"Dopo la vittoria dello Scudetto, a Roma continuarono a far festa per 6 mesi. Dissi ai giocatori che avevamo vinto un campionato, e non avevamo fatto altro che il nostro dovere. Dicevo loro che si doveva andare avanti, che dovevamo lavorare di più ma era molto, molto difficile perché questa festa continuava e influenzava i giocatori con le radio romane che continuavano ad elogiarci. È stata un'avventura molto faticosa quella con la Roma".
Per quanto questo discorso di Fabio Capello possa essere abbinato a quasi tutte le più importanti piazze sportive del mondo, bisogna ammettere che la capitale non è sicuramente una città comoda per calciatori e allenatori. Per riuscire a maneggiare questo ambiente di perdizione è obbligatorio rimanere anticlimatici, lavorando sulla propria testa e su quella dei giocatori. Paulo Alexandre Rodrigues Fonseca è la perfetta fotografia di questo concetto: sicuro, tranquillo, carismatico.
Il portoghese di Maputo, dopo una stagione di assestamento, è alla guida di una delle migliori formazioni italiane. Un gruppo che non ha ancora perso (sul campo), domina in Europa League ed è solidissimo in campionato. Una formazione evoluta, moderna, che crea tanto (2° miglior attacco) e ha una sua solidità difensiva (sesta miglior difesa).
Serie A
Le pagelle di Roma-Parma 3-0: Mkhitaryan domina
22/11/2020 A 16:17
  • Roma, i clean sheet nelle prime 11 partite ufficiali: mai una difesa così rocciosa negli ultimi 6 anni
STAGIONECLEAN SHEET
2020-216
2019-202
2018-195
2017-185
2016-173
2015-161

Un crescendo rossiniano

I numeri della scorsa stagione ci hanno raccontato di una Roma che ha terminato la stagione come "seconda squadra che crea più situazioni da gol", che ha segnato 77 reti (4° miglior attacco), che ha terminato il campionato in crescendo (8 vittorie nelle ultime 11) ed è riuscita a migliorare i tanti singoli a disposizione. Nonostante Fonseca non si ritenga mai completamente soddisfatto, la qualità del suo lavoro è stata innegabile. Con l’inizio del 2020-21, la Roma ha provato a fare il salto di qualità. Partendo da Pedro e Dzeko, ma passando anche da Mkhitaryan e Veretout, l’ex Shakhtar ha iniziato plasmare la sua idea di calcio sul materiale tecnico a disposizione
Dopo 8 giornate di Serie A e tre di Europa League, i giallorossi sono una squadra estremamente piacevole da guardare. Molto offensivi, particolarmente divertenti e insospettabilmente forti in difesa. Domenica contro il Parma, ad esempio, nonostante sette assenze pesantissime, la Roma ha dominato come se fosse l’amichevole del giovedì. Un 3-0 che ha reso inutile giocare il secondo tempo. La quinta vittoria in otto partite di campionato e la quarta consecutiva se consideriamo anche l’Europa League.

Fonseca: "Non pensiamo alla classifica, ma a migliorare"

Da Mirante a Mkhitaryan passando a Spinazzola: giocatori rinati

Un rendimento che è figlio anche del miglioramento dei singoli. Dall’affaire Mirante-Pau Lopez (scambiati di ruolo) al pacchetto difensivo, Fonseca ha plasmato reparto molto solido e con ampi margini di miglioramento. A metà campo si è affidato al centro di gravità Jordan Veretout - che anche Lele Adani ha definito imprescindibile: "a Roma girano tutti tranne Veretout" - e ha posizionato Lorenzo Pellegrini al suo fianco. I due si fondono bene e sono complementari, mentre alle loro spalle cresce Villar.
A sinistra c’è la sicurezza Spinazzola, responsabilizzato con compiti di saltare l’uomo e venire dentro al campo, mentre nell'ultimo terzo di campo gravita il vero difference-maker: Henrikh Mkhitaryan. Con 6 gol e 4 assist in stagione, l’armeno - rifiutato da mezza Europa - è diventato il fulcro offensivo della manovra. Che sapesse giocare a questo livello non è certo una novità, ma che potesse diventare così predominante oltre i 30 anni, si.

Pedro e Mkhitaryan esultano dopo un gol alla Fiorentina

Credit Foto Getty Images

Dove puntare?

I tifosi più razionali già lo sapranno, ma vale la pena ribadirlo forte e chiaro: per questa Roma è molto difficile vincere lo scudetto. Nonostante il momento di forma sia clamoroso, gli obiettivi di questo gruppo devono essere altri. In particolare l'Europa League, dove ci sono serissime possibilità di vittoria. Anche quando arriveranno gli esuberi della Champions League, questa formazione ha il pedigree per rimanere nel lotto delle favoritissime. Fonseca deve lavorare per quello. Tenere duro in campionato, quanto più possibile per raggiungere la Champions, e farsi trovare pronto nei turni ad eliminazione diretta. Tutto sommato, se po' fà.

Fonseca: "Scudetto? Le candidate sono Juventus e Inter"

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