Questo 8 marzo 2021 ci ha consegnato la prima settimana dopo il Festival di Sanremo. Un’edizione a forti tinte rossonere, con la presenza di Zlatan Ibrahimovic che ha permeato tutta la kermesse canora. Mentre il gigante svedese faceva coppia fissa con Amadeus sul palco dell’Ariston, il suo Milan era impegnato in un doppio turno molto insidioso. Tra Udinese e Verona, i rossoneri hanno portato a casa 4 punti fondamentali nella corsa scudetto/Champions League. Grazie all’abilità di Stefano Pioli, e all’aiuto di due insospettabili come Rade Krunic e Diogo Dalot (e, ovviamente, Kessie), il Diavolo è ancora al secondo posto. Gli autori dei due missili che hanno steso il Verona, lasciando la truppa di bianco vestita lì in alto, ci hanno fatto ripensare proprio ad un motivetto sanremese - che vendette un sacco proprio sull’onda lunga creata dal Festival. Era il 1991, e due un po’ meno insospettabili come Sabrina Salerno e Jo Squillo cantavano "siamo donne (oltre le gambe c’è di più)".
Solitamente, quando si parla di Milan si enfatizza soprattutto un dato: i 16 rigori stagionali in 26 gare. Un numero sopra la media, questo sì, (il Sassuolo è secondo con 8) ma che non tiene conto di due fattori. In primis: se ci sono i rigori vanno fischiati, anche tre a partita. E in secondo luogo che, proprio come cantavano le due ladies in quel testo molto critico verso la società dell’epoca, per i rossoneri "oltre ai rigori c’è molto di più".

L'esultanza collettiva del Milan, Verona-Milan, Getty Images

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Gol diversi

Con il primo gol in campionato di Diogo Dalot - aveva già timbrato il cartellino in Europa League - sono diventati ben 6 i milanisti nati dopo il primo gennaio 1999 ad andare a segno in Serie A: almeno tre in più di qualsiasi altra squadra. La generazione Z dei rossoneri non è certo una novità, ma vederla così proattiva e decisiva è un grosso segnale della bravura di chi ha saputo pescarli sul mercato.
In più, Krunic e Dalot sono gli ultimi due innesti nella cooperativa del gol da 15 marcatori diversi in campionato. Tolti Tomori, Gabbia, Kjaer, Bennacer, Tonali, Meite, Maldini e Mandzukic, i rossoneri hanno pescato almeno una rete da tutti i giocatori in rosa (portieri esclusi). Solo l’Atalanta, con 16 marcatori diversi, ha più eterogeneità.

La trasferta che piace

Un’altra riflessione va poi fatta anche sulle vittorie in trasferta. Nessuno, nei top5 campionati europei, riesce ad eguagliare il ritmo del Milan. Undici vittorie esterne su 13 incontri, per una media di 2.62 media punti a partita. Per farvi due esempi: Atletico Madrid e Man City - rispettivamente al primo posto di Liga e Premier League - "rimangono" su cifre come 2.41 (gli spagnoli) e 2.33 (gli inglesi) punti a partita. Qualcosa di clamoroso per la truppa di Pioli.
Questo assume ancora maggior valore in relazione all’età: 24.2 era l’età media dell’11 titolare del Diavolo ieri pomeriggio a Verona (la stessa avuta anche contro l’Udinese). Un dato che è stato ulteriormente abbassato a gennaio contro il Torino: in quella sfida, l’11 titolare aveva un’età media di 23.8 anni.

Oltre ai rigori c’è di più

Tutto questo per dire cosa? Che nell’analisi sulla stagione del Milan è giusto prendere in considerazione il dato sui rigori (che poi comunque vanno sempre segnati), ma soffermarsi solo su quello toglie valore alla miglior stagione degli ultimi 7 anni. I rossoneri stanno sopravvivendo alle assenze con un gruppo tra i più giovani in Europa, per cui limitarsi a ragionare su quello che succede negli ultimi 11 metri non rende l’idea del mondo che si è sviluppato nei restanti 89.

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