Io sono un leone, non mi sento solo come lui
Lo ha detto con il consueto piglio spavaldo Zlatan Ibrahimovic al microfono di Alessandro Alciato di Sky Sporta margine di un derby stra dominato sia fisicamente che tecnicamente. Spocchia, la sua? Può darsi, ma questo signore a 39 anni suonati sta imponendo la sua legge marziale nel massimo campionato italiano dunque certe uscite può permettersele: dopotutto fanno parte del personaggio che è stato abile a costruirsi sui social...
Ibra-Leone
Serie A
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19/10/2020 A 09:34
Ibra-Dio
Eppure tre anni fa la carriera di Zlatan sembrava sul punto di spezzarsi…
“Dopo l’infortunio mi volevo sentire vivo e sono andato in America per iniziare da zero. Quando sono tornato a Manchester non mi sentivo pronto. Ho detto a Mourinho ‘Con tutto il rispetto, non mi convocare perché non mi sento pronto. Non ti voglio deludere col mio gioco perché questo non è l’Ibra di prima’. Non ero pronto, poi è arrivata l’occasione americana, ho detto sì. Alla fine era il momento di continuare o no. Mino mi ha detto ‘è troppo facile smettere in America, devi tornare e far vedere a tutti che puoi giocare ancora in Europa. Ho detto ‘a chi servo di più?’ C’era il Milan, ‘va bene arrivo’” (Ibrahimovic a Sky Sport)
Ho detto ‘a chi servo di più?’ C’era il Milan, ‘va bene arrivo’

Crac al ginocchio e resurrezione

Febbraio 2017, il legamento crociato anteriore e posteriore del ginocchio fa crac nel quarto di finale di Europa League tra il suo Manchester United e l’Anderlecht e lo svedese è costretto a uno stop di sette mesi. Il ritorno in campo con i Red Devils non incoraggia e Ibra riparte dall’America facendo fuoco e fiamme in MLS (qualcosa come 31 gol in altrettante partite Oltreoceano). Salutata Los Angeles in grande stile, torna al Milan e restituisce credibilità a una squadra totalmente smarrita. Non solo, ridisegna completamente le prospettive del club rossonero, attuale capolista in solitaria della Serie A!
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Ibra&Mino, patto d'acciaio

Come si evince dalle dichiarazioni post derby dietro ogni sua scelta c’è sempre un consulto con l’agente Mino Raiola: il loro è un sodalizio nato nel lontano 2003 ed entrambi hanno fornito la propria versione delle circostanze in cui si è cementato:
Misi la mia bella giacca di pelle di Gucci, non avevo affatto intenzione di fare la figura del buzzurro, il mio orologio d’oro, e parcheggiai la Porsche proprio davanti all’albergo. Ma che razza di individuo era quello che entrò dopo di me? In jeans e T-shirt Nike e con quella pancia enorme, sembrava uno dei Soprano. Chi diavolo è questo qui? Dovrebbe essere un agente quella specie di gnomo ciccione? E quando ordinammo cosa credete, che arrivò un piattino di sushi con avocado e gamberetti? No, arrivò una valanga di roba, cibo per cinque, e lui divorò tutto come un dannato!”.
Chi diavolo è questo qui? Dovrebbe essere un agente quella specie di gnomo ciccione?
"Sapete cosa fece quel bastardo sfacciato? Tirò fuori quattro fogli A4 su cui c’erano nomi e cifre, tipo Christian Vieri 24 gol in 27 partite, Filippo Inzaghi 20 gol in 25 partite, David Trezeguet 20 gol in 24 partite, Zlatan Ibrahimovic 5 gol in 25 partite”. Raiola tuonò: “Allora se diventi il migliore del mondo poi arriverà tutto il resto, ma se insegui solo il denaro allora non otterrai mai niente, capisci? Pensaci su e poi mi fai sapere, ma se vuoi lavorare con me devi fare come dico io”. Come? “Dovrai vendere tutte le tue macchine, tutti i tuoi orologi e cominciare ad allenarti tre volte più duramente, perché adesso la tua statistica fa schifo". (Zlatan Ibrahimovic, “Io Ibra”)
Dovrai vendere tutte le tue macchine e cominciare ad allenarti tre volte più duramente
Piaccio a Zlatan perché sono stato il primo a dirgli che era uno stronzo. E gli dissi anche che avrebbe dovuto lavorare più duramente. Tutti gli altri gli dicevano solo delle belle cose, io invece gli avevo detto la verità, per renderlo migliore". (Mino Raiola, “Talk Sport”)
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Può giocare fino a 45 anni?

Durante la telecronaca di Inter-Milan lo “zio” Bergomi ha dichiarato che questo Ibrahimovic potrebbe giocare fino a 45 anni in Serie A: "Magari non in Premier, ma in questa Serie A sì". Esagerazione? Quando c’è di mezzo il guerriero svedese è meglio astenersi da qualunque tipo di sottovalutazione o sentenza affrettata: di certo alle soglie dei 40 anni è pressoché inarrestabile e per di più ha sviluppato un'incredibile capacità di gestire il proprio corpo mista a una straordinaria propensione a innalzare il rendimento dei compagni.
“Mi sento più completo, ho più esperienza. Quando sei giovane sei ancora in crescita. Passi un momento in cui stai imparando le cose, giochi le partite, hai momenti e situazioni che si ripetono. Ora mi sento completo. Avessi la condizione dei 20-30 anni non mi fermerebbe nessuno. Ma tanto, non mi fermano neanche adesso". (Ibrahimovic a Sky Sport”)

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