È un campionato senza padroni, e questo, paradossalmente, grazie proprio al "golpe" della padrona, la Juventus vittoriosa sul Milan. Prigioniera del Covid, e in balia dei recuperi di Udinese-Atalanta e Juventus-Napoli, la classifica ne rispecchia l'allegro disordine: Milan 37, Inter 36, Roma 33, Juventus 30, Sassuolo 29, Napoli e Atalanta 28, Lazio 25.
Sette sconfitte non impedirono a Maurizio Sarri di vincere il suo scudetto. Lo scrivo perché Rino Gattuso e Simone Inzaghi sono già a cinque. C'è una squadra di cui si parla poco, e nei confronti della quale si usa più cipria che incenso: la Roma di Paulo Fonseca. Pratica una transizione rapida, tipo showtime; è passata, senza vergognarsi, alla "vituperata" difesa a tre, a conferma che la bellezza e l'efficacia non dipendono dai moduli: sono le idee - e i piedi, magari - a scremarli, a orientarli. Un anno fa si piazzò quinta. La staffetta americana tra James Pallotta e Dan Friedkin sembra aver dato stabilità. Per quanto la stranezza del periodo inviti alla cautela, non credo, sinceramente, che sia da titolo.

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Secondo Voltaire (fu lui?), il dubbio non è piacevole ma la certezza è ridicola. D'accordo, la doppietta di Borja Mayoral a Crotone va presa con le pinze, e la miglior versione del "vecchio" Edin Dzeko - "juventino" per una panchina, al Bentegodi, e poi bloccato dal virus - non si è ancora vista: qualcosa, però, si muove. L'esplosione di Henrikh Mkhitaryan (8 gol, 7 assist) appartiene ai tesori di una manovra che, in campo aperto, risulta avvolgente e travolgente. Non è ancora un capo tribù, l'armeno: è un guerriero che, libero di testa e di gamba, trascinato trascina. I progressi di Gonzalo Villar, il timing di Lorenzo Pellegrini, il tremendismo di Jordan Veretout, le incursioni di Leonardo Spinazzola, la riscoperta di Rick Karsdorp costituiscono valori aggiunti. A Fonseca piace la costruzione dal basso, e anche per questo (non solo per emergenza) arretra Bryan Cristante.
  • La Roma di Fonseca e il disastroso bilancio negli scontri diretti (solo 15 punti raccolti in 16 match giocati con le big)
MATCHPUNTI
ATALANTA30
INTER22
JUVE34
LAZIO22
MILAN34
NAPOLI33
Totale1615
Dati aggiornati all'8 gennaio 2021, il bilancio comprende gli incontri giocati in Serie A nel 2019-2020 e nella stagione in corso.
I problemi riguardano il portiere, da Antonio Mirante a Pau Lopez non proprio il massimo, l'equilibrio e la tenuta alla distanza, tattica e ambientale. Più che allo 0-4 di Napoli, solcato e "indirizzato" dallo spirito immanente di Diego Maradona appena scomparso, penso all'1-4 dell'Atalanta, rimonta che mandò in bestia il domatore: "primo tempo da guerrieri, secondo da bambini", feroce e mirabile sintesi di una tendenza che troppo spesso sposta avanti o indietro le lancette dei confini, delle ambizioni.
Snodi cruciali, le sfide con l'Inter, domenica, e il derby. La Roma non ha ancora battuto una grande, dettaglio che ne riga la dimensione: 2-2 con la Juventus, 3-3 a San Siro con il Milan più le batoste di Napoli e Bergamo che, escluso il "tavolino" di Verona, ne certificano gli unici k.o. Ha vinto cinque delle ultime sei partite, e all'assenza di un bomber come Cristiano o Romelu Lukaku supplisce con il concetto di cooperativa: il gol può arrivare ovunque, comunque, con chiunque. A primavera, inoltre, dovrebbe tornare Nicolò Zaniolo, il jolly nella manica. La zona Champions rimane l'obiettivo. Tutto il resto, voglia.
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