Una prestazione galactica contro i Galacticos. L'amara serata di Bergamo terminata con il tiro-beffa di Mendy all'86' è stata la partita della consacrazione per Matteo Pessina davanti al suo idolo Toni Kroos. All'Atalanta il classe '97 di Monza ha raccolto l'eredità pesantissima del Papu Gomez e, settimana dopo settimana, si è inserito nei rodati meccanismi di Gasperini alternando giocate da trequartista e da finalizzatore (come nella semifinale di Coppa Italia contro il Napoli) a coperture da navigato tuttocampista come nella gabbia creata ad hoc per il Pallone d'Oro in carica, Luka Modric.

La svolta grazie al Milan

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Pessina è cresciuto nel Monza e nel 2015, causa fallimento del club brianzolo, è stato ingaggiato da svincolato dal Milan che lo ha mandato in prestito a Lecce, Catania, Como e Spezia prima di cederlo a titolo definitivo all’Atalanta nell’estate 2017 nell’ambito dell’operazione che portò Andrea Conti in rossonero. Il trasferimento a Bergamo è avvenuto per una cifra bassa, neanche 2 milioni di euro, ma il Diavolo mantenne una percentuale di circa il 50% sull’eventuale futura rivendita del giocatore, un fattore che lascia aperta la porta ad un clamoroso ritorno a Milanello. Maldini e Massara rimangono alla finestra.
"Ero giovane e senza esperienza, era giusto che la facessi altrove. Col Milan ho cercato di fare i passi giusti in quel momento. Non è andata nel migliore dei modi, nel calcio succede. Oggi sono contento di essere all’Atalanta e di tutto il mio percorso. Credo di aver lasciato buone tracce ovunque sono stato" (Matteo Pessina a Repubblica)
Nel 2019/20 Percassi lo manda a farsi le ossa al Verona di Juric e il centrocampista con il sogno di diventare direttore generale di un club (emblematica la sua iscrizione al corso di Economia alla Luiss) non se lo fa dire due volte: 35 presenza condite da 7 gol convincono Gasperini a richiamarlo a Zingonia e a puntare su di lui per la nuova stagione.

Tra mercato e sogno Europeo

Nella nuova Atalanta il 23enne si muove in punta di piedi, ma riesce a crearsi subito spazio grazie al ritorno graduale di Ilicic dopo la lunga assenza e agli screzi del Papu con il tecnico nerazzurro: in ottobre debutta in Champions e, nonostante un infortunio al ginocchio, si guadagna la prima chiamata di Roberto Mancini in Nazionale dove subentra nel corso dell’amichevole vinta 4-0 contro l’Estonia a Firenze. Qualche mese dopo diventa l'incubo della difesa di Rino Gattuso nella semifinale di Coppa Italia contro il Napoli con una doppietta che qualifica la Dea alla finale contro la Juve. Il valore del suo cartellino è ormai esploso (si parla di una valutazione dai 20 milioni in su) e le pretendenti si moltiplicano. Il mancino di Monza sarà uno dei grandi protagonisti del mercato estivo e chissà anche della spedizione azzurra a Euro2020.
"Ci penso, la Nazionale è l'obiettivo più grande per un giocatore. Ma ora sono concentrato sull'Atalanta, c'è ancora tanto da fare".

Gasperini: "Certi episodi accadono anche col Var"

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