Inter-Lazio, match della ventiduesima giornata della Serie A 2020-2021 andato in scena a San Siro, si è concluso col punteggio di 3-1. Gara arbitrata da Michael Fabbri di Ravenna. L'Inter di Antonio Conte in virtù di questo risultato balza da sola in vetta alla classifica, superando il Milan, mentre la Lazio di Simone Inzaghi rimane a quota 40 punti, al quinto posto assieme a Napoli e Atalanta. Di uno strepitoso Lukaku (doppietta) e Lautaro Martinez le reti dell'Inter, di Escalante quella della Lazio. Andiamo a vedere le 5 verità che ci ha lasciato la super sfida di San Siro.

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Serie A
Inter-Lazio 3-1, pagelle: Lukaku immenso, Immobile stecca
14/02/2021 A 22:06

1) L'Inter è la favorita d'obbligo per lo Scudetto

Beppe Marotta prima della partita, a proposito della corsa al titolo: "Il destino finale dipende solo dal nostro cammino". Una dichiarazione d'intenti piuttosto chiara, che ribadisce come sia l'Inter la prima pretendente conclamata alla conquista dello Scudetto. Mentre l'incostante Juventus inciampa a Napoli e il Milan si fa surclassare dallo Spezia, i nerazzurri superano l'esame Lazio e si portano in vetta da soli. Più continua la squadra di Pioli, a eccezione del capitombolo del Picco; costruita per vincere subito quella di Conte. Gran bella lotta, come non si vedeva da tempo a Milano. Il countdown per il derby di domenica prossima è già cominciato. Ma l'Inter vi arriva da favorita numero uno.

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2) Lukaku devastante: la lite con Ibra è alle spalle

Qualcuno sosteneva che Romelu Lukaku non si fosse mai ripreso completamente dalla celeberrima lite con Zlatan Ibrahimovic durante il derby di Coppa Italia. Di certo il belga aveva rallentato il passo nelle ultime uscite, passando dalla serata opaca di Firenze alla stecca nella semifinale di ritorno contro la Juventus (dopo aver già saltato quella d'andata). Un breve momento di appannamento, nient'altro. Prima di tornare il solito Lukaku: devastante, immarcabile, enorme. A farne le spese è stata la Lazio, sotterrata da una sua doppietta e da un assist al bacio per il tris di Lautaro Martinez. E ora, il Milan. E Ibrahimovic. Di nuovo. Una sfida nella sfida, l'ennesima, destinata ancora una volta ad infiammare il derby della Madonnina.

Romelu Lukaku e Lautaro Matinez - Inter-Lazio Serie A 2020-21

Credit Foto Getty Images

3) Bella Lazio, ma per vincere serve concretezza

“Bella ma non balla”, direbbe il grande ex Sinisa Mihajlovic. La Lazio di Simone Inzaghi è un concentrato di organizzazione tattica, pregevoli trame di gioco e piedi buoni (più che buoni, a dirla tutta). Ieri sera non ha giocato peggio dell'Inter. L'ha accerchiata, a tratti l'ha ammaliata con il suo palleggio grazioso. Però... c'è un però: per vincere le partite serve concretezza. E la squadra di Inzaghi non ne ha avuta. Tanto da trovare il gol solo su un episodio fortuito, la punizione di Milinkovic-Savic deviata involontariamente da Escalante, e impensierire pochissimo Handanovic per tutto il resto della partita. Tutto il contrario dei nerazzurri, che hanno vinto grazie a cinismo e a un'innata capacità di affondare i colpi al momento giusto.

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4) L'Inter ha ritrovato il proprio muro difensivo

Ricordate quando l'Inter non riusciva a chiudere una partita una senza subire almeno un gol? Una situazione costante, preoccupante, solo parzialmente mascherata da un eccellente rendimento offensivo. Ebbene, da un po' di tempo i nerazzurri sono tornati d'acciaio davanti ad Handanovic. Come nel primo anno di Antonio Conte. Hanno mantenuto la porta inviolata per quattro volte di seguito e hanno costruito un muro anche contro la Lazio, inchinandosi solo di fronte a una combinazione assolutamente fortuita da calcio piazzato. Menzione speciale per Milan Skriniar, un baluardo. Ma l'intera formazione nerazzurra ha dato dimostrazione di sacrificio e abnegazione, imbrigliando Immobile, Luis Alberto, Correa e compagnia bella. Non era semplice.

5) Eriksen e Perisic, da reietti a pedine preziose

E pensare che non avrebbero nemmeno dovuto far parte dell'Inter. Entrambi poco adatti e poco funzionali ai dettami tattici di Conte, entrambi chiamati a più riprese dal mercato, sia la scorsa estate che a gennaio. Ma Christian Eriksen e Ivan Perisic sono rimasti, riuscendo in un modo o nell'altro a ritagliarsi uno spazio non indifferente. Contro la Lazio, il tecnico li ha preferiti rispettivamente a Gagliardini e a Young. E sia il danese che il croato hanno risposto presente, spendendosi tra costruzione e aiuto difensivo. Più utili che spettacolari, specialmente Perisic, ma va bene anche così. Conte ha definitivamente trovato due pedine in più nella rincorsa allo Scudetto.

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