Questo 7 aprile non sembra nemmeno vero. Sapere che Juventus-Napoli potrà giocarsi dopo 6 mesi di insopportabile chiacchiericcio è come una liberazione. Veramente, avevo smesso di crederci da un po’ pensando di guardarla a fine campionato con tutti i verdetti già belli che in mostra. E invece, eccoci qui per una partita che definire cruciale è fin poco. Juventus e Napoli scenderanno in campo per giocarsi l’anima di fronte ad una qualificazione Champions che pesa tantissimo. I Gattuso-boys hanno il "vantaggio" dell’1-0 dell’andata, ma è una cosa talmente risicata che non va nemmeno presa in considerazione. Si giocherà a viso aperto: testa contro testa.
Da un lato c’è l’ex numero 8 del Milan e della Nazionale che ha litigato più o meno con tutti ma sta dando un senso a questa rifondazione, mentre dall’altro c’è il maestro (o presunto tale) che in questi primi 8 mesi da capo-allenatore è passato da "not impressed" a tremendamente preoccupato. E allora concentriamoci proprio su Pirlo per capire se, davvero, dopo almeno 15 giorni di pourparler si saprà qualcosa sul suo futuro.
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Serie A
Juventus-Napoli: probabili formazioni e statistiche
05/04/2021 A 20:22

L’inizio della fine

Tutto è partito il 17 febbraio con la sconfitta contro Dragoes di Sergio Conceicao. In quel momento, e lo ricordo molto bene, è iniziato il ritornello sul futuro di Pirlo. "Beh, se non passa contro il Porto, forse andrebbe licenziato". Da lì 10 punti su 12 in campionato, e una nuova (finta) tranquillità fino al ritorno contro i portoghesi. Certo, alla storia è passata come una vittoria, ma ai fini della qualificazione non è servita a nulla. Proprio come Sarri contro il Lione.
A quel punto, tolta la reazione d’orgoglio tutta CristianoRonaldiana contro il Cagliari, un punticino in due partite contro Benevento e Torino mentre le altre contender prendevano a botte la Serie A. L’Atalanta ha riversato tutte le forze sul campionato, il Napoli s’è risvegliato dal letto di morte e un attimo la qualificazione Champions, per la Juve, è diventata il Monte Zoncolan. La nota positiva è che il Milan è in caduta libera (8 punti nelle ultime 5) e che la Roma avrà (almeno) altre due settimane di doppio-impegno, ma così a spanne sembra tutto tranne che uno scenario roseo. In più c’è anche la Lazio, che di certo non sta a guardare.

Pirlo: "Dna Champions? Anche il Milan a volte ha steccato"

Cambio in corsa

Circa 10 anni fa, quando il mondo era una cosa diversa da come lo vediamo oggi, Andrea Agnelli ebbe a che fare con la prima (e finora unica) stagione perdente da presidente del club. Delneri si rivelò un buco nell'acqua e la squadra finì settima, ma il numero 1 bianconero non licenziò il nativo di Aquileia (erano decisamente altri tempi, e finire a +2 sul Palermo non rappresentava un problema). In questa Juve, invece, - con CR7, de Ligt, Dybala e compagnia cantante - finire settimi equivarrebbe a fare un frontale con la morte economica.
La qualificazione alla prossima Champions League, dopo aver perso tutte le speranze di vincere il decimo scudetto filato, sarebbe il minimo indispensabile per salvare la stagione dal punto di vista sportivo ed economico. Ad oggi, 7 aprile 2021, la Juve è quarta a -2 dal secondo posto e a +5 sul baratro del settimo posto (dejavù). Di scontri diretti ce ne saranno ancora molti (Inter, Milan, Atalanta), ma lasciare per strada un’altra vittoria sarebbe come sanguinare davanti ad uno squalo. La concorrenza è spietata, e nessuno ha voglia di aspettare i comodi di Madama.

L’ultima spiaggia?

E quindi sembrerebbe che questo Juve-Napoli sia come l’ultima chiamata prima dell’imbarco. Lo stesso Pirlo sembra confermarlo: "Sta a me dimostrare di poter essere l'allenatore dell'anno prossimo". Nonostante il nativo di Flero sia il protetto di Agnelli, a Torino è iniziata la guerriglia. Senza la Champions la Juventus rischia di fare un bagno di sangue, e non c’è molto altro margine di errore. Tra un Massimiliano Allegri sullo sfondo e una classifica cortissima, Pirlo si presenterà all'Allianz Stadium con la ghigliottina sulla testa. Forse, non lo salverà nemmeno il pareggio.

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