Con la vittoria sulla Roma per 2-1, il Milan è riuscito a interrompere una serie di 4 partite senza successi. Nel momento più delicato della stagione, contro un’avversaria diretta, Pioli ha deciso di cestinare il proprio capitano (Alessio Romagnoli, in serie negativa da qualche partita) e mandare in campo Fikayo Tomori, alla settima presenza assoluta con la maglia rossonera.
"E' un ragazzo che può fare la differenza fisicamente, ha la capacità di aggredire e di difendere in una linea a quattro. Il calcio va verso l'uno contro uno ma non bisogna mai perdere l'idea di compattezza. Lui combina queste due cose molto bene, il difetto forse è che ha giocato troppo poco per quelle che sono le sue caratteristiche", diceva di lui Paolo Maldini a gennaio.
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Al termine della sfida nella capitale, i tifosi del Milan hanno premiato Tomori con il titolo di MVP della partita. Con 6 salvataggi decisivi, due tiri bloccati e un intercetto (dati SofaScore), l’ex Chelsea ha preso possesso del match annullando Borja Mayoral e mostrando grande duttilità tattica. Aggressivo e posizionale, il nativo di Calgary ha dominato.

Rotazioni?

Nella conferenza stampa alla vigilia di Milan-Udinese, Pioli è tornato su questo dualismo difensivo anglo-italiano. "Le partite sono tutte importanti ma anche diverse, per me poter scegliere è una grande fortuna", ha detto il tecnico rossonero. "Solo voi parlate di bocciature, per me sono semplici scelte. Io ho parlato con Alessio. Non sempre si possono avere le stesse idee, ma l'importante è il rispetto".
Con ogni probabilità, Romagnoli tornerà titolare nel match contro i friulani. Più che una questione di scelte, è una mossa dovuta: il centrale inglese non si è allenato causa affaticamento. Però, sempre seguendo le parole di Pioli, marzo è il mese decisivo nella stagione rossonera. La prestazione di Tomori contro la Roma ha offerto diverse sicurezze al mister rossonero, e viene difficile pensare che possa tornare a sedersi in panchina.
Allo stesso tempo, guardando a dati e statistiche, Romagnoli ha iniziato dalla panchina solo 8 volte da quando veste rossonero. Inoltre, è il capitano della squadra. Con tante sfide così ravvicinate ci sarà la possibilità di ruotare, facendo riposare anche Kjaer, ma nelle sfide decisive, quelle in cui il Milan si giocherà tutto, quale sarà la coppia titolare?

Questione di soldi e di rinnovi

Da quando Paolo Maldini è stato nominato direttore tecnico dei rossoneri, le scelte nel reparto difensivo sono state pressoché perfette. Dal folgorante Theo Hernandez alla sicurezza Kjaer passando per i giovani Kalulu e Tomori, l’ex capitano del club ha sempre fatto centro. Uno dei pochi (insieme a Calabria) a non esser stato scelto è proprio Alessio Romagnoli, al Milan dal 2015-2016.
L’ex Roma è stato una colonna del club nell'ultimo lustro, tanto da essersi guadagnato anche la fascia di capitano. Insieme a Gigio Donnarumma è l'unico sopravvissuto della Supercoppa del 2016 - l'ultimo trofeo vinto dal club - e il suo status è piuttosto ingombrante. Oggi le sue quotazioni sono in ribasso, e con un contratto che scade nel 2022 l’orizzonte non è più così nitido.

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Romagnoli, Donnarumma, Calhanoglu...

Valutando con attenzione le richieste dell'attuale capitano rossonero, Maldini e Massara dovranno fare delle scelte. I soldi per tutti non ci sono, quindi bisognerà tagliare il cordone ombelicale con qualche "senatore".
Gigio Donnarumma è il primo rinnovo della lista, e su questo punto direi che la linea da seguire è abbastanza chiara: il portierone va rinnovato ad ogni costo. Poi, a ruota, arrivano Hakan Calhanoglu e Alessio Romagnoli, con l’incognita Ibrahimovic sullo sfondo. Il turco e lo svedese scadono nel 2021, mentre il difensore nel 2022.
Calha e Romagnoli chiedono la stessa cifra, e solo uno dei due potrà essere accontentato. La scelta più logica porterebbe al sacrificio del difensore romano, con il rinnovo del turco, il riscatto di Tomori e la promozione di Donnarumma a capitano. Allo stesso modo, però, liberarsi di un capitano a cuor leggero non è mai facile, soprattutto se negli anni è diventato un simbolo. Marzo sarà un mese cruciale per il Milan, in campo e fuori.

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