La sonora sconfitta casalinga patita dal Sassuolo di De Zerbi e Raspadori contribuisce a far accendere un campanello d’allarme in casa Milan. Piccolo o grande? Lo scopriremo questa sera a margine dei “posticipi” dell’infrasettimanale di Serie A che vedranno coinvolte quattro dirette concorrenti del Diavolo per la corsa a un piazzamento Champions.

Sassuolo, che harakiri!

L’abbiamo sottolineato, la sconfitta è di quelle ostiche da metabolizzare: pur concedendo qualche chance ai neroverdi, il Milan di Pioli dopo essere passato in vantaggio con la prodezza di Calhanoglu avrebbe avuto eccome le occasioni di archiviare la pratica, a testimonianza di un sostanziale dominio del gioco nella prima parte di gara. L’ingresso di “baby” Raspadori – che prospetto il 21enne emiliano! – ha mandato tuttavia completamente in tilt i radar difensivi rossoneri e il timoniere Pioli dalla panchina non è stato in grado di arrestare l’emorragia. Risultato? Rimonta Sassuolo e sconfitta bruciante a interrompere il filotto di risultati utili inaugurato dalla pirotecnica vittoria di Firenze.
Serie A
Milan-Sassuolo 1-2, pagelle: Leao non c'è, Raspadori show
21/04/2021 A 19:29

Il calendario poco amico

C’è di che preoccuparsi? Il Milan è padrone del proprio destino qualunque sia l’esito dei match del giovedì, sia chiaro, ma il calendario di Serie A non è il più prezioso degli alleati in prospettiva. Vediamolo nel dettaglio (in maiuscole le gare in trasferta):
  • LAZIO
  • Benevento
  • JUVENTUS
  • TORINO
  • Cagliari
  • ATALANTA
La banda Pioli ha accumulato un discreto tesoretto in classifica ma già contro la Lazio dovrà rispondere sul campo dopo lo sciagurato finale contro il Sassuolo; in caso contrario potrebbe addirittura (e piuttosto clamorosamente, per la verità) essere agganciato dal Napoli al quarto posto. Uscire dal recinto delle prime quattro della classe a stretto giro di posta: uno scenario difficile da ipotizzare anche solo alla vigilia del match di mercoledì a San Siro.
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Panchina/Mercato: le note dolenti

Il canovaccio della sfida al Sassuolo risulta eloquente: Meité non ha offerto né sostanza in mezzo né tanto meno qualità, l’affidabile Tomori per una volta ha steccato e Mandzukic, senza mezzi termini, continua a essere un caso. Se la “panchina” del Milan non sempre riesce a garantire un apporto degno di nota – a dimostrazione di un roster non particolarmente profondo – i volti arrivati a Milanello dalla finestra del calciomercato invernale, eccezion fatta per Tomori, non convincono del tutto oppure non impattano proprio. Difficile puntare il dito contro Stefano Pioli: quando i "big" non sono della partita oppure la loro spia della benzina va in riserva il tecnico emiliano non sempre può contare su carte vincenti alle sue spalle. A Pioli si imputa un atteggiamento non proprio "garibaldino" nell'arco dei 90 minuti con scelte a volte troppo conservative a gara in corso, ma la coperta di questo Milan è sempre stata corta. Da inizio stagione.
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Non è il momento di lasciarsi andare ad attacchi di panico in casa rossonera dato che un ko, per quanto rovinoso per dinamiche, non può essere così indicativo e smontare quanto di buono fatto sinora: semmai è il segnale che l’impresa di centrare la qualificazione in Champions League – perché sì, avrebbe a tutti gli effetti i crismi di un’impresa sportiva – è lungi dall’essere condotta in porto e gli imminenti scontri diretti saranno le opportunità per dimostrare di che pasta è fatto il Milan. La prova del 9, in ultima analisi, a cui presentarsi con convinzione nei propri mezzi e non con il terrore di fallire. Ma qui dovrà essere bravo Stefano Pioli nelle vesti di fine psicologo: al Milan servono risorse extra, nel momento cruciale della stagione.

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