar. Fuori da tutto: altro che «accanimento» dei media. Eusebio Di Francesco l’ha aspettata al varco, cercando di stanarne le sentinelle. Gli è andata bene fino a quando Conte non ha attinto dalla panchina. Ecco: più che di piano B (con abbandono del canonico 3-5-2 e approdo a un singolare 4-3-2-1), parlerei di cambi tout court. Detto di Nicolò Barella, il migliore, e precisato che il pareggio, splendido per impatto balistico, era arrivato dai pugni di Cragno, su angolo, il sorpasso è giunto da un cross incornato sul palo lontano da D’Ambrosio che aveva sostituito Achraf Hakimi, il quale, a sua volta, aveva avvicendato Ivan Perisic.
Poi Ashley Young, Stefano Sensi, al posto di Eriksen, e Lau-Toro, con il sacrificio di un traliccio, Alessandro Bastoni, terza punta al fianco di Alexis Sanchez e Lukaku, l’estremo giro di roulette per sedurre il destino. Di Francesco, lui, si era giocato Alberto Cerri, troppo grezzo nel domare l’improvvisa occasione del pari.

Romelu Lukaku - Cagliari-Inter - Serie A 2020-2021

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Piano scudetto

All’Inter non rimane che lo scudetto. E se ad agosto era l’obiettivo, oggi, dopo il fiasco europeo, diventa l’unico modo per decorare la stagione, e salvarla. Pur avendone le risorse, non ha ancora la continuità leggera del Milan, al quale ha recuperato comunque due punti, ma la facilità con cui segna le permette di rimediare alle crepe che qua e là emergono da una copertura vittima, spesso, degli squilibri tattici che il tecnico ha deciso di tollerare in nome di un calcio più frizzante.

Il ritorno di Sensi

Prezioso, in chiave geometrica, si profila il ritorno di Sensi: furono i suoi ricorrenti infortuni a spingere Beppe Marotta verso Eriksen. Curiosamente, e non è una brutta notizia, i gol che hanno rovesciato l’ordalia non li ha firmati Lukaku, sempre al centro del villaggio e a rete nel finale. Mercoledì, a San Siro, sale il Napoli. Sarà uno snodo cruciale. L’Inter non ha più distrazioni. Milan, Napoli, Juventus, Atalanta e le romane, sì. La ferita, dolorosa e profonda, potrebbe rivelarsi benzina a primavera. Il meglio di sé Conte lo diede il primo anno alla Juventus e al Chelsea, senza coppe. Non sarà un sollievo ma così è, se vi pare.
Per commentare o fare domande potete inviare una mail a roberto.beccantini@fastwebnet.it o visitare il blog di Roberto Beccantini http://www.beckisback.it.

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